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«La prevenzione cardiologica salva la vita»

Il racconto dell’avvocato Nunzio Raimondi: «Spesso la mancanza di segni evidenti di gravi cardiopatie conduce a morti improvvise»

Pubblicato il: 19/06/2024 – 12:09
di Nunzio Raimondi
«La prevenzione cardiologica salva la vita»

CATANZARO «Sono un cardiopatico operato d’urgenza tre anni orsono di quattro by pass aortocoronarici. E’ stato un intervento cosiddetto “salvavita” perché il Prof. Lorenzo Menicanti (nella foto insieme all’avvocato Raimondi), che mi operò, mi disse, il 24 dicembre 2021, “devo operarla immediatamente perché lei può morire da un momento all’altro”. Certo, questa mia memoria personale, può non interessare; ed infatti non è questo il motivo del mio breve intervento. Ma ne scrivo perché, da assiduo lettore della Vostra Testata, ho appreso, il 14 giugno scorso, di un importante progetto di prevenzione delle cardiopatie per trentamila persone in Italia, finanziato dal Parlamento italiano con venti milioni di euro, e coordinato dalla Rete Cardiologica Irccs con l’obiettivo di determinare una migliore aderenza alle prescrizioni ed attivare trattamenti specifici così da ridurre l’incidenza di malattie cardiocircolatorie.
Ho chiara memoria del fatto che, quando su suggerimento di mia moglie, medico, mi recai a fare “una prova da sforzo” in un nosocomio cittadino, non avevo alcun sintomo». A raccontarlo è l’avvocato Nunzio Raimondi.
«Mi spiegarono, successivamente, che nel diabetico, quale io sono, i sintomi delle cardiopatie sono perlopiù silenti. La notizia di questo progetto quadriennale per una prevenzione cardiovascolare personalizzata, mi ha fatto ripensare a tutti i mali della nostra sanità italiana (che pure io ho potuto constatare con i miei occhi…) ma, al contempo, mi ha fatto tanto sperare sulla sua capacità di identificare i più gravi problemi che l’affliggono, a cominciare da adeguate procedure di prevenzione», aggiunge.
«Guardate, lo dico soprattutto ai disfattisti: sono queste le cose che fanno grande il nostro Paese! Si tratta, vedete, di un finanziamento davvero notevole e di un progetto molto ambizioso, in grado di identificare i fattori di rischio della popolazione italiana, di persone sane, fra i 40 e gli 80 anni, senza precedenti, che verranno reclutate da istituzioni, centri di assistenza primaria, agenzie governative ed organizzazioni di volontariato. A tal proposito – mi perdonerà qualche fine giurista – se mi permetto di intervenire su un argomento d’attualità: chi deve avviare i pazienti a progetti di ricerca se non per primi i medici del territorio e quelli privati curanti? Questo progetto, di così ampio respiro, dimostra, una volta di più, che la prevenzione e la ricerca hanno bisogno dell’apporto e del contributo di tutti gli operatori sanitari. Per favore qualcuno lo spieghi un po’ in giro», sostiene ancora Raimondi. Che aggiunge: «Questo progetto, nel quale la Rete Cardiologica Italiana sarà attore principale, sarà guidato dal Prof. Lorenzo Menicanti, Presidente della Rete Cardiologica IRCCS, con l’adesione di 17 Irccs in Italia».
«Ha detto Menicanti, che ho la gioia di conoscere e di stimare: “è la prima volta che un così grande numero di Istituti lavora insieme per produrre un’infrastruttura scientifica tanto importante per migliorare la prevenzione cardiovascolare”».
«Infine – conclude l’avvocato – vorrei fare, nel mio piccolo, un appello: Sottoponetevi tutti all’osservazione presso le Istituzioni (prevalentemente Ospedali Spoke) impegnate nello Studio, se non altro perché i soggetti ai quali sarà diagnosticato un rischio “molto alto” saranno sottoposti direttamente ai trattamenti raccomandati dalle linee guida. Tante volte la mancanza di segni evidenti di gravi cardiopatie conduce a morti improvvise. E’ quindi giusto prevenire anche se, in molti in Italia, ancora si ritengono esenti da rischi. Vi prego di credere che ho titolo per parlare di questo e spero che vi sia una mobilitazione generale, non soltanto degli addetti ai lavori ma anche di malati (come me), perché questo Studio (e con esso il grande sforzo finanziario che lo accompagna) abbia, alla fine, il dovuto successo. E grazie».

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