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La memoria

Libera ricorda Pino Russo, ucciso dalla ‘ndrangheta 30 anni fa. «Difese il suo diritto all’amore»

Lunedì 15 previsto un incontro con gli studenti di Dasà. «Fu punito perché ritenuto “colpevole” di essersi innamorato di una ragazza»

Pubblicato il: 13/01/2024 – 19:27
Libera ricorda Pino Russo, ucciso dalla ‘ndrangheta 30 anni fa. «Difese il suo diritto all’amore»

VIBO VALENTIA «Lunedì 15 gennaio ricorre il trentesimo anniversario della tragica morte di Giuseppe Russo Luzza, vittima innocente della ‘ndrangheta. Giuseppe, ma che tutti chiamavano Pino, era un ragazzo attento, un lavoratore onesto ed un giovane impegnato nel gruppo giovanile di Acquaro, la sua città natale. La sua vita serena non poteva far presagire quella immane tragedia». Lo scrive in una nota il coordinamento provinciale di Libera Vibo Valentia, che ricorda la storia del 22enne ucciso trent’anni fa. «Il 15 gennaio 1994 uscì di casa senza purtroppo, farvi più ritorno. Il suo corpo martoriato venne trovato il 21 marzo, diventata nel tempo “Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le Vittime innocenti delle mafie”, grazie alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Quel giovane buono venne punito perché “colpevole” di essersi innamorato di una ragazza, cognata del boss Gallace e che, come una pedina in un gioco molto più grande di lei, doveva essere manovrata sul grande scacchiere degli interessi criminali».

«Difese il suo diritto all’amore»

«Pino però, amava la giovane e difese strenuamente, fino alla morte, il suo diritto all’amore. Abbiamo il dovere morale di ricordare Pino e il suo sacrificio per difendere e affermare il diritto all’amore in una terra dove, purtroppo, c’è chi si arroga il diritto di negarlo. Il sacrificio di quel giovane ragazzo poco più che maggiorenne, il coraggio, la tenacia e l’amore smisurato che va oltre le paure e le imposizioni dei poteri criminali, devono essere insegnamento per ciascuno di noi. Così come da insegnamento è il lavoro di memoria e di impegno portato avanti dai familiari di Pino che hanno trasformato il loro dolore in forza generatrice di cambiamento e di speranza. Matteo, il fratello più piccolo, porta avanti la memoria di Pino come strumento di libertà e liberazione dei corpi e dei luoghi dal potere abusante e mortifero della ‘ndrangheta. A trent’anni di distanza, lunedì 15 gennaio 2024 alle ore 10:30, ripercorreremo la storia di Pino, i suoi sogni, le sue speranze e la voglia di futuro, insieme alle ragazze ed ai ragazzi dell’I.C. “Giuseppe D’Antona” nei locali della Biblioteca Comunale di Dasà, e nel pomeriggio, alle ore 17:30, con una Santa Messa in sua memoria che verrà celebrata nella Cappella della clinica dei “Gerani” di Vibo Valentia».

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