Cosenza calcio, l’ex da Lupo: «Divario culturale con il club. La piazza meriterebbe più rispetto»
Il dirigente è tornato a parlare a quattro mesi dall’addio: «Non tutti si sono comportati in modo professionale». Problemi anche con il tecnico Buscè

COSENZA A distanza di quattro mesi dalla separazione dal Cosenza calcio, Fabio Lupo torna a parlare pubblicamente della sua esperienza in rossoblù. Intervistato dal quotidiano La Città di Salerno, l’ex direttore sportivo ha ricostruito le tappe del suo breve percorso in Calabria, soffermandosi sulle scelte iniziali, sui risultati ottenuti dalla squadra e sui motivi che lo hanno portato a lasciare l’incarico. «Sono arrivato quasi a metà luglio – ha ricordato l’ex ds – c’era già un po’ di ritardo per la programmazione. Mister Buscè è stata una mia scelta. La società mi aveva chiesto di fare un mercato molto equilibrato dal punto di vista economico, preservando uno zoccolo duro della B e aggiungendo qualche ragazzo di categoria. Oggi il Cosenza sta raccogliendo ottimi risultati, al netto della sconfitta interna di lunedì. Poi ci sono state delle frizioni con la proprietà e con lo staff tecnico, non tutti si sono comportati in modo professionale e ho preferito fare un passo indietro. Buscè non si è comportato bene. Per me non c’erano più le condizioni per proseguire, ho avvertito un divario culturale tra me e alcune componenti del club e non riuscivo a lavorare lì. Mi dispiace molto perché parliamo di una piazza importante, secondo me potevo fare un ottimo percorso partendo dalla passione dei cosentini. Una passione che meriterebbe maggiore rispetto: io tifo per loro e spero possa tornare quanto prima in B». Parole forti, quelle di Lupo, che lasciano emergere, e al tempo stesso confermano, un contesto complesso. (redazione@corrierecal.it)
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