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Bonifica di Crotone, Errigo chiede l’aiuto dei carabinieri per trovare discariche fuori dalla Calabria

Il commissario si rivolge alle forze dell’ordine per effettuare la ricerca, in Italia e anche in Europa, di impianti di conferimento dei “veleni”

Pubblicato il: 24/05/2024 – 12:12
di Gaetano Megna
Bonifica di Crotone, Errigo chiede l’aiuto dei carabinieri per trovare discariche fuori dalla Calabria

CROTONE Il commissario straordinario per la bonifica di Crotone, Emilio Errigo, annuncia di volere cercare fuori dalla Calabria impianti di conferimento per trasferire i veleni di Crotone. L’operazione di ricerca sarà effettuata con l’aiuto dei Carabinieri e di altre forze di polizia.  La ricerca degli impianti idonei sarà estesa in Italia e nel resto dell’Europa. In sostanza Errigo applica, con questo proposito, le decisioni assunte con la Conferenza dei servizi decisoria del 24 ottobre 2019 che, appunto, prevedeva di smaltire fuori dalla Calabria le scorie presenti nell’area industriale di Crotone. Errigo annuncia la sua decisione con una nota diffusa oggi, dove si legge: «Esercitando i poteri di necessità e urgenza, ho chiesto l’intervento delle Componenti Specializzate dell’Arma dei carabinieri». Tale richiesta di intervento della Forza armata e di Polizia dell’Arma dei carabinieri «è finalizzata all’individuazione, fuori dal territorio della Regione Calabria, di idonei impianti di trattamento e di discariche autorizzate a trattare i rifiuti presenti in area SIN».

Ricerca estesa anche all’estero

Sul territorio nazionale, quindi, si cercheranno gli impianti «idonei al conferimento dei rifiuti pericolosi e, limitatamente ai rifiuti speciali pericolosi contenenti Tenorm e amianto». La ricerca sarà estesa «anche sul territorio estero, avvalendosi degli organismi di informazioni e sicurezza nazionale e degli organi collaterali esteri». L’obiettivo che si pone Errigo è quello di «eliminare le non più rinviabili criticità venutesi a creare con la storica presenza dell’enorme quantitativo di rifiuti (stimati in oltre un milione di tonnellate) attualmente giacenti in aree private, ora di proprietà di Eni Rewind S.p.A. e già di proprietà di Edison S.p.A. situate in prossimità della fascia costiera marittima e fluviale, adiacenti la foce del fiume Esaro, nelle immediate vicinanze della riva del mare della città di Crotone, rientranti nel Sito contaminato di Interesse Nazionale di Crotone – Cassano e Cerchiara di Calabria». Questi rifiuti presenti nella discarica fronte mare non richiedono attività di bonifica, ma semplicemente di essere spostati dal sito attuale (discarica fronte mare) in impianti che hanno specifici codici Cer per poterli accogliere. Il problema è questo. Secondo quanto sostiene l’Eni non ci sarebbe, attualmente, la disponibilità in nessun impianto presente in Italia per accogliere la quantità di veleni attualmente stipati nella discarica fronte mare a Crotone.

Le “intenzioni” di Errigo

Questa disponibilità, in verità, non c’è nemmeno nell’impianto di Columbra, dove l’Eni vorrebbe trasportare i veleni della discarica fronte mare. Se mai dovesse esserci spazio a Columbra occorrerebbe infatti modificare il Cer per smaltire il Tenorm con matrice d’amianto. Operazione che potrebbe, comunque, essere effettuata anche in altri impianti italiani ed europei. Se l’idea del commissario è davvero quella di individuare impianti dove è possibile conferire i veleni di Crotone, cambiando il Cer, vuol dire che è in linea con quanti stanno lottando per non lasciare a Crotone i veleni; altrimenti la sua attività fa pensare ad un intervento finalizzato a prendere atto che non ci sono impianti da nessuna parte e che, quindi, i veleni devono essere conferiti a Columbra. Probabilmente la presa d’atto potrebbe servire a bloccare ogni attività messa in campo a Crotone e in Calabria per far rispettare le decisioni assunte il 24 ottobre del 2019. Proprio l’altro ieri, otto consiglieri, regionali rappresentativi di tre gruppi consiliari (Pd, Ms5 e Misto), hanno chiesto la convocazione di una seduta del Consiglio con l’obiettivo di modificare il Piano regionale dei rifiuti nella parte che favorisce lo smaltimento a Crotone dei veleni presenti nelle discariche fronte mare.

«Fondamentale risolvere uno stallo pluridecennale»

Nella sua nota, Errigo scrive: «Tale intervento, mira a movimentare e trasferire in impianti di trattamento e in idonee discariche autorizzate, l’enorme quantitativo di rifiuti dei quali, circa il 49% sono classificati come “speciali non pericolosi”, il 35%, come “pericolosi contaminati da metalli pesanti” e il 16 %, come “speciali pericolosi con e in assenza di Tenorm e Amianto”; parte di questi rifiuti infatti, è da ritenersi altamente pericoloso perché correlato all’esposoma a cui sono esposti i cittadini e i residenti di Crotone. Risolvere e superare questa situazione di stallo pluridecennale,- aggiunge il commissario – è fondamentale per la difesa, tutela, salute e sicurezza pubblica, dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi a beneficio delle generazioni future. Tale richiesta, – conclude Errigo – segue e completa il percorso informativo voluto dal Commissario Straordinario che già nei mesi scorsi ha richiesto ad ISPRA, la formulazione e l’invio di un questionario ai gestori nazionali di impianti e discariche autorizzate per conoscere e confermare i possibili destini dei rifiuti SIN». (redazione@corrierecal.it)

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