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Caso di lupara bianca nel Vibonese, tre persone indagate. I dettagli

Mentre continuano le ricerche del corpo di un giovane romeno, la Procura sta ricostruendo il quadro attorno all’episodio risalente al 2008

Pubblicato il: 26/03/2024 – 6:47
Caso di lupara bianca nel Vibonese, tre persone indagate. I dettagli

VIBO VALENTIA Inizia a delinearsi il presunto caso di lupara bianca nel Vibonese. Sono infatti tre le persone iscritte nel registro degli indagati per il caso della sparizione di un giovane rumeno, risalente al 2008. Si tratta di Gaetano Navarra, 88enne di Rombiolo, Pantaleone Valarioti, 62enne di Limbadi e Assunto Natale Megna, 66 anni. I primi due – come riporta stamattina Il Quotidiano del Sud – sono accusati di concorso in omicidio aggravato mentre per tutti e tre il reato ipotizzato è concorso nella soppressione del cadavere del rumeno. Sul caso stanno indagando i Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo.

Gli scavi e la ricerca del corpo

Qualche giorno fa sono iniziate le attività di scavo nella zona rurale tra Filandari e Zungri, nel Vibonese, ma ancora del corpo non c’è traccia, sebbene gli inquirenti stiano insistendo in questa zona, probabilmente grazie ad alcuni dettagli emersi. Il terreno nei pressi del quale sono in corso le operazioni, in cui è presente un capannone, appartiene a Valarioti, che è suocero di Pasquale Megna, esponente del clan Mancuso e nuovo collaboratore di giustizia, arrestato per l’omicidio di Giuseppe Muzzopappa, avvenuto a novembre 2022 a Nicotera Marina. Megna, inoltre, è coniugato con Clementina Valarioti, figlia di Pantaleone e Pasqualina Ciccia, quest’ultima sorella di Teresa Ciccia, a sua volta moglie di Francesco Mancuso, alias “Ciccio Tabacco”, ritenuto esponente apicale dell’omonima consorteria di Limbadi. Così come è emerso, inoltre, del delitto del romeno ne aveva parlato proprio Pasquale Megna nel corso di uno dei verbali poi confluiti nel maxi procedimento “Maestrale-Imperium-Olimpo”.

Il racconto di Megna

«Intendo riferire di un omicidio dove sono coinvolti mio padre e mio suocero oltre un’altra persona che si chiama Gaetano Navarra con riguardo all’occultamento di un cadavere» aveva detto e «sono in grado di individuare il luogo in cui è stato occultato, seppure si trattasse di un bosco che attualmente è stato abbattuto». Secondo il racconto di Megna, quindi, sarebbe coinvolto proprio un cittadino romeno che lavorava da suo suocero. «(…) giunto da lui ho visto che aveva una ferita alla testa da cui perdeva sangue e mi ha spiegato che un romeno che lavorava per lui aveva mischiato le pecore del gregge e quindi lo aveva rimproverato. Lo straniero avrebbe reagito picchiando mio suocero con un bastone tanto da fargli perdere i sensi. Io gli chiesi dove fosse il rumeno e mio suocero mi rispose che era intervenuto lo zio Gaetano Navarra che lo aveva investito con il suo furgone e il corpo era stato coperto con del fieno per nasconderlo».
Secondo Megna, suo padre e il suocero «furono convocati dai carabinieri di Filandari per la scomparsa dello straniero» poi «mio suocero mi portò sul luogo del seppellimento per controllare che i cani randagi non avessero scoperto il corpo». (redazione@corrierecal.it)

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