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Cosenza, a un anno e mezzo dal voto il boom del civismo ha cancellato (per ora) i partiti tradizionali

Non solo De Cicco e i suoi cinque simboli. Anche Giacomo Mancini pensa a una lista: si parte da un progetto sulla sicurezza

Pubblicato il: 19/01/2026 – 17:16
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Cosenza, a un anno e mezzo dal voto il boom del civismo ha cancellato (per ora) i partiti tradizionali

COSENZA La telenovela del rimpasto con i partiti ridotti a sparring partner è l’humus ideale per puntare sul civismo, tanto più dopo il “patto civico” sancito la settimana scorsa tra il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e l’assessore uscente Francesco De Cicco.
Mentre lo stesso De Cicco, unico consigliere regionale di centrosinistra eletto nel capoluogo pur non essendo tesserato ad alcun partito, è già al lavoro sulle liste (i simboli li ha appena pubblicati sui social: Cosenza per il Sociale, Futuro Insieme Cosenza, Cosenza Libera, De Cicco per Cosenza e il movimento Democratici Progressisti Meridionali che a breve aprirà una sede in città), dal centrosinistra si manifesta – ma è una conferma – Giacomo Mancini, membro della direzione del Pd Calabria ed ex parlamentare socialista, allo stato unico candidato sindaco in pectore per le amministrative 2027.
«Mentre il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ottiene dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi l’arrivo in servizio di 118 nuovi agenti della Polizia di stato per potenziare la sicurezza in città, a Cosenza Caruso dimostra l’assoluta incapacità di interlocuzione: nessuna richiesta, nessun confronto, nessuna strategia. È l’ennesima dimostrazione di una guida amministrativa debole e distratta, che lascia la città allo sbando in un momento in cui la sicurezza è diventata una preoccupazione quotidiana per migliaia di cittadini – scrivono in una nota congiunta Mancini e Gianfranco Bonofiglio, responsabile dell’Osservatorio permanente sulla legalità e la trasparenza e Giacomo –. Cosenza vive ormai da tempo in un clima di paura e insofferenza. I furti si moltiplicano, gli episodi di vandalismo e microcriminalità sono all’ordine del giorno, i quartieri si svuotano e cresce la percezione che le istituzioni siano assenti. Caruso brancola incapace di assumersi le proprie responsabilità e di esercitare quel ruolo che spetta al comune nel garantire l’ordine e la vivibilità urbana.  Mai come adesso – continuano Bonofiglio e Mancini – servono decisioni, investimenti e una visione di città e di comunità. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: dobbiamo essere duri contro il crimine e contro le cause del crimine».

Da dove nasce Cosenza Sicura

«È da questa consapevolezza – spiegano – che nasce “Cosenza Sicura”, un progetto serio, moderno e realizzabile, basato su un’idea semplice ma determinante: riportare sicurezza e fiducia nei cittadini, attraverso tecnologia, presenza sul territorio e partecipazione civica. Al centro di questa visione c’è la creazione di una Control Room intelligente della Polizia Locale, un vero e proprio cervello operativo della città, dove confluiranno in tempo reale i dati del sistema di videosorveglianza, le informazioni sul traffico, le segnalazioni d’emergenza e le immagini provenienti dai droni. La novità più significativa sarà l’impiego dell’intelligenza artificiale, che permetterà di analizzare automaticamente immagini e flussi informativi, riconoscendo situazioni anomale, individuando comportamenti sospetti e segnalando alle pattuglie gli interventi urgenti».
«Su questo fronte intendiamo avvalerci  – proseguono Bonofiglio e Mancini – del contributo scientifico e professionale del gruppo di ricerca del professore Gottlob dell’Università della Calabria, un’eccellenza accademica nel campo dell’intelligenza artificiale e delle sue applicazioni alla sicurezza urbana. Il sistema sarà inoltre aperto alla partecipazione attiva dei cittadini, che potranno trasmettere foto, video e segnalazioni direttamente dai propri smartphone, contribuendo così in modo responsabile alla prevenzione. Un modo nuovo di intendere la cittadinanza attiva, non più solo nei quartieri ma anche nel mondo digitale, in cui ogni cittadino diventa parte della rete di sicurezza collettiva».
«Naturalmente, la tecnologia da sola non basta se non è accompagnata da una presenza costante sul territorio. Oggi a Cosenza appena una quindicina di agenti della Polizia Locale operano quotidianamente su strada: troppo pochi per garantire un controllo capillare. È necessario rafforzare gli organici, assumendo nuove risorse e avviando percorsi di formazione specifica che rendano gli agenti pienamente preparati a usare strumenti avanzati come i droni, la geolocalizzazione e le telecamere mobili. Una Polizia Locale moderna, ben equipaggiata e collegata con la Control Room potrà finalmente essere protagonista della sicurezza urbana, non semplice spettatrice».
«Accanto a ciò – proseguono Bonofiglio e Mancini – pensiamo sia essenziale favorire il contatto diretto tra cittadini e istituzioni. Per questo il progetto “Cosenza Sicura” prevede l’installazione di colonnine SOS intelligenti nei punti nevralgici della città per consentire a chi si trovi in pericolo di chiedere aiuto in tempo reale, anche tramite videocomunicazione, connessa direttamente con la centrale operativa della Polizia Locale. È un modo concreto per restituire al cittadino la percezione di vicinanza e protezione da parte delle istituzioni».

