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Presunti favori in cambio di soldi, arrestato un dirigente della Polizia stradale nella Locride

L’uomo, sostituto commissario, è accusato di corruzione, concussione e falsità in atto pubblico. Indagate altre 20 persone non appartenente alla Polizia stradale

Pubblicato il: 30/01/2026 – 17:48
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Presunti favori in cambio di soldi, arrestato un dirigente della Polizia stradale nella Locride

REGGIO CALABRIA I militari del Gruppo di Locri della Guardia di finanza hanno arrestato e posto ai domiciliari un sostituto commissario, dirigente del distaccamento di Brancaleone della polizia stradale, con l’accusa di corruzione, concussione e falsità in atto pubblico. L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica. Nell’inchiesta in cui è stato coinvolto il sottufficiale sono indagate altre venti persone non appartenenti alla polizia stradale. Secondo quanto riferisce la Procura di Locri in una nota, l’arresto del sostituto commissario «rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa che è stata sviluppata tramite un’attività di intercettazione telefonica e telematica e plurime acquisizioni documentali. L’indagine ha preso avvio dalla segnalazione da parte di un autotrasportatore alla sezione di Palmi della polizia stradale di un’indebita dazione di denaro consegnata al sostituto commissario che è stato arrestato».

Le indagini

«È stato accertato così, sulla scorta delle attuali e provvisorie acquisizioni investigative, in termini di gravità indiziaria, che il pubblico ufficiale, abusando della propria qualifica e del ruolo di dirigente del distaccamento di Brancaleone della polizia stradale, violava sistematicamente i doveri d’ufficio, inducendo, tra l’altro, i titolari di alcune imprese di autotrasporto a promettergli somme di denaro in cambio di favori indebiti, tra cui la possibilità per gli autisti di continuare a guidare nonostante il ritiro della patente, avvalendosi anche delle indicazioni da lui fornite sui metodi per eludere eventuali controlli su strada». Sempre secondo quanto è detto nella nota della Procura, «è stato accertato, sempre in termini di gravità indiziaria, che l’indagato comunicava preventivamente i turni di servizio di altri operatori di polizia, ometteva l’inserimento di verbali di ritiro patente nella banca dati in uso alle forze dell’ordine e, in più occasioni, prospettava a soggetti controllati la possibilità di evitare sanzioni, decurtazione di punti e provvedimenti restrittivi tramite il pagamento diretto di somme di denaro in contanti». (Ansa)

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