La Calabria perde Giancarlo Cauteruccio, maestro della scena teatrale contemporanea
Classe 1956, originario di Marano Marchesato, ha rivoluzionato il linguaggio scenico con Krypton, coniugando teatro, arti visive e tecnologia

COSENZA Si è spento oggi, all’età di 70 anni, Giancarlo Cauteruccio, regista, scenografo e attore tra i più originali e visionari della scena teatrale italiana contemporanea. Nato a Marano Marchesato, nel Cosentino, il 1° luglio 1956, Cauteruccio aveva vissuto e lavorato per molti anni a Firenze. Dopo gli studi in arte e architettura all’Università di Firenze, Cauteruccio aveva intrapreso un percorso creativo che lo aveva portato a imporsi come una delle figure di riferimento della cosiddetta seconda avanguardia teatrale italiana. Negli anni Ottanta aveva fondato a Firenze la compagnia Krypton, destinata a diventare una delle realtà più influenti della nuova scena teatrale nazionale.

Negli ultimi mesi, il regista aveva colpito per un messaggio intenso e carico di umanità affidato ai social in occasione della scomparsa di Ornella Vanoni, artista con cui aveva condiviso un lungo sodalizio umano e professionale: «Ornella cara. Abbiamo lavorato tanto insieme ai grandi tuoi concerti! Tante serate speciali passate insieme e infine la messa in scena di “Femmina Fuoco” nel 2007, il testo bellissimo che Roberto Mussapi ha scritto per te e per me. Oggi, che tu sei partita, mi torna in mente tutto e tutte quelle esperienze con te fuori dal lavoro. Mi torna in mente la tua bellissima casa di Largo Treves, dove “costruivamo” i concerti e dove mi costringevi a fare delle colazioni macrobiotiche, che io odiavo ma che con te, ironica e sorridente, facevo. Oggi sento un grande vuoto, mi mancheranno le telefonate reciproche che ci facevamo e prima di tutto mancherai proprio tu! Tu, grande artista, di grande sensibilità. Ti voglio bene, come tu ne hai sempre voluto a me. Un grande bacio e un grande abbraccio, mia amata amica. E tu, che sapevi e sai ancor più adesso, perdonerai la mia assenza al tuo commiato, tu fa’ come sei io ci fossi. Voglio dirti che nella mia carriera di regista tu sei stata una delle artiste che meglio mi ha alimentato, che meglio mi ha istruito. Grazie Ornella». (redazione@corrierecal.it)
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