Reggio Calabria, Sirna nuovo questore. «Il contrasto alla ‘ndrangheta resta una priorità»
A 62 anni torna nella città che conosce bene, dopo esperienze nelle sezioni Catturandi e Omicidi

REGGIO CALABRIA Paolo Antonino Maria Sirna entra nella sala “Calipari” con passo misurato, stringe le mani, saluta uno a uno i giornalisti. Il clima è sobrio ma cordiale: quello di un ritorno che non ha bisogno di enfasi. A 62 anni, Sirna è ufficialmente il nuovo questore della provincia di Reggio Calabria, una città che conosce bene e che oggi ritrova profondamente diversa rispetto al passato.
Per lui non si tratta di un semplice incarico, ma di un rientro professionale e umano. Anni fa aveva diretto le Sezioni “Catturandi” e Omicidi della Squadra Mobile, incarichi che gli hanno permesso di conoscere da vicino le dinamiche della criminalità organizzata e le fragilità del territorio. Oggi assume la guida dell’intera Questura, coordinando tutte le attività della Polizia di Stato nella provincia.
L’incontro con la stampa nella sala Calipari
Nel corso dell’incontro con la stampa, Sirna si sofferma sul cambiamento vissuto da Reggio Calabria negli ultimi decenni. «Quando ero a Reggio la Questura aveva sede in via Santa Caterina ed erano gli anni difficili dei sequestri di persona. Era un altro periodo storico, molto complesso», ricorda, sottolineando il percorso di evoluzione compiuto dalla città anche sotto il profilo dell’organizzazione dei servizi.
La sicurezza e la legalità restano al centro del suo mandato, ma con un approccio concreto e quotidiano. «Il nostro compito è garantire presenza sul territorio, prevenzione e risposte ai cittadini», spiega, ribadendo l’importanza del lavoro di squadra tra le istituzioni. Sul metodo di lavoro che intende adottare, il questore è chiaro: «Nei prossimi giorni incontrerò tutti i vertici istituzionali per avviare un percorso di collaborazione e offrire la mia piena disponibilità a lavorare in modo sinergico. Ho già avuto modo di sentire telefonicamente il mio predecessore, il questore Salvatore La Rosa, al quale va il mio ringraziamento per il lavoro svolto e per la disponibilità dimostrata».

Una carriera costruita sul campo
Entrato nella Polizia di Stato nel 1988, Sirna ha alternato incarichi investigativi e ruoli di comando, maturando esperienza sia nel Sud che nel Nord Italia. «Dopo l’esperienza a Catanzaro e circa un anno a Torino, una realtà profondamente diversa ma molto formativa dal punto di vista professionale, oggi – dice Siena – mi ritrovo a Reggio Calabria e ho scelto di dedicare qui tutto il mio tempo e il mio impegno.
Catanzaro è stato per me un periodo intenso e significativo, così come Torino. I risultati raggiunti non sono mai il frutto dell’azione di un singolo, ma del lavoro condiviso con tutti gli attori istituzionali.
Mi auguro che Reggio Calabria possa continuare su questo percorso di crescita, contribuendo concretamente al benessere della cittadinanza. Il nostro lavoro è al servizio dei cittadini, con l’obiettivo di migliorare ogni giorno la qualità della vita e rafforzare la fiducia nelle istituzioni».
Un ritorno strategico per Reggio Calabria
Il ritorno di Sirna a Reggio Calabria rappresenta una sintesi tra esperienza investigativa, capacità di gestione operativa e attenzione al rapporto con la comunità. In un territorio dove il contrasto alla ’ndrangheta resta una priorità, il nuovo questore punta su lavoro quotidiano, presenza costante e collaborazione con la magistratura e con i cittadini.
Il passaggio di testimone
Sirna subentra a Salvatore La Rosa, che lascia Reggio Calabria per assumere la guida della Questura di Messina. Un passaggio di testimone improntato alla continuità istituzionale. «La Polizia di Stato non è solo un’istituzione, ma un presidio umano, fatto di ascolto e relazione», conclude il questore. Con il suo insediamento, Reggio Calabria apre una nuova fase nel segno della concretezza e della vicinanza alla comunità. (redazione@corrierecal.it)
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