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Aree industriali e attrazione degli investimenti: le sfide della nuova Agenzia regionale

I contenuti della proposta di legge predisposta dalla Giunta Occhiuto che istituisce l’ente strumentale che di fatto manda in soffitta il Corap

Pubblicato il: 02/02/2024 – 15:08
di Antonio Cantisani
Aree industriali e attrazione degli investimenti: le sfide della nuova Agenzia regionale

CATANZARO Il passato sono state le Asi, poi accorpate nel Corap, il futuro sarà l’”Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione di investimenti produttivi”. L’ultima riforma in ordine di tempo varata dalla Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto è condensata in una proposta di legge di 15 articoli destinata a creare una nuova Agenzia che di fatto manda in soffitta il Corap, il Consorzio per le attività produttive oggi in liquidazione tra mille ritardi e mille criticità, causate da un processo di accorpamento rivelatosi complicatissimo e sostanzialmente fallimentare. La proposta di legge, presentata in Giunta dall’assessore regionale Rosario Varì, ora è all’esame delle competenti commissioni del Consiglio regionale.

La mission della nuova Agenzia

Rafforzare i sistemi produttivi e attrarre nuovi investimenti: a questi obiettivi e a queste sfide sarà chiamata la nuova Agenzia regionale, che avrà tre mission, per come si legge nella relazione illustrativa alla proposta di legge, redatta con il supporto di Fincalabra e della società di consulenza Audirevi Transaction&Advisory: «1) “Attrazione”, per l’insediamento di impianti produttivi da parte di imprese non ancora presenti sul territorio regionale; 2) “Reshoring”, per il reinsediamento sul territorio regionale di imprese che hanno in precedenza delocalizzato in altre regioni o all’estero; 3) “Retention” per la creazione di sinergie tra le imprese insediate e il tessuto locale produttivo rivolgendosi alle aziende già presenti in Calabria che intendano realizzare un nuovo investimento per diversificare funzionalmente la produzione esistente». L’Agenzia – prevede poi l’articolato – «è ente strumentale della Regione, ente pubblico economico per la gestione delle aree, dei nuclei e delle zone industriali della Regione, già di competenza del Corap, nonché per l’attrazione di investimenti produttivi, ed è dotata di autonomia regolamentare, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria».

Le funzioni dell’Agenzia

Ancora dalla relazione alla proposta di legge della Giunta regionale: l’Agenzia punterà all’attrazione di investimenti attraverso «azioni tese a favorire l’insediamento e lo sviluppo di imprese in Calabria, offrire servizi di assistenza e promozione per l’attrazione di investimenti produttivi; promuovere opportunità di investimento e assistere gli investitori nel loro insediamento e nello sviluppo di progetti, supportandoli per tutta la durata del ciclo di vita dell’investimento; sostegno all’attrattività del contesto territoriale, anche con riferimento alte aree Zes». Per queste finalità – è poi previsto dalla, proposta di legge – «all’interno dell’Agenzia opera un team di “content creator”, inserito in apposito settore del suo organico, composto da personale specializzato, dedicato alla diffusione digitale e analogica su vasta scala delle informazioni circa le opportunità di insediamento offerte dalla Calabria e le relative agevolazioni. L’Agenzia poi si occuperà della «promozione delle aree produttive regionali anche tramite azioni di marketing, sia a livello nazionale che internazionale, con l’indicazione delle relative dotazioni infrastrutturali e di servizio nonché dei settori produttivi che possono beneficiare di condizioni di vantaggio o di incentivi fiscali, sulla base degli strumenti di incentivazione definiti a livello regionale o nazionale, e dello studio, progettazione, attuazione e gestione die gestione di interventi coordinati di infrastrutturazione, rilancio e valorizzazione delle aree produttive regionali».

Gli organi e il personale

La proposta di legge della Giunta regionale prevede che sono organi dell’Agenzia il presidente, il direttore, il Revisore unico dei conti. Sempre dall’articolato: «Il presidente è nominato dal presidente della Giunta regionale e dura in carica tre anni, l’incarico ha carattere fiduciario e al presidente spetta un compenso annuo pari a euro 50.000,00 al lordo di tasse e oneri fiscali e previdenziali… L’incarico di direttore è conferito dal presidente della Giunta regionale per la durata di tre anni rinnovabili e ha diritto ad una retribuzione omnicomprensiva pari a quella del dirigente generale della Regione Calabria: è individuato mediante procedura idoneativa… Il Revisore unico e il supplente sono designati dal presidente della Giunta regionale e scelti mediante sorteggio da un elenco predisposto a seguito di avviso pubblico, La Regione esercita le funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo sull’Agenzia tramite il Dipartimento regionale competente per materia». Si prevede che «entro dieci giorni dall’entrata in vigore della presente legge, il presidente della Giunta regionale nomina il residente e un commissario straordinario, che pone in essere tutti gli adempimenti amministrativi e contabili necessari all’avvio dell’Agenzia di competenza del direttore». E si prevede poi che «il personale dipendente a tempo indeterminato del Corap è trasferito all’Agenzia e mantiene il trattamento giuridico ed economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative». Ovviamente lo start non sarà a costo zero per la Regione: per assicurare l’espletamento della fase di avvio, si prevede un importo complessivo pari a euro 2.700.000,00 per l’anno 2024 e a euro 2.600.000,00 per l’anno 2025. (redazione@corrierecal.it)

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