La sera di sabato 14 dicembre 2024, nel podere “Fico d’india” in Contrada Schiavo ad Ardore Marina, in provincia di Reggio Calabria, dimora del Capo ‘ndrina don Sebastiano Pantisano, si tenne in anticipo la tradizionale cena di Natale, causa l’imminente partenza del boss per gli Stati Uniti, con destinazione New York.
Intorno ad una tavola riccamente imbandita a festa, con tovaglia Caleffi, piatti Richard Ginori, bicchieri di cristallo Baccarat, posate Villeroy & Boch e con un menù degno di tanto sfarzo, composto da pasta fatta in casa con ragù di capra, spuntature di maiale e salsicce al sugo con insalata di campo, intestini di agnello arrosto con patate, olive al forno e in salamoia e pignolata al miele, il tutto innaffiato con zibibbo secco delle vigne Pantisano. Don Bastiano sedeva naturalmente al posto d’onore.
Alla sua destra vi erano, Don Aneto Zippola, addetto alla cassa del clan e a tutti gli affari valutari, compare Loredano Saponetta, di mestiere ufficialmente sfasciacarrozze, chiamato “Centoventisette” e Amato Quattrocento, detto “Nacatola”, un altro affiliato e in cui onore, per non offenderlo, era stato escluso dal menu il dolce natalizio di cui lui portava il soprannome.
Alla sua sinistra, invece si trovavano, Cosimo Trapezio, per i suoi 146 chili noto come “Ferryboat”, uomo di fiducia e braccio destro del boss, Lillino Sciosciò, detto “Knorr”, di mestiere macellaio e infine Attila Tamburo, soprannominato“Pancreas”, di professione killer e tiratore scelto, nonché cecchino per eccellenza del clan.
Alla fine della sontuosa cena, e prima di passare ai liquori, Don Bastiano si alzò in piedi e disse loro: “Cari compari, come forzi sapite già, domani io e Ferryboat partiremo per Nuova York per trovare gli amici ‘mericani della Famiglia Incomodo, con cui facciamo ‘ffari, Come mezzo per arrivarici abbiamo scelta una nava da crociera, che impiega tra le sitti e li otto jornate, tanto per esseri là per Natali. Inoltra di solita in nava non fanno controlla, ma si pure li facissero, abbiamo due passaparta fatti confenzionari ad opira d’arti dal qui presenti don Aneto”,
“Ed è per chista ragioni chi ho dovuto ‘nticipari la solita cena di Natali ed il tradizionali scangio di rigali. Se pirmittiti, prima chi i vostra voi vi li dati l’uno co l’altro, cominciarria col distribuira i mei”. E cosi dicendo, scoprì il telo dello scatolone, che nel frattempo donna Seconda Anassimandro, la governante, aveva fatto entrare con grande sforzo, su un enorme carrello, in sala da pranzo.
Tolto il telo, con gesto quasi da prestigiatore, il Capobastona cominciò. ”A tia Ferryboat, chi ti piaci tantu mangiari, ti fazzu donu i ‘sta spada catana ‘gipponese ‘riginali du 1850 .chi mi fici aviri nu cumpari da Yacuza, Sta attentu che tagliia megghiu di un rasoio, così poi affettari comu nu samurai i cincu suppressati che ti mangi ogni jorno. A proposito: oggi ti mangiasti?” “Oggi no, Don Bastianuzzu ,-rispose Cosimo Trapezio- per tenermi leggero in previsione di stasira, mi sono ‘ccuntentato solo di nu capicollu e nu chilu di ricotta carda carda”.
“A don Aneto -continuò il boss-, che c’è di tantu aiuto nelle cuestioni finanziarie, ho riserbato questa Calcolatrice “Cazio” che non ha manco la NASA. E’ una fx – CP400 che da sola fa il lavoro di 100 ragiuneri e chi gli semplificherà 1000 volti il travaglio chi fa pe nuattri”.
“A cumpare Loredano Saponetta -proseguì il Capobastone- voglio inveci regalari il lotto di terreno confinanti con il suo, in modo che ci facci un anghar non solo da tiniri la automobili da rottamari, ma soprattutto per teniri auto con targhi e documenti fasulli, da utilizzari per li necessità della famigghia”.
“Il regalo di Amato -disse stavolta il boss- poiché Quattrocento ha la stissa pratica con li armi da fuoco di Milli Carlucci, è queso pezzo di museo chi ha fatto la storia. Si tratta della famosa Walker PKK, l’arma di Giames Bond e utilizzata da molti genti dei Sirvizi Segreti di ogni nazionalità, nella sparanza chi quando la usa non si spari ‘nti pedi”.