Le altre criticità di Cosenza

«Un altro fronte su cui intervenire è quello dell’illuminazione pubblica, oggi insufficiente e mal distribuita. Strade e piazze buie rappresentano un invito per i malintenzionati e aumentano il senso di insicurezza. È urgente programmare una mappatura completa delle aree poco illuminate e avviare un piano di potenziamento con tecnologie moderne, a basso consumo ed elevata resa luminosa. Ridare luce alla città significa ridare sicurezza, prevenire reati e migliorare la qualità della vita» argomentano Mancini e Bonofiglio. «Nel nostro progetto, però, la sicurezza non è solo un fatto tecnico: è anche una questione di coesione sociale. Crediamo che il cittadino debba tornare protagonista del controllo del proprio territorio, e per questo proponiamo l’attivazione del Controllo di Vicinato. Si tratta di gruppi di residenti coordinati, formati e in contatto diretto con la Polizia Locale, che collaborano segnalando comportamenti sospetti o situazioni di degrado. È un modello già adottato con successo in molti comuni italiani, basato sulla partecipazione civica e sulla collaborazione, non sulla vigilanza privata o sulle ronde. Dove il Controllo di Vicinato è stato implementato, i reati sono diminuiti sensibilmente e il senso di comunità è cresciuto».
«Un ruolo rilevante nel progetto “Cosenza Sicura” sarà affidato anche ai pensionati e cittadini over 70, le cosiddette “Pantere Grigie”, che nel pieno delle loro forze potranno contribuire alla sicurezza davanti alle scuole, agli attraversamenti pedonali e nei pressi dei luoghi pubblici più frequentati. È un modello di volontariato civico regolamentato, che restituisce dignità e utilità sociale a persone esperte e attente, in grado di collaborare con le istituzioni e allo stesso tempo garantire un presidio discreto ma efficace nei momenti più delicati della giornata».
«Infine, prevediamo di rafforzare la sinergia con l’Associazione Nazionale Carabinieri, affinché i volontari dell’arma possano presidiare parchi pubblici, aree verdi e zone sensibili, contrastando fenomeni diffusi come l’accattonaggio organizzato e i parcheggiatori abusivi. È un modello già sperimentato altrove, che consente di ampliare la presenza sul territorio senza appesantire i costi del Comune e di riaffermare il principio di legalità e decoro urbano».
«Tutto questo dimostra che un’altra Cosenza è possibile: una città che non si arrende al degrado, che difende i suoi cittadini, che si affida alla competenza invece che all’improvvisazione. Mentre altri sindaci dialogano con lo Stato e portano a casa risultati concreti, Caruso continua a perdere tempo. Noi, al contrario, abbiamo un progetto chiaro, coerente e realizzabile, fondato su innovazione, responsabilità e partecipazione. La sicurezza non è un favore: è un diritto di tutti. “Cosenza Sicura” – concludono Bonofiglio e Mancini – è la risposta che vogliamo dare a una città che chiede dignità, ordine e futuro».

Lo stallo nei partiti tradizionali

Tutti temi a forte impatto sociale, dove la politica politicante conta davvero poco: e anche questo è un dato importante da sottolineare, un modo per avvicinare il lessico ai futuri elettori parlando della loro quotidianità. Per ora Cosenza Sicura è un progetto ma non è peregrino pensarlo collegato a una campagna elettorale più vicina di quanto si pensi.
A proposito di simboli, infine, nell’esplosione di sigle – tutte con la menzione della città nel logo – non è mancato un caso di presunta “appropriazione” indebita fatto notare da Fabrizio Falvo, ex consigliere comunale ed esponente storico della destra cittadina, proprio dopo la conferenza stampa sulla Cosenza Futura” di Caruso e De Cicco, stesso nome dell’associazione di cui lo stesso Falvo fa parte. Una conferma che l’assembramento di sigle in zona civismo è finora l’unica novità del panorama politico bruzio: con buona pace dei partiti tradizionali. (redazione@corrierecal.it)

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