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Dario Brunori: «Il vino, nella giusta quantità, ci aiuta ad uscire un attimo dalla nostra vita»

Il cantautore cosentino a Vinitaly: «Sono a Verona e chissà che venga fuori qualche bella canzone triste»

Pubblicato il: 15/04/2024 – 15:35
Dario Brunori: «Il vino, nella giusta quantità, ci aiuta ad uscire un attimo dalla nostra vita»

VERONA «Brunori quando parli guarda in camera. Guardo in camera come politico? Sì, sì, certo. Sì che l’ambiente istituzionale non mi fa parlare proprio». Scherza Dario Brunori quando a Verona nel Salone di Vinitaly lo fermiamo per una intervista. Come al solito, il cantautore cosentino si concede senza troppe resistenze e con il sorriso in volto inizia a parlare di vino e della passione per il rosso. «Sono un bevitore che sta imparando l’educazione, perché prima bevevo male, bevevo robaccia, ma si sa che quando si fa la gavetta, come l’ho fatta io, si sta in localacci, e spesso e volentieri si beve quel che si trova. Adesso con l’età e con il riflusso gastroesofageo, che tutti abbiamo, ho dovuto imparare a bere vini buoni, vini naturali, con pochi solfiti». Quella del vino in realtà è una passione che affonda le radici nel passato di Brunori. «Beh sì, mio padre era un grandissimo bevitore e a casa non è mai mancato il vino. Come ho raccontato spesso – aggiunge – vedevo sul tavolo il vino e i miei genitori felici. Ho il ricordo di questa bottiglia, spesso all’epoca si trattava di una bottiglia precedentemente contenente acqua Fiuggi, e forse anche questo mi ha spinto a fare il produttore di vini, seppur di una piccola cantina».

Tra primo maggio e nuove canzoni

Brunori annuncia la partecipazione al concerto del Primo maggio a Taranto. «Vado a fare qualcosa, ci sono degli amici. Mi faccio muovere più che dalla esposizione, dall’amore». Come quello per sua figlia. «Vera mi ha tolto molto tempo e soprattutto è intervenuta spesso a minare la mia ispirazione portandomi troppa felicità – sorride il l’artista cosentino – adesso devo tenerla lontana perché con la felicità non riesco a scrivere. Se mi tengo lontano da lei, subentra un po’ di tristezza e sto cercando di tenermela».

Vino e musica, binomio indissolubile

Vino e musica, binomio indissolubile o solito cliché. «Sono a Verona e chissà che venga fuori qualche bella canzone triste», dice Brunori che poi “smonta” lo stereotipo del «cantautore con la bottiglia di vino». Però – ammette – «è chiaro che se si beve bene, si crea comunque un ambiente giusto, consente alle persone di sciogliersi e tirano fuori ciò che hanno dentro. Alla fine è quello che uno cerca di fare con le canzoni e con la scrittura. Esplorare la profondità e uscire un attimo dalla nostra vita in cui spesso la nostra essenza non viene fuori. Il vino ci aiuta nella giusta quantità». (redazione@corrierecal.it)

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