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Sversamenti illeciti nel Crati, il pm chiede la condanna di tutti gli imputati

Conclusa la requisitoria del processo scaturito dall’inchiesta Cloaca Maxima condotta dalla procura di Cosenza

Pubblicato il: 11/03/2024 – 12:49
di Fabio Benincasa
Sversamenti illeciti nel Crati, il pm chiede la condanna di tutti gli imputati

COSENZA Nuova udienza dinanzi al giudice del Tribunale di Cosenza, Stefania Antico, del processo scaturito dall’inchiesta “Cloaca Maxima”. L’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Cosenza e affidata ai carabinieri forestali ha dato seguito al consistente numero di denunce presentate dai cittadini residenti nelle aree contigue all’impianto di depurazione del fiume Crati. Il Pubblico ministero, Giuseppe Cozzolino ha concluso la requisitoria (durata quattro ore) e invocato le pene nei confronti degli imputati: per Vincenzo Cerrone sono stati chiesti due anni di reclusione mentre per tutti gli altri Dionigi Fiorita, Giovanni Provenzano, Annunziato Tenuta, Rosario Volpentesta e Eugenio Valentini, la pena richiesta è di 1 anno e 4 mesi. Il pm ha chiesto anche una multa di 8000 euro per tutti gli imputati tranne Cerrone per cui ha chiesto multa di 10000 euro, ha revocato l’aggravante contestata inizialmente e chiesto le attenuanti generiche. Parti civili nel processo Legambiente, Consorzio Valle Crati, Wwf, Fare ambiente Laboratorio Verde di Cosenza.

Le accuse

Secondo la ricostruzione del pm, gli imputati a vario titolo avrebbero generato un deterioramento significativo delle acque del fiume Crati e del relativo ecosistema, alterandolo sotto l’aspetto chimico, fisico, olfattivo e visivo. Si parla, dunque, di sversamenti nel fiume Crati attraverso l’apertura di un bypass posto a monte della sezione ossidativa del depuratore. Nel corso d’acqua sarebbero finiti liquami non completamente depurati poiché sottoposti alla sola fase di sedimentazione primaria. Il cuore del problema è la depurazione a cui si lega la salute dei cittadini. (f.benincasa@corrierecal.it)

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