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l’inchiesta

«Tu sposare e divorziare», a Cosenza matrimoni “finti” a 1.000 euro

Il “sistema” per consentire l’arrivo di persone di nazionalità straniera in cambio di denaro. «Mi ha comprato i mobili, 1.300 euro»

Pubblicato il: 16/06/2024 – 7:00
di Fabio Benincasa
«Tu sposare e divorziare», a Cosenza matrimoni “finti” a 1.000 euro

COSENZA «Compà ho preso un prodotto davvero pauroso, comunque ieri sono andato e gli ho dato la triglia e mi ha dato un ventino (…) ho detto ora passo e gli faccio fare una botta e ci faccio passare il dolore al compare mio …prendi gli attrezzi, è un altro pianeta proprio sta cosa e proprio un altro pianeta…». E’ un passaggio di una intercettazione contenuta in una informativa dei carabinieri di Cosenza, datata 2022, riportata nelle carte dell’inchiesta denominata “Recovery” coordinata dalla Dda di Catanzaro contro il narcotraffico a Cosenza. Le frasi pronunciate da due interlocutori, ignari del monitoraggio degli investigatori, cristallizzano uno dei tanti episodi di cessione e acquisto di droga nella città dei bruzi. Gli approfondimenti investigativi hanno portato alla scoperta di una fitta rete di pusher «supportati dal costante approvvigionamento e disponibilità di sostanze del tipo: marijuana, hashish, cocaina ed eroina». Le cessioni quotidiane di stupefacente restituiscono uno spaccato drammatico segnato da un considerevole numero di assuntori, disposti a tutto per una dose.

Il “finto” matrimonio

C’è un’altra conversazione ritenuta illuminante da chi indaga. Due soggetti stanno consumando cocaina all’interno di una abitazione, quando entra all’interno dell’abitazione un fornitore e poco dopo un uomo di nazionalità straniera. Gli investigatori tengono d’occhio il via vai nell’abitazione. Sul tavolo la proposta di acquisto di una piccola parte di cocaina al prezzo di 10 euro. La conversazione tra i presenti prosegue e viene introdotto un argomento che risulta particolarmente interessante e legato alle «modalità» per «fare entrare nel territorio italiano persone di nazionalità straniera e ricevere con tale attività, ingiuste somme di denaro». E’ uno dei presenti a rendere edotti gli altri interlocutori sul modus operandi applicato. L’arrivo di persone di nazionalità straniera avviene dietro un pagamento in denaro. Chi parla «dichiara di essersi sposato con una donna di origine marocchina e di aver ottenuto in cambio la somma di 1.000 euro, specificando che in realtà non hai mai consumato il matrimonio». Il discorso prosegue e si apprende che, oltre a ricevere la somma di 1.000 euro da parte della donna di nazionalità marocchina, quest’ultima avrebbe provveduto ad acquistare dei mobili. «Mi ha comprato mobili, quattro mobili ottocento euro poca roba mille e tre». Chi parla asserisce di avere intenzione di sposarsi nuovamente nel momento in cui otterrà il divorzio dal precedente matrimonio. «Ti ho detto divorzia che ho io sotto mano una tunisina stai tranquillo». Il soggetto riferisce ulteriori dettagli ai presenti. Si dice disponibile a «fornire ospitalità a persone di nazionalità straniere, in cambio di una somma di denaro pari a 150 euro». Ma come? «Posso fare ospitalità al Comune, centocinquanta euro mi prendo con una marca da bollo da sedici euro, io dichiaro che ospito lui a casa mia per sei mesi lui con quel foglio va a fare carta di identità codice fiscale…».
Per riuscire nell’intento è necessario avere un “basista”, una figura di fiducia in grado di rintracciare le eventuali donne provenienti da Paesi esteri disposte a trasferirsi in Italia accettando la “proposta” appena illustrata. In questo caso emerge la figura del titolare di un esercizio commerciale a Cosenza di nazionalità turca, in passato «capace di metterlo in contattato con varie persone straniere al fine di effettuare la citata dichiarazione di ospitalità». Il gioco è semplice, come ha modo di specificare uno degli interlocutori. «Tu sposare, divorziare sposare divorziare». Facile no?!
(f.benincasa@corrierecal.it)

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