Buon 2025 con la prima rubrica dell’anno. Siamo a 25 anni dal concerto di Franco Battiato a Cosenza con 40.000 persone in strada. Si taglia il nastro del primo quarto di secolo del saluto collettivo al Capodanno che anche in Calabria è diventato rito collettivo, rinnovato quest’anno nella città dei Bruzi con il successo di Achille Lauro per la venticinquesima volta di seguito. Dopo l’esordio di Crotone campo centrale quest’anno Reggio Calabria con lo show tv di Raiuno “L’anno che verrà” che è entrato nelle case di molti italiani con numeri alti di audience e share, anche se notiamo che la concorrenza berlusconiana non è più rappresentanza ma cresce negli ascolti, nella visibilità e nella concorrenza. Liorni al posto di Amadeus per uno show che punta sull’usato sicuro di big boomer insieme a qualche timida nuova proposta. Apprezzabile l’omaggio nella sua Reggio Calabria a Mino Reitano ad 80 anni della nascita con omaggio di un medley di tre brani della cantante Alma Manera. E per stare a pensieri calabresi meridiani ho trovato simpatica e controcorrente l’uscita di Nino Frassica che al pubblico ha detto in diretta “Reggio è bella, bellissima: da qualunque punto ti affacci si vede Messina” e chissà in quanti in piazza e in tv hanno pensato “Ma guarda stu buddaci”, che è lo sfottò classico con cui i reggini apostrofano i concittadini di Frassica in ogni derby o occasione che si propone riferendosi ad un pesce dalla bocca aperta e che assegna loro la patente del credulone. Comunque Frassica non ha mancato una “Calabrisella mia” di prammatica. Da direttore artistico io avrei puntato su un miniset di Cecè Barretta che avrebbe incendiato lo Stretto, ma faccio un altro mestiere.
Molto più spazio ha preso ovviamente la mezzanotte con bestemmia in diretta tv di Angelo Sotgiu dei Ricchi e Poveri che con il fuorionda che inveiva contro i poveri fonici per il microfono spento ha conquistato meme e social.
Marco Liorni da buon mezzobusto alla democristiana ha subito detto dal palco : “È volata qualche parola di troppo, chiedo scusa per chi l’ha sentita e si è sentito infastidito”. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza al fonico che ha provocato il simpatico fuoriprogramma che sembra quasi programma. In quanto all’ex biondo dei Ricchi e Poveri faccio presente che con la collega brunetta Angela sono sopravvissuti a ben 47 governi della Repubblica, figurarsi se crollano per una bestemmia.
Comunque, affari d’oro per ristorazione e accoglienza (anche per i locali fuori dall’area concertone) fino all’alba che vedremo se viene intercettata dalle classifiche del buon vivere con minimo sindacale per le polemiche scontate del pauperismo attestati su “Nun me piace il presepe” anche se si esibisse Beyoncé. Ora margherita in mano al presidente Roberto Occhiuto che deve decidere a chi affidare l’anno prossimo l’evento che molti criticano ma che tutti vogliono giustamente avere.
Premierà la sua Cosenza o manderà la carovana che offre immagine e gran ritorno economico al capoluogo Catanzaro? Il sindaco Nicola Fiorita si è portato avanti già con richiesta ufficiale affermando: «Avanziamo per l’ennesima volta alla Regione Calabria e alla RAI la richiesta di ospitare la terza e ultima edizione dell’Anno che Verrà, nel nostro centro storico come prima scelta, facendone così un evento davvero identitario e unificante della Calabria». Perché per Fiorita solo Catanzaro è identitaria e unificante. Da discutere con leggerezza. Il primo cittadino catanzarese ha avuto le sue pesanti polemiche per il Capodanno al risparmio della sua città. Il rapper di Ciampino El Matador nonostante la maglietta giallorossa non ha proprio spaccato, anzi i suoi testi contro la polizia hanno indignato il sindacato degli agenti che avevano chiesto un segno di solidarietà per tre colleghi feriti durante l’inseguimento di un pregiudicato. E qui Fiorita ha dovuto mettere pezze più vistose di quelle di Liorni affermando: “Ci prendiamo le responsabilità per questa scelta che è stata dettata dalla fretta determinata da alcuni intoppi burocratici e chiediamo scusa se il linguaggio dell’artista ha creato disagio e disappunto in alcune fasce di cittadini presenti al concerto”. Tutto in linea con le amministrazioni progressiste come quella di Roma che aveva assoldato Tony Effe senza conoscerne i testi. Ma a chi affidano le direzioni artistiche dei grandi eventi?
