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Esportazioni 2024, l’Italia frena ma la Calabria vola

La nostra regione segna un +26,9%, in netta controtendenza secondo l’Istat

Pubblicato il: 11/06/2024 – 20:34
Esportazioni 2024, l’Italia frena ma la Calabria vola

L’Istat certifica che su base annua, nel trimestre gennaio-marzo 2024, le esportazioni italiane viaggiano col freno a mano tirato registrando il -2,8%, ma con una grande differenziazione su base territoriale. Volano le Isole (+8,9%) e il Sud (+4,3%), mentre cala il resto del Paese. Il picco discendente si concentra al Centro (-10,4%), ma vanno male anche il Nord-Ovest (-3,4%) e il Nord-Est (-2,4%), con alcune eccezioni significative. Lo scrive oggi “Qui Finanza”.

Le Regioni del Sud e le Isole – si legge – vivono una crescita giustificata dalle maggiori vendite di prodotti farmaceutici (Campania), derivati della raffinazione (Sicilia e Sardegna) ed export di autoveicoli (Abruzzo). Le Regioni del Centro vanno in picchiata per via del crollo dell’export di prodotti farmaceutici venduti dalle Marche verso la Cina. Si tratta di un effetto derivato dal confronto con il primo trimestre 2023, quando si registrarono vendite eccezionali di questi prodotti verso Oriente. Questa flessione vale -2,8 punti percentuali sulla flessione dell’export nazionale. In controtendenza la Toscana che sperimenta un forte export verso la Turchia dovuto a vendite rilevanti di minuterie e metalli preziosi. In generale, -1,2 punti derivano dalle minori esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti da Lombardia, Veneto e Lazio e di articoli in pelle da Toscana e Lombardia. Al Nord-Ovest in controtendenza sul trend discendente è il Friuli-Venezia Giulia grazie alle vendite di mezzi di imbarcazioni verso gli Stati Uniti.

Incide alla formazione della media nazionale quel +1,3% derivante dall’aumento delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti dalla Toscana, ma anche di mezzi di trasporto (escluse le automobili) dal Friuli-Venezia Giulia. I contributi negativi più ampi a livello nazionale su base annua riguardano l’export dalle Marche verso Cina (-97,1%) e Belgio (-74,6%), quello dalla Toscana verso la Svizzera (-67,5%) e quello dalla Lombardia verso Germania (-10,1%), Stati Uniti (-9,2%), Francia (-6,6%) e Paesi Bassi (-13,6%).

I contributi positivi più significativi all’export su base annua riguardano l’aumento dei traffici dalla Toscana verso Turchia (+234,3%), Stati Uniti (+49,7%) e paesi Opec (+33,1%) e l’aumento dei traffici dal Friuli-Venezia Giulia verso gli Stati Uniti (+250,5%). Escludendo la base annua e restringendo l’obiettivo ai soli mesi di gennaio, febbraio e marzo 2024 la situazione è la seguente: si stima una crescita congiunturale delle esportazioni per il Centro (+1,0%), una contenuta flessione per il Nord-Est (-0,9%) e una più ampia contrazione per il Nord-Ovest (-3,5%) e il Sud e Isole (-4,1%).

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