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Cane torturato e ucciso a Catanzaro, Lndc Animal Protection lancia un appello: «Chi sa parli»

Sabato si terrà un sit in nel quartiere Signorello. L’associazione animalista presenta denuncia. «Sconvolgente la cattiveria di chi l’ha aggredito»

Pubblicato il: 09/05/2024 – 12:55
Cane torturato e ucciso a Catanzaro, Lndc Animal Protection lancia un appello: «Chi sa parli»

CATANZARO Pati era un cane buono, amato da tutto il quartiere Signorello a Catanzaro dove ormai viveva da tempo. Pati era veramente dolcissimo, una vera e propria mascotte locale con cui le ragazzine del posto si facevano anche le foto. Forse proprio questo suo carattere mansueto e socievole è stata la sua condanna perché qualcuno, nella notte del 7 maggio, ha approfittato della sua bontà per sfogare i propri istinti più bassi e malvagi. Pati è stato barbaramente torturato e ucciso, lasciando un grande vuoto nella comunità locale che ha appreso con sgomento e dolore la notizia il giorno dopo. Per ricordare il povero Pati e chiedere giustizia per lui, si terrà un sit-in sabato 11 maggio alle 12, proprio nel suo quartiere, a cui parteciperà anche LNDC Animal Protection. Allo stesso tempo, l’associazione sporge denuncia e lancia un appello a tutte le persone civili e di buon cuore che oggi piangono la scomparsa del povero cagnolino: chiunque abbia informazioni utili per risalire agli autori di questo atto di estrema e gratuita crudeltà, può mandare un’e-mail ad avvocato@lndcanimalprotection.org. 

«Vengano svolte indagini accurate»

«È sconvolgente la cattiveria con cui queste persone hanno infierito su questo povero cagnolino, la cui unica colpa è stata probabilmente quella di dare troppa fiducia al genere umano, forse avvicinandosi spontaneamente ai suoi aguzzini in cerca di qualche carezza o di un po’ di compagnia come era solito fare con le persone del posto. Ho molto apprezzato l’intervento dell’assessore di Catanzaro alla tutela del mondo animale che ha condannato con fermezza questo orribile episodio e ha parlato di Pati come un membro della comunità, ricordando anche che le persone che compiono questi gesti sono un pericolo per l’intera società. Per questo motivo, auspico come lui che vengano svolte indagini accurate e che qualcuno si faccia avanti e fornisca elementi che possano aiutare gli inquirenti a dare un nome e un volto ai responsabili di questa oscenità», commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection

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