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in uscita l’8 marzo

Il maestro Arlia nell’album che dà voce alle donne

Il direttore dell’Orchestra Filarmonica della Calabria firma con Silvia Mezzanotte “Le mie regine”

Pubblicato il: 04/03/2024 – 18:23
Il maestro Arlia nell’album che dà voce alle donne

In uscita l’8 marzo il nuovo disco di Silvia Mezzanotte e del Maestro Filippo Arlia, direttore dell’Orchestra Filarmonica della Calabria. L’album è un omaggio alle grandi regine della musica che hanno ispirato la cantante, tra cui Mina, Maria Callas, Ornella Vanoni, Antonella Ruggiero, Gloria Gaynor. Quattordici brani «per raccontare stati d’animo e pezzi di vita che le donne affrontano nella loro quotidianità, per scoprire le loro emozioni più profonde, per svelare e far risplendere la Regina che è dentro a ogni donna».
Il settimanale RadioCorriere TV dedica un lungo servizio a “Le mie regine”. «Io e Filippo siamo amici da anni – dice la cantante italiana che ha alternato la carriera solista a quella di voce dei Matia Bazar -. Quando abbiamo deciso di unire il mio mondo e l’orchestra, sono stata felice anche perché è formata da molti giovani e, essendo io una formatrice, l’idea di poter associare la mia voce a un mondo giovanile che avanza, mi è piaciuta moltissimo. E con Filippo è sempre una grande gioia perché esce dagli standard. Divertente entrare in queste dinamiche pop jazz ma anche sinfoniche».
Il maestro calabrese dal canto suo parla di «un progetto che Silvia porta avanti da anni con il suo trio, dedicato alle donne che hanno avuto successo. Il concerto è un viaggio tra i grandi classici. Qualche anno fa abbiamo avuto l’idea di completarlo con la partecipazione dell’orchestra. Non facciamo musica leggera, ma sono convinto che quando più generi musicali si fondono, si crea qualcosa che si avvicina di più ai giovani. Se avviciniamo i giovani alla musica, avremo persone migliori domani».
Con la storica testata – che lo definisce senza mezzi termini «uno dei più brillanti e versatili musicisti italiani della sua generazione», Arlia parla anche della sua terra: «Io vivo in Calabria e ne sono orgoglioso. E’ una terra piena di talento, ma non è una terra, oggi, che incentiva lo studio della musica o comunque dell’arte ed è un peccato. C’è tra l’altro una fuga di cervelli che contribuisce a impoverire un territorio». Infine il suo sogno irrealizzato: «Sarebbe vedere un’orchestra e un teatro stabili nella mia terra. Andare a vedere un concerto, non dovrebbe essere un privilegio per i cittadini calabresi, ma un diritto anche perché dobbiamo tenere in considerazione che alcuni paese hanno grandi centri urbani e poi per centinaia di chilometri nulla. L’Italia, percorsa in lungo e in largo, è tutta meravigliosa. La provincia o la periferia, è straordinaria al pari dei grandi centri».

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