Il “calvario” della Catanzaro Servizi. Nel buio un raggio di luce: «I lavoratori saranno retribuiti»
Il sindaco Fiorita garantisce: «In questa fase il Comune si sostituisce alla municipalizzata». In vista seduta di Consiglio comunale ad hoc

CATANZARO «Vivo con grande angosciala crisi della nostra partecipata. Una crisi che viene da molto lontano, con debiti importanti accumulati negli anni che siamo riusciti a ridurre (si pensi all’operazione Scacco Matto) ma non a eliminare». Lo scrive il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, nei tradizionali “Pensieri della domenica” su facebook, con riferimento alla situazione della “Catanzaro Servizi”. «Il 10 febbraio davanti al giudice – ricorda Fiorita – verrà valutato il piano di risanamento, predisposto dall’amministratore Tonino De Marco, che conterrà l’affidamento di quattro nuovi servizi (se il consiglio comunale si pronuncerà favorevolmente a questa proposta), l’indicazione di altri servizi in corso di affidamento e un’altra serie di misure che nell’arco di 10 anni dovrebbero consentire il ripianamento della situazione debitoria. Intanto, la pendenza di un pignoramento impedisce a Catanzaro Servizi di pagare gli stipendi. A seguito di lunghe ma necessarie verifiche – sostiene il sindaco – posso preannunciare che il Comune interverrà in questa fase in sostituzione della partecipata e che quindi i lavoratori riceveranno il loro compenso. Come è giusto che sia».
In vista un Consiglio comunale ad hoc
Intanto, come da (non recente) richiesta soprattutto da una parte delle opposizioni, l’”affaire” Catanzaro Servizi – riferiscono fonti di Palazzo De Nobili – potrebbe approdare in Consiglio comunale: la seduta ad hoc potrebbe essere calendarizzata il 26 gennaio. Mentre Azione rincara la dose contro il sindaco Fiorita e la sua amministrazione: «Nel corso dell’irrituale riunione di capigruppo – scrivono Valerio Donato, Gianni Parisi e Stefano Veraldi – è emerso con evidenza come il sindaco Fiorita, titolare della delega alle società partecipate, e l’amministratore unico De Marco non abbiano illustrato una strategia credibile per l’uscita dalla crisi. Nessuna visione adeguata, nessuna idea strutturata, nessun percorso definito. La sensazione netta è stata quella di una riunione convocata non per affrontare seriamente il problema, ma con l’infantile tentativo di scaricare una responsabilità politica sull’intera assise comunale». (c. a.)
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