CATANZARO «Noi abbiamo fatto e faremo ancora la nostra parte; ma non vogliamo sentirci soli». Non dovete lasciarci soli. La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario non è solo l’occasione di un bilancio, ma è anche un “ponte” per il futuro, non è – o non dovrebbe essere – una mera liturgia – ma è – o dovrebbe essere – anche un momento concreto di operatività. Nelle parole conclusive della relazione della presidente della Corte d’appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, c’è anche la traccia di quello che la giustizia in Calabria chiede e rivendica perché «ha tanto bisogno dello Stato», affinché lo Stato nelle sue articolazioni colmi il vulnus – storico e drammatico – degli organici e delle strutture.
Nella relazione infatti la Epifanio segnala «un dato positivo e incoraggiante, malgrado il persistente rapporto negativo tra risorse umane e materiali disponibili e flussi e carichi di lavoro, sempre notevoli in tutti indistintamente gli uffici del distretto» e cioè il fatto che «in ogni ufficio è stato fatto il massimo per soddisfare le istanze di giustizia provenienti dal territorio, da un territorio che è affamato di legalità e che ha tanto bisogno della presenza dello Stato. Ancorché nuova arrivata nel distretto, so che ciascuno ha fatto la sua parte, con spirito di servizio impegno massimo e lodevole dedizione, e per questo sento l’esigenza di dire ancora una volta il mio grazie convinto e sincero a tutti indistintamente, magistrati, avvocati, forze dell’ordine e, ultimo ma non ultimo, al personale amministrativo di tutti gli uffici, senza il cui imprescindibile supporto la macchina si ferma». Ma non basta non può bastare. La presidente della Corte d’appello di Catanzaro infatti ringrazia anche il Consiglio superiore della Magistratura e il Ministero della Giustizia per quanto finora fatto: «Ma a loro – sostiene – chiedo accoratamente un impegno maggiore per questo nostro grande e problematico distretto».
E la Epifanio scende così nel dettaglio: «Al Consiglio superiore della Magistratura chiedo che si provveda più celermente alla copertura dei posti vacanti: è inaccettabile, solo per fare un esempio, che un posto di grande responsabilità, quale è il posto di presidente del Tribunale di Crotone, a distanza di ben due anni dalla vacanza sia ancora scoperto. Al Ministero della Giustizia – prosegue la presidente della Corte d’appello di Catanzaro – chiedo che si ripensino in aumento le piante organiche dei magistrati degli uffici del distretto, specie del Tribunale di Catanzaro e della Corte di Appello; che si colmino i vuoti di organico del personale amministrativo, stabilizzando anche le posizioni precarie, a cominciare dallo stuolo dei preziosi funzionari addetti all’Ufficio per il processo, e mostrando così attenzione alle persone; che si intervenga quanto più rapidamente possibile per la risoluzione delle problematiche riguardanti la funzionalità dell’applicativo previsto per il processo penale telematico; che si attrezzino adeguatamente le aule dei Tribunali, per evitare trasferte in futuro, e si rendano gli edifici più confortevoli anche dal punto di vista climatico». La giustizia in Calabria merita questo: «Noi abbiamo fatto e faremo ancora la nostra parte; ma non vogliamo sentirci soli. Non dovete lasciarci soli», conclude la Epifanio. (a. cant.)
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