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la sfida della legalità

Occhiuto: «Contro l’abusivismo servono risorse ma anche rompere con vecchi schemi»

Il presidente della Regione alla presentazione dei dati di Legambiente. «Pensiamo a un fondo di rotazione ma serve rafforzare una nuova cultura politica e amministrativa»

Pubblicato il: 14/01/2026 – 12:06
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Occhiuto: «Contro l’abusivismo servono risorse ma anche rompere con vecchi schemi»

CATANZARO «La Calabria era ed è una regione che purtroppo continua a distinguersi per numerosi casi di abuso del territorio, nonostante sia fortemente esposta al dissesto idrogeologico e agli effetti del cambiamento climatico. Proprio per questo è necessario essere conseguenti e combattere l’abuso del suolo». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo all’incontro in Cittadella per presentare i dati della quarta edizione del rapporto di Legambiente sull’abusivismo edilizio in Calabria, realizzato insieme alla Regione nell’ambito di un protocollo d’intesa avviato nel 2024 e rinnovato nel 2025. «Negli anni scorsi – ha ricordato Occhiuto – sono stati sottoscritti protocolli con Legambiente che stanno iniziando a produrre risultati – e di questo sono felice – con un leggero miglioramento della situazione. Chiaramente si tratta di potenziare gli strumenti a disposizione. Nel passato abbiamo nominato diversi commissari ad acta per procedere alle demolizioni nei Comuni, ma questo evidentemente non basta: bisogna trovare risorse economiche per aiutare i Comuni a eseguire le demolizioni e a smaltire correttamente i materiali. Ma bisogna anche rafforzare una nuova cultura tra gli amministratori locali».

L’idea di un fondo di rotazione

Secondo Occhiuto a volte la macchina delle demolizioni «si blocca per motivi finanziari: abbattere e smaltire costa e i Comuni non sempre dispongono delle risorse necessarie, mentre i fondi nazionali risultano insufficienti. Noi avevamo pensato di istituire un fondo di rotazione dedicato, vediamo di approfondire questo aspetto. Ma in molti casi ci si ferma perché manca il coraggio di andare fino in fondo, perché l’immobile abusivo appartiene spesso a un elettore o a un potenziale elettore, e quindi acquisirlo al patrimonio del Comune o demolirlo ha un costo elettorale. Quando si amministra una regione complessa come la Calabria – ha concluso Occhiuto – bisogna farlo rompendo con schemi che hanno prodotto gravi danni. Ho visto fiumi tombati e costruzioni realizzate sui loro alvei o lungo le sponde. Ma la natura non riconosce questi interventi artificiali: continua a seguire il suo corso e, a ogni evento meteorologico estremo, presenta il conto degli errori commessi dall’uomo».

L’intervento di Montuoro

All’incontro con Legambiente è intervenuto anche l’assessore regionale all’Ambiente e alla legalità Antonio Montuoro, per il quale «c’è in campo un’azione sinergica che per noi è molto utile per cercare di contrastare insieme l’abusivismo edilizio che crea al territorio diversi danni economici e amplificano il dissesto idrogeologico e il consumo di suolo. Per evitare questo abbiamo pubblicato due bandi importanti rivolti ai Comuni per la rinaturalizzazione dei suoli e pe la bonifica di aree degradate per l’abbandono di rifiuti. Noi insomma siamo sul pezzo e vogliamo dare un sostegno forte ai Comuni e ai sindaci calabresi». (a. c.)

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