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Servizio 118, la rabbia delle associazioni di volontariato: «Convenzioni non adeguate alla normativa»

Appello a Occhiuto e ai dirigenti del settore sanitario: «Disinteresse che ci costringe a lavorare illegalmente». Il 27 presidio in Regione

Pubblicato il: 24/05/2024 – 11:51
Servizio 118, la rabbia delle associazioni di volontariato: «Convenzioni non adeguate alla normativa»

COSENZA «Abbiamo supportato il sistema 118 in ogni modo possibile e immaginabile, e ad oggi non sappiamo quale sarà la nostra posizione, né tanto meno riusciamo ad avere risposte da chi di competenza. Sono mesi, anni che continuiamo a chiederci di metterci in condizione di poter lavorare legalmente, ma nessuno sembra ascoltarci»: è l’appello, l’ennesimo, che 16 associazioni di volontariato attive da vent’anni a Cosenza e provincia rinnovano al presidente della Regione Roberto Occhiuto, al direttore di Azienda Zero Miserendino, al prefetto Ciaramella, al direttore generale Asp Graziano e al direttore Suem 118 Borselli.
«Il codice del terzo settore dà indicazioni chiare e severe circa i rapporti tra il terzo settore e le pubbliche amministrazioni, vietando rapporti di collaborazione che prevedono rimborsi forfettari» scrivono le “Misericordia” di Cosenza, San Marco Argentano, San Sosti, Trebisacce e Amantea con Avas Presila, Giovanni Paolo II, Nuova Croce Azzurra Cosenza, Avam odv Mendicino, Montalto Soccorso, Gospa odv Rende, San Nicola di Mira, Croce Verde Lattarico, Croce Verde Silana, Calabria Soccorso e Aspa Acri, annunciando per lunedì prossimo 27 maggio alle 10 un sit in pacifico davanti alla sede della Regione Calabria «finché saremo ricevuti e ascoltati dal signor Presidente» per poter «lavorare legalmente e degnamente», «in alternativa – incalzano – saremo costretti nostro malgrado a interrompere tempestivamente il servizio di supporto al 118, in quanto riteniamo di non poter essere costretti a lavorare in simili condizioni di illegalità».
Le 16 sigle ricordano di aver «riportato questo problema all’attenzione di tutti i dirigenti del settore, chiedendo che le convenzioni vengano adeguate alla normativa del terzo settore, che prevede il solo rimborso “documentato” delle spese effettivamente sostenute, ma a nessuno pare interessare, e questo disinteresse ci costringe a lavorare illecitamente».
Le associazioni aggiungono che «con l’avvento di Azienda Zero speravamo che finalmente la nostra posizione venisse adeguata alla normativa… invece nulla! In tutto questo nuovo assetto pare ci si sia dimenticati del terzo settore, che (…) continua a far funzionare almeno una ventina di postazioni di emergenza territoriale. Nonostante siamo stati e siamo ancora un perno fondamentale di questo sistema, siamo diventati fantasmi, per la Regione come per l’Asp… eppure siamo qui a tenere in piedi il sistema».
I volontari segnalano poi una situazione simile «per il trasporto dei pazienti dializzati, una convenzione che risale al 2016 e della quale nessuno  pare interessarsi, un servizio di estrema delicatezza che nessuno tiene in considerazione se non noi associazioni».

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