Lamezia, Doris Lo Moro lascia il gruppo Pd. «L’unità è un valore, ma non a tutti i costi»
L’annuncio a sorpresa dell’ex sindaco di durante una conferenza stampa. Il passaggio nel gruppo misto e la dura critica al centrosinistra cittadino

LAMEZIA TERME «In questa situazione lascio il gruppo del partito democratico». E’ l’annuncio a sorpresa di Doris Lo Moro, consigliere comunale di opposizione di Lamezia Terme. La comunicazione è arrivata questa mattina nel corso di una breve conferenza stampa. Una scelta difficile soprattutto se si tiene conto di quello che – all’interno dei dem – è un vero e proprio cursus honorum, ex sindaco della città della Piana in anni difficilissimi, poi ex consigliere e assessore regionale, ex parlamentare.
E da ultimo candidata a sindaco nelle scorse elezioni amministrative contro la corazzata del centrodestra.
«Mi trovavo davanti a una scelta già compiuta, che meritava di essere motivata in modo serio e approfondito. Non poteva essere liquidata con un comunicato – ha subito sottolineato Doris Lo Moro – e mi è sembrato doveroso farlo anche per rispetto – e consentitemi di dire per gratitudine – verso una stampa attenta, presente sul territorio, che spesso svolge un ruolo di controllo e di stimolo che la politica, a volte, non esercita fino in fondo». «Molto spesso leggo sulla stampa critiche che la politica non fa e raccolgo informazioni che utilizzo anche nel mio ruolo di consigliere comunale. Per questo ho ritenuto giusto questo incontro».
«Non parlo delle crepe nella maggioranza, quelle ci sono dappertutto, sono qui – ha detto Lo Moro – per denunciare invece la situazione nel centrosinistra. Voglio capire: chi sono io? La mia aspirazione è garantire l’opposizione e capire come poterlo fare. Lo stiamo facendo? Io dico di no».
L’analisi di Doris Lo Moro è dura, pungente, schietta «Tenere la coalizione compatta è un valore ma per farlo devo trattare per ogni pratica e soprattutto ingoiare ogni giorno ciò che accade, tra scortesie e molto altro, venendo meno ad un pezzo del mio impegno che è fare politica e, in questo caso, opposizione in modo libero, senza guardarsi le spalle anche dai cosiddetti poteri forti». «Il principio che mi ha guidato prima in campagna elettorale, poi nella formazione delle liste e infine in Consiglio comunale è stato quello di preservare l’unità delle liste e dell’opposizione – ha sottolineato ancora Lo Moro – ed è un principio sacrosanto, ma incontra dei limiti. Se l’unità diventa un alibi che impedisce di fare una sana opposizione, se abbassa il livello dell’azione politica, allora non è più un principio sano».
Poi spazio a quello che definisce un grave episodio ovvero l’esclusione dalle commissioni dall’esponente della minoranza Gennarino Masi. «Non si può ipotizzare localmente un partito che organizza spedizioni punitive», anche perché – altra stoccata – il capogruppo «non ha l’equilibrio giusto per gestire il potere che gli è stato affidato».
La conclusione per Doris Lo Moro è inevitabile «Non posso continuare così, non penso di cambiare casacca, andrò nel gruppo misto e da lì farò la mia battaglia. Non voglio dare adito a giudizi di trasformismo a chi non può permetterselo. Rimango fedele al mio percorso umano e politico ma prendo le distanze da questo PD, con alcuni dei protagonisti anche una distanza umana». Doris Lo Moro ha quindi confermato di continuare a fare opposizione, «quello che dirò in consiglio comunale lo dirò a titolo personale, da onorevole, e lo posso dire forte in un contesto dove si ostentano titoli senza averne neanche diritto. Mi riprendo la mia storia e la mia libertà. È chiaro che questa scelta comporta conseguenze: ho fatto la tessera fino all’anno scorso, non la rinnoverò». (g.curcio@corrierecal.it)
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