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Il direttore del Corriere: «C’è bisogno di più assistenza sui territori e di aumentare le opportunità terapeutiche»

E ancora Paola Militano nell’introduzione dei lavori: «Occorre superare i divari territoriali, che condizionano l’accesso al servizio sanitario»

Pubblicato il: 24/05/2024 – 12:08
di Paola Militano
Il direttore del Corriere: «C’è bisogno di più assistenza sui territori e di aumentare le opportunità terapeutiche»

REGGIO CALABRIA L’Italia spende più per l’emergenza che per la prevenzione, mi verrebbe da dire perché non porta consensi (non c’è arma più potente del piano urbanistico per eleggere il sindaco di un Comune), ma è una miopia che ci sta costando troppo in fatto di sicurezza sul lavoro, di eventi climatici estremi, che hanno messo in ginocchio regioni come il Veneto e l’Emilia Romagna, che insieme alla Lombardia, sostengono più di metà del Pil italiano.
Vale anche e soprattutto per la sanità perché nonostante le buone intenzioni (contenute nel testo della legge 833/78), diagnosi e cura assorbono più dell’80% della spesa sanitaria, rendendo marginale impegno e fondi per la prevenzione con un 5% di spesa, che colloca l’Italia agli agli ultimi posti in Europa, nonostante un euro di investimento ne faccia risparmiare tre. Eppure si continua a parlare di prevenzione solo a posteriore, colpa anche dell’informazione, ossessionata dal raccontare, minuto per minuto, la cronaca della politica infarcita di pettegolezzi a danno di tanto altro, lasciato nel cono d’ombra. Ma vi assicuro che sulla rete il lettore cerca altri contenuti ed un’informazione di cui potersi fidare. Lo dico perché dopo otto anni, il Corriere della Calabria è arrivato, in un lampo, a toccare punte di 365mila utenti al giorno con notizie, che solo qualche mese addietro, non avremmo mai pubblicato perché ritenute di scarso interesse.
Chiudo questa breve parentesi (motivante per il Gruppo e la redazione che ringrazio) per tornare all’argomento del giorno, al Servizio sanitario nazionale “promesso dalla Costituzione italiana”, che a quasi cinquant’anni dalla sua istituzione, ha bisogno di un radicale cambio di rotta e di una “politica sanitaria comune e comunitaria” come accade per le politiche agricole. A suggerirlo sono anche gli indicatori 2023 dell’OCSE, che mostrano segni evidenti di malessere: dalle lunghe liste di attesa nella sanità pubblica, alla mancanza di medici. Ai divari nelle prestazioni con le famigerate “migrazioni” da sud a nord (il 43% dei calabresi si rivolge a strutture sanitarie fuori regione. E da Reggio Calabria parte un paziente su 4, secondo il focus pubblicato dall’Istat sulle condizioni di salute e offerta sanitaria nelle città metropolitane. Tutte criticità riconducibili alla spesa pro capite, che nel nostro Paese è più bassa di quasi un terzo, se si guarda alla media dei paesi dell’Unione europea e, per questo, incapace di incidere sui livelli retributivi dei medici e del personale addetto alla sanità pubblica, costringendo anche una parte della popolazione (in un Paese con un tasso di invecchiamento tra i più alti al mondo) a pagarsi le cure sanitarie, se non addirittura a desistere dal farlo, anche per problemi economici (sono 2 milioni secondo Gimbe).
Parleremo anche di questo, oggi, e dell’Italia dei campanili e dei divari perché sette regioni su venti non riescono a garantire la copertura completa dei livelli essenziali di assistenza e quindi l’eguaglianza di trattamento.
In Calabria, però, c’è da registrare la direzione ostinata e contraria del presidente Occhiuto, che in due anni, tra vecchie e nuove emergenze, ha riportato la salute e la sanità al centro dell’azione del governo regionale. Tuttavia c’è bisogno di più assistenza sui territori, di dare un maggiore impulso alla prevenzione di neoplasie e malattie croniche, di conoscere i rischi comportamentali per evitarle, di più campagne screening. Di aumentare le opportunità terapeutiche e di un welfare culturale.
Noi siamo qui perché vorremo “Giocare d’anticipo” con una rassegna di incontri, che caratterizzeranno l’occasione di confronto tra il mondo dell’Università, dello Sport e della Medicina, con un occhio rivolto alla calabresità.
(redazione@corrierecal.it)

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