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L’ANALISI

Società e aziende nuove o rinnovate: così la Regione Calabria sta cambiando pelle

L’Agenzia delle aree industriali è l’ultima novità nel percorso di riforma del “sottogoverno” della Cittadella. Profondamente trasformato in due anni

Pubblicato il: 04/02/2024 – 13:00
di Antonio Cantisani
Società e aziende nuove o rinnovate: così la Regione Calabria sta cambiando pelle

CATANZARO Qualche “carrozzone” è sparito, qualche soggetto è stato trasformato per diventare più efficiente, qualche società è stata rimodulata, qualche azienda o agenzia è stata creata ex novo. Negli ultimi due anni e mezzo quasi la Regione Calabria sta cambiando decisamente pelle nella sua complessiva configurazione, con una serie di profondi cambiamenti che stanno ridisegnando il “sottogoverno”. Diverse le riforme messe in campo dal governo regionale guidato dal governatore Roberto Occhiuto, riforme ispirate essenzialmente dall’obiettivo di efficientare la macchina burocratica della Cittadella attraverso mission più puntuali dei vari soggetti che fanno parte del cosiddetto “gruppo di amministrazione pubblica” della Regione.

I primi cambiamenti

Dai trasporti alle infrastrutture, dalle politiche per il lavoro alla sanità per arrivare all’agricoltura: quando ormai si è quasi a metà della legislatura la Regione presenta una veste molto diversa di quella che aveva fino all’ottobre 2021. L’impostazione del presidente Occhiuto e della sua Giunta è stata quella di delineare delle linee strategiche alle quali ancorare i compiti delle varie aziende, agenzie, società partecipate che rientrano nel “portafoglio” della Regione e che in questi due anni e mezzo quasi sono stati interessati da un robusto processo di razionalizzazione e rivisitazione. E così, ecco che Fincalabra, la finanziaria regionale sempre più baricentrica nel sistema Regione, è diventata il braccio operativo per il salvataggio e il rilancio di importanti società: come la Sacal, forse il primo dossier aperto da Occhiuto, che ha spinto per far tornare la società aeroportuale sotto il controllo pubblico dopo che la società era finita in mano privata. E poi, da ricordare l’evoluzione della Calabria Film Commission, che adesso opera anche come agenzia per la promozione turistica, E ancora l’operazione per il rilancio della società Terme Sibarite, il “giro di vite” in materia ambientale con la nascita dell’Arrical, l’Authority regionale per l’acqua e i rifiuti che ha soppiantato l’inefficiente Aic diventando ente di ambito di regolazione dei due settori. La conclusione della procedura di pubblicizzazione della Sorical  la società di gestione delle acque calabresi a cui è stata affidato il servizio idrico integrato in Calabria. La riforma della sanità, con la creazione del nuovo ente di governance Azienda Zero, chiamata ad accentrare le funzioni amministrative del settore. La soppressione dell’Azienda Calabria Lavoro con la creazione dell’Agenzia Arpal che diventerà il perno delle politiche attive in tema di occupazione. E poi, forse quella che si può definire la “madre di tutte le riforme”, la soppressione degli 11 Consorzi di bonifica per fare posto a un unico ente regionale. Inoltre, la Regione Calabria ha rimesso piede (e una quota di partecipazione) nella Società Stretto di Messina in vista della costruzione del Ponte per effetto della decisione del governo di sospendere la liquidazione di una Spa che non sempre ha brillato per efficienza e trasparenza. In ordine di tempo, l’ultima “svolta” segnata dalla Giunta è stata la proposta di legge per istituire la nuova Agenzia regionale per le aree industriali e l’attrazione degli investimenti, che subentra al mai realmente nato Corap.

La sede della Società Stretto di Messina

Il percorso futuro

Insomma, tante novità i cui effetti si potranno vedere solo con il tempo, anche se è innegabile che su alcuni fronti – Azienda Zero soprattutto, ma anche per certi versi Arrical e il Consorzio unico di bonifica – lo start del nuovo soggetto è stato parecchio tormentato e complicato e sconta ancora per la verità ritardi e difficoltà e pure resistenze e scontri istituzionali. Il tempo stabilirà la bontà o meno di scelte comunque molto significative che hanno quasi terremotato il sottogoverno della Regione. E non è finita qui, si fa intendere da fonti della Cittadella, perché in cantiere da alcuni mesi c’è la nascita di un nuovo ente in house della Regione, la società per la digitalizzazione, una società sostanzialmente di diritto privato anche se di proprietà pubblica che opererebbe come una società sul mercato, quindi con una flessibilità maggiore. Allo studio inoltre, già da un bel po’, ai piani alti della Cittadella ci sarebbe anche la possibilità di trasformare l’ente in house della forestazione, Calabria Verde, in un ente pubblico economico, quindi anch’essa rivolta mercato, in coerenza con l’obiettivo di rendere più produttivo e moderno questo settore: sul punto sarebbe stato anche commissionato uno studio di fattibilità ma il percorso qui appare comunque complicato (e alcuni sindacati si sarebbero messi di traverso) e al momento sarebbe “in stand by”. Così come – spiegano fonti della Regione – riflessioni sarebbero in atto anche sulla mission (e su quale futuro ipotizzare) di Fondazione Terina Mediterranea o su altre agenzie o aziende che operano nel campo dell’agricoltura. Anche qui il tempo dirà se ci saranno altre novità. (a.cantisani@corrierecal.it)

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