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Campi Flegrei, in caso di catastrofe la Calabria potrebbe accogliere oltre 56mila sfollati

In programma per oggi la prima esercitazione della ProCiv. Il Piano prevede che la nostra regione accolga tutti i cittadini di Bacoli e Boscoreale

Pubblicato il: 22/04/2024 – 13:57
di Rita Rizzuti
Campi Flegrei, in caso di catastrofe la Calabria potrebbe accogliere oltre 56mila sfollati

CORIGLIANO-ROSSANO Pochi giorni fa è stato approvato, in consiglio comunale, il nuovo Piano di Protezione Civile Territoriale, un insieme di procedure operative di intervento per fronteggiare le calamità attese in un dato territorio, anche di tipo sismico. La vulnerabilità sismica dei nostri centri storici e il rischio sismico dell’intera zona hanno richiesto un elevato livello di precisione nell’identificare possibili scenari di rischio. Contestualmente, la città si prepara a vivere gli eventi che più di tutti ci ricordano la fragilità del territorio in cui viviamo: i Fuochi di San Marco e i festeggiamenti in onore di San Francesco, un’occasione in cui la tradizione e il folklore spingono la nostra comunità a compiere una riflessione profonda sui tragici eventi di quella notte tra il 24 e il 25 aprile del 1836 in cui la terrà tremò e in cui persero la vita decine di persone. Per questo motivo l’attenzione e la sensibilizzazione sul tema appare quantomai necessaria.
Ma non è solo quest’area d’Italia a presentare un elevato rischio sismico. I Campi Flegrei, ad esempio, sono tra le aree più critiche dello stivale, caratterizzate da mesi da un’importante attività bradisismica.
Oggi si svolgerà la prima di tre esercitazioni della Protezione Civile del 2024 per testare le procedure operative da mettere in atto in caso di accentuazione del fenomeno sismico con l’evacuazione di alcune scuole a Pozzuoli, Napoli e Bacoli. Queste prove serviranno a testare il Piano speditivo di emergenza e i due possibili scenari previsti. Piano in cui rientrano anche molte regioni d’Italia chiamate ad intervenire, qualora si dovesse presentare l’emergenza, adottando il Piano di trasferimento e gemellaggi.
La Calabria, nello specifico, accoglierà insieme alla Basilicata la popolazione proveniente dalla X Municipalità, Bagnoli (28.500 abitanti) e Boscoreale (27.900 abitanti).
Ma cosa prevede il Piano di trasferimento e gemellaggi? «Già nella fase di “preallarme” – spiega la Protezione Civile -, le persone che vogliono allontanarsi possono farlo ma solo autonomamente. Potranno trasferirsi presso una sistemazione alternativa (es. seconda casa, da parenti o amici, casa in affitto) ricevendo un contributo economico da parte dello Stato. Alla dichiarazione di “allarme” invece tutta la popolazione deve abbandonare la zona rossa e può scegliere di farlo in modo autonomo o assistito. Il tempo complessivo stimato per questa operazione è di 72 ore (3 giorni), così articolato: prime 12 ore per permettere alle persone di prepararsi e per predisporre le necessarie misure di regolazione del traffico; successive 48 ore per la partenza contemporanea ma cadenzata della popolazione da tutti i Comuni della zona rossa, secondo un cronoprogramma definito nei piani comunali; ultime 12 ore, come margine di sicurezza per la gestione di eventuali criticità e per consentire l’allontanamento anche degli operatori del sistema di protezione civile».
«Per chi sceglie di essere assistito – si legge ancora – è stato definito uno schema di gemellaggio che prevede il trasferimento della popolazione dei Comuni in zona rossa nelle Regioni e Province autonome italiane. In questo caso, lo spostamento assistito delle persone dalle “Aree di attesa”, definite nel Piano di protezione civile di ogni Comune, alle “Aree di incontro”, individuate fuori dalla zona rossa, avverrà con pullman messi a disposizione dalla Regione Campania. Il loro successivo trasferimento verso i “Punti di prima accoglienza” nelle Regioni e Province autonome gemellate è previsto con modalità diverse (pullman, treni o navi) a seconda delle destinazioni, per limitare il carico sulle infrastrutture di mobilità e i disagi alla popolazione. Chi sceglie di spostarsi autonomamente, con il proprio mezzo di trasporto, dovrà seguire solo i percorsi stradali di uscita dalla zona rossa stabiliti nel Piano di allontanamento. Chi sceglie la sistemazione alternativa fornita dallo Stato dovrà proseguire verso i “Punti di prima accoglienza” individuati nelle Regioni e Province autonome gemellate; in alternativa chi sceglie di ricevere il contributo di autonoma sistemazione potrà proseguire verso la sistemazione alternativa individuata autonomamente. La regolazione del traffico in fase di allontanamento autonomo sarà gestita attraverso l’attivazione di cancelli che garantiranno il corretto cadenzamento del flusso veicolare in uscita dalla zona rossa».
Questo dettagliato cronoprogramma spinge a chiedersi se le regioni siano davvero pronte ad accogliere la popolazione sfollata imponendo una riflessione sulla fragilità di molte altre aree, superando i limiti geografici e inserendo le nostre comunità in una rete – anche di aiuti – in cui saremo chiamati a dare in nostro contributo. Pensare alla gestione di possibili scenari calamitosi appare perciò urgente anche alla luce dei rischi delle aree circostanti, un richiamo per tutti all’attenzione e responsabilità.

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