COSENZA Una città “senza”. Non c’è solo la carenza idrica o la biblioteca senza bibliotecari nella (fu) Atene della Calabria che si prepara alla trasformazione in città metropolitana – tra 5 giorni sapremo se la fusione con Rende e Castrolibero si farà davvero – ma anche la Casa della Musica senza tetto, o quasi. È vero insomma che – come da boutade social – il nuovo Comune potrebbe chiamarsi “Carenza”: di disservizi ce ne sono abbastanza, quindi bisogna solo scegliere.
L’ultimo problema – il soffitto dell’auditorium di piazza Amendola danneggiato benché relativamente nuovo – è stato segnalato da Gilda De Caro, dirigente scolastica ed esponente storica della sinistra cosentina oggi animatrice dell’associazione CivicAmica, proprio a margine della conferenza stampa in cui è stato presentato il protocollo d’intesa per la custodia temporanea (nella Biblioteca Nazionale) del patrimonio librario gestito scientificamente dell’Accademia Cosentina, un fondo di volumi storici che dovranno spostarsi da piazza XV Marzo a piazzetta Toscano finché non saranno finiti i lavori di riqualificazione finanziati dal Cis Centro Storico (fine prevista 31 dicembre 2025).
I problemi al tetto dell’auditorium non sono una novità: si racconta di spettacoli davanti a poltrone coperte di teli di plastica… «Noi spettatori – ha detto De Caro rivolgendosi al sindaco Franz Caruso, non prima di averlo ringraziato per l’abbattimento dell’ex cartoleria Sartù – rischiamo di essere costretti ad andarcene con il concerto in corso, perché la pioggia non ci bagni…». Una scena tipica, quella segnalata alla Casa della Musica, da “città bifronte” qual è Cosenza, con le sue eccellenze da un lato e i troppi guai dall’altro: situazione che umilia peraltro i successi dell’Orchestra Sinfonica Brutia che proprio lo scorso weekend si è esibita tra gli applausi. Fortunatamente non pioveva. (euf)
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