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‘Ndrangheta, droga acquistata in Albania e Sudamerica e rivenduta in tutta Italia: gli affari dei clan vibonesi

Dall’inchiesta della Dda di Catanzaro emerge il ruolo degli arrestati nel business della coca e della marijuana, spacciate dalla Sicilia al nord

Pubblicato il: 26/03/2024 – 8:41
di Giorgio Curcio
‘Ndrangheta, droga acquistata in Albania e Sudamerica e rivenduta in tutta Italia: gli affari dei clan vibonesi

VIBO VALENTIA Un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti sul territorio di Vibo Valentia, ma con ramificazioni e contatti sul territorio nazionale e internazionale. Il core business del gruppo individuato dagli inquirenti della Dda di Catanzaro era il trasporto e la detenzione ai fini di spaccio, la cessione e anche la rivendita a terzi di cocaina, eroina, marijuana e hashish. A capo del sodalizio, gli esponenti del locale di ‘ndrangheta di Zungri e Mileto, ma anche Vibo Marina e Limbadi. Sono 11 le persone finite in carcere stamattina su ordine del gip del Tribunale di Vibo Valentia. Soggetti già noti alle forze dell’ordine e con ruoli stabili nella criminalità organizzata del territorio Vibonese.

L’acquisto e la cessione

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, e riportato dal gip nell’ordinanza, il gruppo avrebbe individuato in Sudamerica e in Albania le fonti di approvvigionamento della droga, anche in quantità ingenti, da importare in Italia. Droga poi recuperata nei porti italiani, ceduta e trasportata nella zona di Vibo Valentia e quella di Cosenza, ma anche al di fuori del territorio calabrese come le zone di Caltanissetta, Napoli, Asti, in Toscana e tutto il nord Italia. In alcuni casi anche Brasile e Spagna. A capo dell’organizzazione, come scrive il gip nell’ordinanza, ci sarebbe Michele Galati, attivo nell’acquisto, nel trasporto e la cessione della droga insieme a Giuseppe Antonio Accorinti. Era Galati, secondo l’accusa, ad occuparsi dell’organizzazione nonché all’individuazione dei canali di approvvigionamento e smercio della droga. Ci sono, poi, Domenico e Armando Galati, rispettivamente finanziatori e partecipi nell’attività, con quest’ultimi in grado anche di avviare canali autonomi di rifornimento.

Gli episodi

Tra gli arrestati c’è anche Salvatore Ascone, considerato dall’accusa quale «promotore e finanziatore» del gruppo criminale. Attraverso i suoi canali autonomi, avrebbe rifornito in modo stabile il gruppo con ingenti quantità di droga grazie all’intermediazione di Emanuele Mancuso, Rocco Ascone e Gheorghe Laurentiu Nicolae. Numerosi gli episodi di cessione della droga contestati agli indagati. In un caso, ad esempio, Giuseppe Accorinti, insieme a Michele Galati, avrebbe ceduto ad un soggetto 3 Kg di marijuana al prezzo di 1.200 euro al Kg. In altri episodi, gli appartenenti al gruppo offrivano agli acquirenti la possibilità di acquistare la marijuana “albanese” a 1.600 euro al chilo. E poi ci sono le cessioni di cocaina, con prezzi che variavano dai 40 ai 50 euro al grammo. Tra le attività documentate dagli inquirenti, anche la cessione di ben 10 Kg di marijuana al Coro Rocco Fusca, al prezzo di 9mila euro. Quest’ultimo, poi, si sarebbe recato a Battipaglia per cedere ad un soggetto un campione della droga. Secondo l’accusa, poi, Salvatore Ascone e Emanuele Mancuso in quattro episodi avrebbero ceduto ad un soggetto rispettivamente 200, 650, 650 e 700 grammi di cocaina, favorendo così la cosca di ‘ndrangheta Soriano, attiva nel territorio di Filandari, nonché i Mancuso di Limbadi. (g.curcio@corrierecal.it)

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