Infrastrutture in Calabria, Celebre: «Tra annunci e cantieri, serve una visione strategica unitaria»
Lo riferisce in una nota Simone Celebre, Segretario Generale Fillea Cgil Calabria

COSENZA Nei prossimi mesi la Calabria sarà interessata da una stagione di cantieri e opere infrastrutturali che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe contribuire a cambiare il volto e la narrazione di questa Regione. Gli interventi sulla SS106, la nuova galleria Santomarco, la Trasversale delle Serre e la rettifica del tratto dell’A2 Cosenza – Altilia rappresentano senza dubbio un segnale positivo, atteso da anni, capace di generare occupazione, sviluppo e migliori condizioni di mobilità. Tuttavia, non possiamo limitarci agli annunci.
Sebbene alcune opere siano già in fase esecutiva e altre prossime all’avvio, la Calabria continua a scontare l’assenza di una visione strategica complessiva. Interventi frammentati e scollegati tra loro non bastano a colmare il divario storico che penalizza il territorio. Serve una scelta politica chiara, che metta al centro il diritto alla mobilità, alla sicurezza e allo sviluppo di tutte le aree, senza esclusione alcuna. La SS106 resta la grande incompiuta calabrese. Un’arteria lunga oltre 400 chilometri che attraversa tre Regioni, ma che solo in Calabria continua a essere una strada insicura, pericolosa e troppo spesso mortale. È inaccettabile che si proceda ancora per piccoli tratti, senza un disegno unitario, lasciando che logiche di breve respiro e centralismo decisionale prevalgano su una pianificazione moderna e funzionale. Nel 2026 non è più tollerabile parlare della “strada della morte” senza assumersi la responsabilità politica di trasformarla in una vera infrastruttura europea: continua, sicura e omogenea da Taranto a Reggio Calabria. Riteniamo pertanto indispensabile che, accanto agli interventi già programmati sui tratti Crotone-Catanzaro e Sibari – Rossano – Coserie, si lavori con determinazione al finanziamento dei segmenti Crotone – Rossano e Catanzaro – Reggio Calabria, garantendo così continuità al corridoio jonico e senso ai flussi di merci e persone lungo l’asse nord-sud. Anche il completamento della Trasversale delle Serre, pur essendo un passo avanti importante, non può essere considerato la panacea per i problemi strutturali della mobilità calabrese. Senza affrontare vertenze storiche come la Bovalino – Bagnara, la Medio Savuto, la Pedemontana della Piana, la Sila – Mare, la Sibari – Sila e la Cosenza – Sibari, la Calabria resterà una Regione divisa, con aree interne marginalizzate e territori condannati all’isolamento. Nel tempo abbiamo assistito a un progressivo depotenziamento dei progetti, che ha trasformato grandi idee di collegamento in semplici tracciati di risalita verso l’interno. Occorre invece recuperare la natura originaria di queste opere, ripensandole come vere “trasversali” capaci di connettere la SS106, l’A2 e la SS18, garantendo intermodalità e sicurezza. Infine, sul tema dell’Alta Velocità, non è accettabile che, dopo aver investito decine di milioni di euro in studi di fattibilità, si rischi di chiudere la discussione senza un confronto reale con i territori e le parti sociali. La Calabria non può essere esclusa dal diritto a una connessione ferroviaria moderna ed efficiente. L’AV non è un capriccio, ma una leva fondamentale di coesione sociale, competitività e riduzione delle disuguaglianze. Per queste ragioni, chiediamo con forza l’apertura di un tavolo permanente di confronto tra Governo, Regione e parti sociali per costruire una strategia infrastrutturale fondata su: Lavoro di qualità e sicurezza nei cantieri; Legalità e trasparenza; Continuità progettuale e giustizia territoriale. La Calabria non ha bisogno di interventi spot, ma di una scelta politica coraggiosa che guardi al futuro e restituisca dignità ai lavoratori, ai cittadini e ai territori». Lo riferisce in una nota Simone Celebre, Segretario Generale Fillea Cgil Calabria.