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la ricostruzione

Reggio, tra i clan «una cabina di regia comune» per spartirsi i soldi delle estorsioni. «Uno voi e uno noi»

L’obiettivo: «Una linea comune per aggredire congiuntamente con sistematiche richieste di pizzo tutti gli esercenti commerciali»

Pubblicato il: 20/05/2024 – 6:28
Reggio, tra i clan «una cabina di regia comune» per spartirsi i soldi delle estorsioni. «Uno voi e uno noi»

REGGIO CALABRIA «Oggi, guerre, dottore, non se ne fanno più perché ci sono troppi soldi in ballo e quindi preferiscono sedersi e dividersi». Una «gestione comunitaria», un «dialogo costante» e addirittura «una cabina di regia comune per la spartizione dei profitti estorsivi». «Ci sono troppi soldi in ballo», dice il collaboratore di giustizia Maurizio De Carlo nel corso di un interrogatorio, parlando dei rapporti tra le varie articolazioni di ‘ndrangheta a Reggio Calabria. Rapporti ricostruiti nella memoria depositata dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Reggio Calabria nell’ambito del processo “Epicentro”, nella quale viene raccontata una «consolidata e comune sinergia operativa attiva» e i De Stefano, i Tegano, i Condello e i Libri, vengono definite «le “quattro famiglie” tra le quali avviene la spartizione dei proventi delle estorsioni imposte a commercianti e imprenditori del centro storico di Reggio Calabria». 


LEGGI ANCHE : ‘Ndrangheta a Reggio, la «gestione comunitaria» degli affari tra clan e Carmine De Stefano figura «catalizzante»


Tra i temi toccati nel documento di oltre novecento pagine, firmato dal procuratore generale Gerardo Dominijanni, dal procuratore aggiunto Walter Ignazitto e dai sostituti Giovanni Calamita e Francesco Tedesco, c’è quello delle estorsioni. L’organizzazione di “tavoli” tra i rappresentanti delle varie cosche era funzionale – si legge – «alla migliore gestione spartitoria dei proventi estorsivi. Emblematica, sul punto, la conversazione del 5 giugno 2018 intercorsa tra il teganiano Carmine Polimeni e i vertici della cosca Libri, Totò Libri ed Edoardo Mangiola»:

LIBRI: Ma lo facciamo questo incontro per decidere tutto? Te la vedi, organizzi tu o te l’organizzo?
POLIMENI: No va bene…(…)
LIBRI: Però siccome ogni giorno mi manda una imbasciata diversa, io gli ho detto ad Orazio quando volete ci incontriamo perché troppe cose…(…) ci vediamo per bene, ci sediamo in un posto tranquillo apposta ti ho detto io, se vuole venire Mico bene sennò ci sediamo, c’è tuo cognato, ci siamo noi, ci sediamo…

«I tre – ricostruisce la procura – per risolvere certe incomprensioni legate al riparto del pizzo tra le varie famiglie, pensavano ad un summit coinvolgente anche Domenico Tegano e Orazio De Stefano». Nella conversazione «pianificano una lottizzazione nell’acquisizione di appalti, che prevedesse un’equa alternanza tra gli arcoti e i sodali di Cannavò» e «stabilivano una linea comune per aggredire congiuntamente, con sistematiche richieste di pizzo tutti gli esercenti commerciali del centro cittadino». Ma non solo. «I citati ndranghetisti – si legge nella memoria – si interrogavano sull’opportunità di istituire una cabina di regia, composta da rappresentanti delle diverse famiglie, in modo da razionalizzare la spartizione dei profitti estorsivi e non affidarla alle più estemporanee iniziative dei singoli. «Nella circostanza, per di più, i colloquianti alludevano alla partecipazione – nel patto federativo – anche della ndrina Labate di Gebbione». «Mettiamo uno voi ed uno noi, si ed io questo ti stavo dicendo». (m.r.)

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