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SIBARITIDE E POLLINO

Nuova Provincia da Cariati all’Esaro? «Prima modificare la legge Delrio»

Al Corriere della Calabria Lo Polito parla di «modello Bat» ma soffermarsi sul nome «bloccherebbe un processo decisivo per il territorio»

Pubblicato il: 04/10/2024 – 8:33
di Eugenio Furia
Nuova Provincia da Cariati all’Esaro? «Prima modificare la legge Delrio»

COSENZA Una provincia sul modello della pugliese Bat, che coinvolga tutto lo Ionio cosentino ma inglobi anche la valle dell’Esaro, ma solo dopo una modifica della legge Delrio. La vede così Mimmo Lo Polito, sindaco di Castrovillari, uno dei centri più importanti nella futuribile nuova Provincia di cui si parla da tempo. Per il primo cittadino del comune del Pollino si tratta di «un argomento comunque divisivo. I campanili – dice al Corriere della Calabria – hanno creato da sempre problemi alle nostre comunità: con le dovute proporzioni, si tratta di cedere un pezzo di sovranità come è accaduto alle nazioni dell’Unione Europea. Di certo – aggiunge – focalizzare il dibattito sulla denominazione mi sembra semplicemente il tentativo di bloccare un processo che comunque servirebbe al nostro territorio».
Lo Polito ribadisce di essere disponibile al dialogo, e a riprova cita l’interlocuzione con i colleghi di Corigliano-Rossano, Cassano e Trebisacce.

Infrastrutture e sanità i temi centrali

«Il tema – spiega – è un altro, ovvero qual è il progetto complessivo su questa area importante compresa nella provincia più grande d’Italia e che ingloba il comune più grande del Cosentino: al potenziamento dei servizi si è pensato?» si domanda il sindaco castrovillarese, che continua: «L’alta velocità arriverà qui o si fermerà Praia? L’area centrale sarà tagliata fuori dal progetto, che ne sarà del Pollino, dell’alto Jonio ma anche dell’Esaro, territorio che non potrà certo essere escluso da un eventuale disegno di Nuova Provincia? Sono gli stessi interrogativi che pongo sulla sanità: quali progetti ci sono per questo territorio? E ancora – aggiunge Lo Polito – se penso alle infrastrutture mi chiedo: il porto di Corigliano sarà potenziato per diventare nodale anche in ottica Zes unica del Mezzogiorno o sarà semplicemente una terra di conquista di una multinazionale che promette 200 posti di lavoro, almeno sulla carta?».
Secondo il sindaco di Castrovillari però il vero ostacolo a una nuova provincia è normativo e legislativo: «La legge Delrio, con l’invarianza della spesa, sarebbe una iattura per tutti i Comuni che dovessero far parte del nuovo ente, dovendosi fare carico degli uffici. È per questo argomento che penso che si debba modificare questa legge e tornare alle elezioni di primo livello in modo da avere reale capacità di spesa, e anzi aumentando le funzioni della Provincia, oggi in capo ai Comuni o alle Regioni».
Una riforma più ampia e non solo la diatriba nominalistica è secondo Lo Polito «una rivendicazione da mettere in campo subito: mai come in questo momento – dice – siamo uniti, dall’Esaro che, come ho detto, dovrà essere parte integrante del progetto, fino a Cariati. Si tratta di un territorio vasto ma soprattutto ricchissimo se solo pensiamo all’agricoltura, alla pesca e al turismo». L’idea di Lo Polito è ispirarsi al modello pugliese di Barletta Andria Trani (Bat).

Sul Pd cosentino risposte da Schlein a Mormanno

Non può mancare una domanda sul Partito democratico provinciale, anche qui la posizione è critica ma costruttiva: «Non ho condiviso le scelte del segretario regionale e provinciale» – attacca Lo Polito – lamentando un certo «scollamento del partito sui territori oltre che con la base». Proprio per questo nei giorni scorsi ha sottoscritto con altri tesserati dem un duro documento da consegnare al segretario nazionale Elly Schlein in occasione degli stati generali che si terranno la prossima settimana proprio ai piedi del Pollino, a Mormanno. Infine auspica una frase di confronto interno che vada al di là dell’analisi del dato elettorale non certo entusiasmante tanto alle amministrative quanto all’europeo, e spinge per «creare dei coordinamenti territoriali» piuttosto che procedere di continuo a nuove nomine nelle segreterie. «Così – attacca – non andiamo da nessuna parte, io penso che sia il partito che deve essere a disposizione delle istituzioni e non le istituzioni a entrare nel partito. E lo dico da sindaco eh…». (e.furia@corrierecal.it)

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