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Punto più basso del Capodanno in piazza a Lamezia Terme. Una moltitudine di persone aspettava sul palco Sandy Marton per ballare al ritrovato ritmo di Ibiza e il Dj Provenzano ma dei due artisti neanche l’ombra. Il primo aveva fatto la furbata del doppio ingaggio con il Concertone di Reggio Calabria ma è rimasto impigliato in un cambio di scaletta, l’altro invece si è reso indisponibile “per problemi contrattuali legati al prolungarsi delle procedure amministrative” come hanno comunicato gli organizzatori della serata che almeno sono riusciti a sostituirlo con un noto Dj reperito last minute. Silenzio del sindaco Mascaro che lascia con un insuccesso clamoroso il municipio per aver affidato direttamente per 85000 euro ad un promoter lucano privo di esperienza cinque serate per le feste natalizie. E pensare che in consiglio comunale a Lamezia siede il promotor Ruggero Pegna che si era offerto gratuitamente di adoperarsi per far esibire Paolo Belli e la sua band. Ignorato. I promoter di Francavilla sul Sinni hanno offerto pubblicamente di organizzare a loro spese “una nuova serata, da concordare in base alle esigenze della città e dell’Amministrazione comunale”. Attenti a chi mettete sotto contratto e occhio alle clausole.
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Musica anche il giorno di Capodanno in chiese e teatri di Calabria. Merita evidenza quello del teatro Rendano a Cosenza che ha registrato due sold out in un solo giorno per lo spettacolo dell’Orchestra Sinfonica Bruzia che con 40 orchestrali da conservatorio e cinque splendide voci soliste ha trasformato il teatro di tradizione in discoteca proponendo classici anni 70 e 80 magnificamente raccontati fuori campo dal the voice Mario Tursi Prato. Non sono mancate adeguate coreografie con ballerini, il tutto diretto dal maestro Francesco Perri affidato all’organizzazione perfetta di Annarita Callari che è stata anche maestra di cerimonia al microfono. Microfono preso anche in voce dal sindaco Franz Caruso che non ha resistito alla tentazione di mettere il cappello sopra all’orchestra che ha fatto nascere. Inatteso dal pubblico è giunto un “Aggiusta le buche” italianizzando il celebre grafito dialettale di città “Franz conza si fosse”. Il sindaco con immediata battuta ha replicato: “Sì giusto, se i cittadini pagassero puntualmente le tasse” mostrando rodata verve a sostenere qualunque contestazione insidi il suo voler essere candidato presidente del centrosinistra alla prossime regionali.
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Quando a Casali del Manco intervistando la sindaca Francesca Pisani nel commentare l’ospitalità del comune verso migranti minorenni che restano in paese ho detto “Meglio qui da voi che in Albania” è scattato un applauso spontaneo dalla nutrita platea che mi ha ricordato che in quella comunità l’operato di Rita Pisano e Fausto Gullo non è passato invano. Comunque la sindaca ha avuto modo di illustrare che con il Pnrr nascono 2 mense scolastiche e un asilo nido, è stata varata una navetta sociale per giovani e anziani, gli impianti di risalita a Lorica funzionano, e che a chi apre esercizi commerciali in loco viene “abbonata” la Tari. Per il Comune nato dall’unione di tre municipi i primi 18 mesi di amministrazione molto collegati alle associazioni di territorio mi sembrano un ottimo bilancio, di conclusione e di previsione. Le verifiche all’intervista dell’anno prossimo.
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Lascia dopo dieci anni la sua rubrica di dialogo con i lettori sul Quotidiano della Calabria, Annarosa Macri, quotata giornalista che aveva ricevuto l’incarico dal direttore Matteo Cosenza in un momento difficile del suo rapporto con mamma Rai. Mancherà in quel ruolo una professionista che è stata capace di tenere un dialogo pungente e difficile per un decennio al tempo della grande crisi dei giornali di carta. Trovarsi un pubblico non era facile. Complimenti vivissimi. (redazione@corrierecal.it)
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