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Lotta alla ‘ndrangheta: dal 2019 al 2023 catturati tre latitanti di “massima pericolosità”

Il report del Gruppo Integrato Interforze della Polizia: 15 i latitanti “pericolosi” appartenenti alla ‘ndrine. Cresce il ruolo delle donne

Pubblicato il: 08/02/2024 – 11:13
di Giorgio Curcio
Lotta alla ‘ndrangheta: dal 2019 al 2023 catturati tre latitanti di “massima pericolosità”

Attualmente, di seguito agli arresti eseguiti, rispettivamente, il 16 gennaio e il 27 aprile 2023 degli esponenti di spicco di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, e di ‘Ndrangheta, Pasquale Bonavota. Nell’“Elenco dei latitanti di massima pericolosità del Programma Speciale di Ricerca” sono presenti 3 soggetti mentre per quanto riguarda i latitanti inseriti nell’ “Elenco dei latitanti pericolosi”, allo stato, sono presenti 56 soggetti. Tra questi figurano 8 donne, indagate o condannate per reati associativi in materia di criminalità mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione e per altri gravi delitti.

Il report 2023

Questi solo alcuni dei dati più significativi emersi dal Report Attività del Gruppo Integrato Interforze per la ricerca e l’arresto dei latitanti della Polizia di Stato. Dati che certificano quanto sia importante la lotta serrata alla criminalità organizzata e la caccia agli esponenti di spicco dei clan, non solo sul territorio nazionale. L’inserimento nell’elenco, aggiornato periodicamente, deriva da un apposito monitoraggio effettuato dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, in considerazione del ruolo sempre più rilevante rivestito dalle stesse nell’ambito dei più gravi fenomeni delinquenziali. Già perché la figura del latitante, ricondotta al contesto della criminalità organizzata, assume una particolare rilevanza in quanto, da una parte, è spesso figura di vertice del singolo sodalizio mafioso, in grado di esercitare una forte influenza nelle zone di origine, dall’altra, il suo sottrarsi alla cattura gli conferisce “prestigio”, ponendolo come punto di riferimento di gruppi e contesti sociali che manifestano malcontento e sfiducia nei confronti delle istituzioni.

Le attività del G.I.I.R.L.

La attività sinergica e operativa delle Forze di polizia che operano all’interno del G.I.I.R.L. (Gruppo Integrato Interforze per la ricerca e l’arresto dei latitanti) ha consentito di catturare, dal 2019 a oggi, 7 latitanti inseriti nell’“Elenco dei latitanti di massima pericolosità del Programma Speciale di Ricerca” e 48 “latitanti pericolosi”. Nella lotta al crimine organizzato rivestono un ruolo di primaria importanza il costante monitoraggio e l’azione di impulso alla ricerca dei latitanti condotta sia in Italia, in stretta sinergia con gli organismi territoriali delle singole Forze di polizia e della Direzione Investigativa Antimafia, sia in ambito internazionale, con la collaborazione delle Polizie straniere, attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, altra articolazione della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

Il ruolo delle donne

In merito ai dati esaminati, aggiornati al mese di dicembre 2023, in via del tutto preliminare deve evidenziarsi il ruolo assunto dalle donne sia all’interno delle singole compagini criminali sia nella commissione di “gravi” reati che hanno indotto il G.I.I.R.L., nell’anno 2021, a inserire per la prima volta dieci donne nell’elenco dei “latitanti pericolosi”. Un altro dato rilevante è costituito dall’incremento del numero di latitanti di nazionalità estera, espressione, sovente, della presenza di organizzazioni criminali composte da cittadini stranieri, della creazione di nuovi sodalizi o del rinsaldarsi di legami preesistenti tra il crimine organizzato italiano e quello internazionale.

Elenco latitanti di massima pericolosità


Sono, allo stato, presenti 3 soggetti: uno di camorra, Renato Cinquegranella; un responsabile del reato di “sequestro di persona”, Attilio Cubeddu e uno di Cosa Nostra, Giovanni Motisi. La sinergica attività operativa delle Forze di polizia che operano all’interno del G.I.I.R.L. ha consentito di catturare, dal 2019 ad oggi, 7 latitanti inseriti nell’ “Elenco dei latitanti di massima pericolosità del Programma Speciale di Ricerca”. Tre appartengono alla ‘ndrangheta: Pelle Francesco, Morabito Rocco e Bonavota Pasquale; due alla Camorra: Marco Di Lauro e Raffaele Imperiale; uno di Cosa nostra: Matteo Messina Denaro e un responsabile di “gravi delitti”: Graziano Mesina.  

Elenco latitanti pericolosi

Sono, allo stato, presenti 56 soggetti:

31 responsabili di “gravi delitti”;
14 affiliati alla ‘ndrangheta;
6 alla criminalità pugliese;
2 alla camorra;
2 a cosa nostra;
1 all’area dei sequestri di persona.

