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La partnership dello spaccio, da Amaroni all’isola ecologica di Girifalco. «Stasera formaggio e ricotte»

Gli inquirenti della Dda di Catanzaro hanno individuato le figure di Ziparo e Omuncolo, grazie alle chat e gli incontri frequenti a tarda sera

Pubblicato il: 18/05/2024 – 17:03
di Giorgio Curcio
La partnership dello spaccio, da Amaroni all’isola ecologica di Girifalco. «Stasera formaggio e ricotte»

CATANZARO Le visite erano costanti e sempre a tarda sera, anticipate da uno scambio di messaggi. Pochi minuti e poi subito via. Almeno 21 volte dal 26 agosto al 19 novembre del 2022, periodo in cui la polizia giudiziaria, monitorando Rocco Omuncolo, si accorge di Giuseppe Ziparo. «Evidentemente Rocco Omuncolo contattava Ziparo per approvvigionarsi di sostanza stupefacente per la successiva cessione», annotano gli inquirenti. Visite che venivano precedute ovvero seguite da alcune conversazioni di particolare importanza relative a futuri incontri tra i due. Le intercettazioni telefoniche, ambientali e la riprese video hanno consentito di risalire all’auto, una Fiat Panda blu oppure una 500X.

L’inchiesta

I due sono stati arrestati nel corso dell’operazione “Fireworks” condotta dai Carabinieri su ordine del gip del Tribunale di Catanzaro, Gilda Romano. Continuando nella disamina degli innumerevoli incontri tra Ziparo e Omuncolo, «l’1° ottobre 2022 i due si accordavano per vedersi al “cantiere’’ nel tardo pomeriggio», luogo che dev’essere necessariamente attribuita al luogo di lavoro di Ziparo, ovvero l’isola ecologica della raccolta dei rifiuti del comune di Girifalco. Come ricostruito dalla pg, infatti, lo spazio dell’isola ecologica di Girifalco era nella «piena disponibilità da parte di Giuseppe Ziparo, anche al di fuori degli orari lavorativi». In una annotazione della pg, inoltre, «il responsabile del settore raccolta dei rifiuti urbani del Comune di Girifalco, affermava che i dipendenti avevano libero accesso al sito anche al di fuori dei turni di lavoro, poiché non vi è alcun sistema di controllo degli accessi né obbligo di avvisare il responsabile».

La partnership dello spaccio

Una sorta di “partnership” tra Ziparo e Omuncolo emersa anche in occasione di un incontro organizzato per il 2 ottobre. Nella telefonata intercettata, infatti, i due «si scambiavano informazioni circa la presenza delle Forze dell’ordine nei percorsi battuti abitualmente», annotano gli inquirenti, ed effettivamente nei prezzo dell’abitazione di Omuncolo era presente una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile del NOR dei Carabinieri di Girifalco in sosta per controlli alla circolazione stradale.
«Mister piu tardi ci dobbiamo vedere che sto lavorando .ti tel», scrive dunque Omuncolo a Ziparo. Ma, secondo gli inquirenti, «considerato che il 2 ottobre 2022 era una domenica, appare decisamente più credibile la circostanza che Omuncolo avesse voluto slittare l’appuntamento non perché stesse lavorando, ma per la presenza delle Forze dell’ordine. «O mastro pe. Dobbiamo vederci domani alle 11=30come torno dal mattatoio. Così chiudiamo che ancora e lungo il lavoro. Cmq. lo sono qui a fare doccia», scrive Omuncolo a Ziparo che, ciononostante, si presenta comunque a casa sua la sera stessa. Dopo l’ultimo incontro avvenuto il 5 ottobre, non si registrano più contatti tra Ziapro ed Omuncolo, fino al 24 ottobre 2022. La pg operante ha appurato che, nel lasso di tempo indicato, Giuseppe Ziparo «avesse chiesto dei giorni di ferie per recarsi in Turchia per un trapianto al cuoio capelluto tra l’8 e il 13 ottobre».


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I debiti e gli screzi

L’ipotesi investigativa secondo la quale i due gestissero la piazza di spaccio di Amaroni emerge secondo gli inquirenti dall’analisi forense del telefono sequestrato dopo l’arresto di Ziparo, avvenuto il 27 novembre 2022. «Su rimandara comunque Rocco mio no mi piacia proprio e Nenta…», una frase emblematica per gli inquirenti. Già perché dall’analisi delle chat tra i due, sarebbe emerso «un credito da riscuotere di Ziparo nei confronti di Omuncolo», annotano gli inquirenti. E dall’analisi del contenuto delle conversazioni avvenute tra il 12 e il 19 novembre «emerge la difficoltà di Omuncolo di reperire liquidità da versare a Ziparo». Secondo la ricostruzione accusatoria, ad esempio, sembra verosimile che la frase avesse a che fare con la fornitura di formaggio di cui discutono poco dopo. «Grazie Ro», scrive Ziparo.

L’isola ecologica

«E stasera formaggio e ricotte… dai vengo al cantiere…? Adesso…», risponde Omuncolo trovando però un muro: «No compa (…) Te l’ho detto ke nn ho il motocarro (…) Nn vale la pena compa (…) Avevamo già parlato». Secondo gli inquirenti, le conversazioni sono avvenute a circa una settimana dall’arresto di Giuseppe Ziparo e, con ogni probabilità, «quest’ultimo aveva avvertito attorno a sé l’interessamento della Polizia Giudiziaria e, per tale motivo, non voleva rischiare movimenti di stupefacenti». Ma non è tutto: dal tono della conversazione, secondo gli inquirenti, appare evidente che «Ziparo utilizzasse anche l’autocarro per camuffare i suoi spostamenti, così come dava appuntamento presso il suo posto di lavoro». Il “cantiere” citato, secondo l’accusa, altro non è che l’isola ecologica del Comune di Girifalco di cui Giuseppe Ziparo «in qualità di operatore ecologico, ne ha piena disponibilità, anche al di fuori degli orari lavorativi». (g.curcio@corrierecal.it)

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