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l’opera della discordia

«Ok dall’Ue al Ponte sullo Stretto»: la Lega esulta. Le associazioni: «Fake news»

La polemica dopo il via libera alle linee guida aggiornate Ten-T. Salvini: «Grande soddisfazione». Il fronte del “no”: «Nessun finanziamento»

Pubblicato il: 24/04/2024 – 16:38
di Mariateresa Ripolo
«Ok dall’Ue al Ponte sullo Stretto»: la Lega esulta. Le associazioni: «Fake news»

«Una notizia indefinita e prematura, destinata al fallimento, quella che dopo il voto di oggi sul Regolamento sulle Reti Transeuropee dà per certo l’ok dell’Europa al ponte sullo Stretto di Messina e l’arrivo di finanziamenti». Notizie definite «fake news» da parte di associazioni e comitati che continuano la loro battaglia contro il progetto del Ponte sullo Stretto. Lo scontro sull’opera che il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini ha messo al centro dell’agenda del Governo continua. «È vero che per la prima volta, dopo il voto di oggi, la parola “ponte” è stata inserita nello Scandinanvian Mediterranean Corridor: Villa San Giovanni – Messina motorway, passanger’s rail line, freight rail line, ma chiunque dica che l’Europa è pronta ad avallare e metter sul tavolo i soldi per il progetto definitivo elaborato dalla concessionaria, Stretto di Messina SpA e dal general contractor Eurolink sta abusando della credulità e dell’intelligenza delle italiane e degli italiani», sostengono Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lipu, Man, Wwf Italia e i comitati cittadini messinesi (Associazione “Invece del ponte” e “No ponte Capo Peloro”).

La Lega esulta. Salvini: «Grande soddisfazione»

Il riferimento è a chi in queste ore sta esultando alla notizia del via libera del Parlamento Europeo alle linee guida aggiornate per lo sviluppo della Rete transeuropea dei trasporti (Ten-T), che collega oltre 420 grandi città dell’Ue. L’intesa raggiunta con gli Stati membri a dicembre prevede l’inclusione di un riferimento allo Stretto di Messina, per aggiungere al cosiddetto corridoio “Scandinavo-Mediterraneo” un «collegamento fisso o un Ponte» per collegare Villa San Giovanni a Messina. E’ stato proprio il Mit guidato dal vicepremier e ministro Matteo Salvini, tra i primi, ad esprimere «grande soddisfazione» per «l’approvazione da parte del Parlamento europeo alle linee guida aggiornate per lo sviluppo della Rete transeuropea dei trasporti (Ten-T) che comprende il Ponte sullo Stretto». A stretto giro è arrivato anche il commento del presidente della Regione Sicilia Renato Schifani: «L’approvazione da parte del Parlamento europeo delle linee guida aggiornate per lo sviluppo della Rete transeuropea dei trasporti (Ten-T), che comprende il Ponte sullo Stretto, conferma il valore strategico dell’opera. Un valore che il mio governo, così come quello nazionale, ha colto, dando in modo pieno e convinto supporto politico e finanziario». «Si rassegnino – aggiunge Schifani – i detrattori di un’infrastruttura che non è importante soltanto per la Calabria e la Sicilia, ma per l’intero sistema di trasporti e di collegamenti europei».

«Ancora lontani da un progetto definitivo. Dall’Europa nessun finanziamento»

Dichiarazioni che non sono andate giù alle associazioni che fanno parte del fronte del “no” all’opera e che invitano Salvini e i leghisti «europei», che lo hanno redatto, «a rileggersi lo stesso emendamento proposto dalla Lega all’elenco delle Ten-t, in cui viene detto chiaramente che il ponte è “un’idea in corso di studio”. Finalmente un po’ di onestà intellettuale. Quindi siamo ancora lontani da un progetto definitivo e si riconosce che si sta arrancando nel tentare di definirlo». «Per far avanzare un progetto – continuano – in Europa bisogna che: sia sostenuto da un piano economico-finanziario; sia “maturo”, cioè ad un grado di definizione apprezzabile e valutabile; sia sostenibile dal punto di vista ambientale. Il cosiddetto PD dei proponenti non soddisfa alcune di questi requisiti. E associazioni e comitati stanno informando e informeranno anche l’Europa, prima che la Commissione Europea dia anche solo una piccola mancia al Ministro “molto dedicato” ad un progetto fallimentare dal punto di vista economico-finanziario, sociale e ambientale». Sul caso è intervenuto anche il co-portavoce di Europa Verde e deputato di AVS Angelo Bonelli: «L’approvazione del Ten-T da parte del Parlamento europeo, che prevede importanti progetti ferroviari, non include finanziamenti per il Ponte sullo Stretto, contrariamente a quanto sostenuto dalla Lega, che nei mesi scorsi aveva presentato un emendamento. Le opere dovranno essere completate entro il 2030, ma in ogni caso il Direttore Generale del Dipartimento Trasporti della Commissione Europea, Eddy Liégeois, in risposta a una richiesta degli europarlamentari verdi, ha scritto che non c’è alcuna allocazione di fondi europei per il Ponte, il cui inserimento nella revisione del Ten-T riflette una decisione del governo italiano». «L’Europa – aggiunge – sta cominciando a comprendere il disastro/pasticcio legato al progetto del Ponte. Salvini ha riesumato un piano vecchio di 12 anni con gravi lacune, tabelle illeggibili e l’assenza di studi significativi, come la zonizzazione sismica e le prove del vento. Il testo del Ten-t attualmente non include il Ponte, sebbene sia menzionato negli allegati, inserito su iniziativa del governo italiano. Tuttavia, il Ponte non sarà finanziato e certamente non sarà completato entro il 2030 ma sarà solo un bancomat di Stato».

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