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Test attitudinali, alcol e narco test. I presunti «eccessi di un magistrato calabrese»

Il racconto di Stefano Zurlo sulle pagine del Giornale. La sospensione per un anno del togato dopo il verdetto della Disciplinare

Pubblicato il: 30/03/2024 – 11:31
Test attitudinali, alcol e narco test. I presunti «eccessi di un magistrato calabrese»

ROMA Un giudice calabrese finisce davanti la disciplinare del Csm e si scoprono precedenti di alcol. E non solo. «Il magistrato – scrive la Disciplinare – risulta essere stato sottoposto a plurimi procedimenti disciplinari per fatti riguardanti guida in stato di ubriachezza, violenza e minacce ai rappresentanti delle forze dell’ordine». La circostanza è riportata nell’edizione odierna del quotidiano Il Giornale. La storia si incastra nel dibattito infuocato seguito alla decisione dello scorso 26 marzo, quando il Consiglio dei ministri ha stabilito con un decreto legislativo che chi intende intraprendere una carriera in magistratura deve sottoporsi a un test psico-attitudinale. In risposta al Dl, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha rilanciato chiedendo «test attitudinali anche ai politici» e perché no aggiungendo «anche alcol e narco test». Il tema resta al centro del dibattito politico, sullo sfondo il racconto di Stefano Zurlo: sulle pagine del Giornale. «Già il 6 aprile 2003 – questo il racconto – il magistrato circolava in stato di ebbrezza alcolica alla guida della sua autovettura». In quell’occasione, avrebbe anche «percosso un passante». A distanza di anni, dieci per la precisione, ecco un altro «eccesso» e questa volta non si tratterebbe di uso esagerato di bevande alcoliche, ma di consumo di droghe. «La sera prima aveva assunto della cocaina, dei tranquillanti e dell’alcol». Il magistrato si sarebbe presentato in tribunale per partecipare ad un collegio penale, ma si sente male. «Il ricovero in ospedale conferma i sospetti: alcol e anfetamine». E il togato viene sospeso per un anno. La Disciplinare ritiene tuttavia che vi siano gli elementi per il suo «recupero». Il giudice si sarebbe sottoposto all’analisi delle urine, con risultato negativo.
(redazione@corrierecal.it)

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