Progetto I-Can

L’impegno dello Stato nella ricerca e cattura dei latitanti è testimoniato, anche a livello internazionale, dal progetto I-CAN “Interpol Cooperation against ’ndrangheta”, che ha lo scopo di accrescere la cooperazione tra le Polizie di vari Paesi per concorrere a disarticolare le ramificazioni globali della minaccia criminale costituita dalla ‘ndrangheta. L’attività operativa svolta dalla Unità I-CAN ha finora consentito di localizzare e trarre in arresto 8 latitanti appartenenti o collegati alla ‘ndrangheta, inseriti negli elenchi di “massima pericolosità” e “pericolosi” del G.I.I.R.L., di cui due di “massima pericolosità”: Francesco Pelle e Rocco Morabito e sei “pericolosi”.

Luoghi di cattura

Da gennaio 2019 a dicembre 2023, in relazione alle catture, si è esaminata la territorialità dei luoghi di latitanza, ovvero le aree nazionali e internazionali dove sono stati rintracciati i latitanti.  L’individuazione del territorio nel quale il soggetto trascorre la latitanza è sicuramente importante, in quanto delinea le zone dove tali soggetti ritengono di potersi sentire maggiormente al sicuro e godere di una efficiente rete di “coperture”. Ciò avviene, soprattutto, in alcune aree del Sud Italia, dove le difficoltà economiche unite alla presenza storica delle consorterie criminali e a una ricorrente sfiducia nelle istituzioni, portano alla vicinanza e, talvolta, alla collusione con i soggetti in stato di latitanza, la cui influenza locale permane e anzi si rafforza proprio con la clandestinità. In ordine alla latitanza vissuta fuori dai confini nazionali, questa può avere una diversa valenza, ovvero la possibilità di trovare, comunque, un luogo dove ottenere una valida cintura protettiva e di supporto, o, ancora, divenire una occasione di trasposizione all’estero delle attività illecite svolte sul territorio nazionale. Quindi, da un lato sottrarsi all’esecuzione di una misura coercitiva e, dall’altro, proseguire o, anche, dar vita a una nuova attività lecita o illecita per conto dell’organizzazione di appartenenza, divenendone una propagazione nello Stato estero.

Latitanti di massima pericolosità

Sono 4 gli arresti effettuati in aree territoriali nazionali italiane:

1 arrestato in Campania affiliato alla camorra;
1 arrestato in Sicilia di cosa nostra;
1 arrestato in Liguria di ‘ndrangheta;
1 arrestato in Sardegna dell’area definita “gravi delitti”.
3 Arresti in aree territoriali internazionali:
1 arrestato negli Emirati Arabi Uniti affiliato alla camorra;
1 arrestato in Portogallo della ‘ndrangheta;
1 arrestato in Brasile della ‘ndrangheta.

Latitanti pericolosi

15 gli arrresti in aree territoriali nazionali italiane:

6 arrestati in Calabria della ‘ndrangheta;
5 arrestati nel Lazio affiliati alla camorra, alla ‘ndrangheta e
all’area definita “gravi delitti”;
3 arrestati in Campania della camorra;
1 arrestato in Piemonte dell’area definita “gravi delitti”.
33 Arresti in aree territoriali internazionali:
11 arrestati in Spagna affiliati alla camorra, cosa nostra, ‘ndrangheta, criminalità pugliese e area definita “gravi delitti”;
3 arrestati in Brasile della ‘ndrangheta e dell’area definita “gravi delitti”;
arrestati negli Emirati Arabi Uniti della camorra e dell’area definita “gravi delitti”;
2 arrestati in Albania dell’area definita “gravi delitti”;
2 arrestati in Francia della camorra e della ‘ndrangheta;
2 arrestati in Grecia di cosa nostra e della camorra;
1 arrestato in Marocco della camorra;
1 arrestato in Costarica dell’area definita “gravi delitti”;
1 arrestato in Cina popolare dell’area definita “gravi delitti”;
1 arrestato in Belgio dell’area definita “gravi delitti”;
1 arrestato in Venezuela dell’area definita “gravi delitti”;
1 arrestato in Ucraina dell’area definita “gravi delitti”;
1 arrestato in Nigeria dell’area definita “gravi delitti”;
1 arrestato in Tunisia dell’area definita “gravi delitti”;
1 arrestato in Argentina dell’area definita “gravi delitti”;
1 arrestato in Repubblica Dominicana dell’area definita “gravi delitti”;
1 arrestato in Turchia dell’area definita “gravi delitti”.

Il dato risultante pone in rilievo il numero di soggetti tratti in arresto nell’area europea e mediterranea, a significare la predilezione per luoghi non particolarmente lontani dal territorio nazionale e, quindi, facilmente raggiungibili. Di contro, vi sono alcuni latitanti che privilegiano Paesi oltre oceano, soprattutto del sud America, dove oltre a beneficiare di “protezione”, possono proseguire le loro attività illegali, mantenendo stretti contatti con l’organizzazione criminale di riferimento. (g.curcio@corrierecal.it)

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