“A Lillino Scisciò -prosegui il Capobastone- chi faci u macellaru, nci portai ‘sti dui ganci d’argentu per ‘mpendiri ìnta cella frigorifera i quarti di vitella o di porcu e, quando mai si prisintasse l’occasioni, puru i nimici da famigghia nostra per farli parlari quando non vonnu”.
“E infini –concluse don Bastiano-, per cumpari Attila Tamburo, chi tanti favuri ‘ndi fici con la sua straordinaria mira a distanza, ‘nci rigalu un’arma chi ‘ndavi n’antefattu. Doviti sapiri ca Beniamin Netaniau, prima di essiri dichiaratu “criminali di guerra” dalla Corti Penali Internazionali, mi schifiiava. Ma dopo cuesta fatto mi ha dichiarato la sua ‘micizia, chiedendomi anche 5.000 caricatori per AK47, che gli ho fatto avere dall’Ucraina e chi gli servinu per sterminari i migliara di palestinesi ancora vivi. Per sdebitarsi, e come atto di comparaggio, mi ha inviato un “Galil” ossia il più famoso fucili da cecchino d’Israeli con calibro 5,56×45. Ed è quello che io ora dono a te Attila, nella spiranza ca il nostro comparaggio non finisci mai.
Quando Don Bastiano finì di parlare e distribuire i regali natalizi, don Aneto Zippola, dopo essersi schiarito la voce disse: “carissimu Don Pantisano, noi vi siamo tutti riconoscenti per la vostra riconosciuta ginirosità e pir ricambiari solo in minima parti i doni chi ci avete fatto, abbiamo pinzato di farvi anche noi tri pensierini chi troverete nel soggiorno”.
“E allora chi ‘spettamu. Andiamo a vidiri chi m’avete portato. -ribatté il Capobastone- E tutti, in fila indiana lo seguirono nella elegante grande stanza, evidentemente arredata da un architetto.
“Il primo -spiegò stavolta Ferryboat- è un “Drone Kamikaze” ‘srailiano e ha una lunghizza di sissanta centimetr, con moderata, ma mortale, carica d’esplosivo e viene ‘tilizzato per attacchi a birsagli spicicifici . Il secundu, inveci, è di fabbricazziona russa, si chiama ZALA Kub-BLA ed ha una lunghezza di 95 cintimetri, me quando colpisci il birsaglio, lo disintegra.”
“Infini -continuò lo stesso Cosimo Trapezio- c’è lo ” Switchblade 300”, prodotto negli Stati Uniti, che ha una lunghezza di soli 30 cintimetri e può essiri lanciato da un tubo portando un micidiale ordigno ‘splodenti”.
“Non so comi ringraziarvi, -disse ammirato Don Bastiano- mi aviti fatto un rigalo accettatissimo, poiché i droni mancavano nel mio ‘rsenale. Ma ditemi: comu mai proprio tri?”.
A rispondere, con un cero imbarazzo, questa volta fu Nacatola: “Don Bastianuzzo, perchì dal trafficanti ‘ndovi li abbiamo comprati faceva l’offerta chi va di mada in chisto periodo: se accattavi due pezzi, il terzo era gratis!”.
Comunque sia, Don Bastiano e Ferryboat, il giorno successivo partirono in nave da crociera per New York, portando in dono all’amici della Famiglia Incomodo olio, vino, ‘nduja, capocollo, soppressate e salsicce stagionate. E già che c’erano, data la mancanza di controlli, decisero di aggiungerci anche un po’ d’artiglieria leggera e pisanti, vecchia e nuova. I due arrivarono, con un giorno di ritardo, giusto il 24 mattina, appena in tempo per il cenone natalizio con i loro ospiti.
Finito la cena luculliana, composta da 11 portate e durata dalle 16 alle 21, i due capobastone, Don Ilio Incomodo e Don Bastiano Pantisano, si misero a giocare a briscola, gioco che prevedeva 5 partite: chi ne vinceva di più aveva riservato il premio natalizio. Il boss di Ardore Marina stracciò l’avversario per 4 a 1 ed ebbe la dovuta ricompensa, consistente in un lancio di fuochi con bersaglio. Così alle 23 e 40 uscirono tutti per vedere come evolveva la vicenda.
Poche ore dopo la mezzanotte del 25 dicembre, ma nettamente in ritardo sui vari siti di informazione, il “New York Daily News” titolò a tutta pagina:
Misterioso missile colpisce Babbo Natale, ora in rianimazione!
Polverizzate le renne ed i giocattoli per i bambini. Il Presidente Biden: è stato il polacco Zielinski per gli aiuti dati dagli USA a Sputin. Trump: ci sono passato vicino col mio aereo, non era un missile, ma un kamikaze messicano che si è fatto lanciare da una fionda! La Befana: se non trovano il colpevole, col cazzo che il sei mi metto in volo con la mia Scopa!
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