Semaforo sempre rosso per l’accesso agli atti. L’”impenetrabile” Comune di Catanzaro
Diverse richieste dai banchi dell’opposizione finora non hanno trovato riscontro: «Perché l’amministrazione non risponde?»

CATANZARO Un Comune “inaccessibile”? Dalla gestione delle politiche ambientali a tante altre criticità, sono diverse le richieste di accesso agli atti amministrativi di Palazzo De Nobili che dai banchi dell’opposizione a Palazzo De Nobili – in particolare dal gruppo di Azione – sono partite negli ultimi anni, richieste in genere inevase. Secondo un calcolo sommario degli stessi protagonisti, questo sarebbe successo una decina di volte. L’ultima denuncia da parte del consigliere comunale di Azione, Stefano Veraldi, insieme al collega calendiano Gianni Parisi e a Valerio Donato oggi capogruppo di Rinascita, risale a inizio del 2026, dopo le feste di Natale, con una nota nella quale stigmatizzano l’ennesima occasione nella quale si sono scontrati con il muro eretto dall’amministrazione con riferimento alla richiesta di chiarezza sull’attività della Sieco, la società che a Catanzaro gestisce i servizi di igiene urbana e la raccolta differenziata dei rifiuti, spesso finita nell’occhio del ciclone per disservizi e non solo. L’ultima di una lunga serie di denunce e di richieste d’accesso agli atti che non hanno avuto riscontro. Un’altra «violazione dell’espletamento del mandato di consigliere comunale perpetrata nonostante il regolamento che disciplina l’accesso ai documenti amministrativi sia in vigore sin dal 2002», dicono dall’opposizione.
La denuncia sui social
E oggi su social, con tanto di foto di una richiesta di accesso relativa alla Sieco non riscontrata, Veraldi rincara la dose: «Questa è l’amministrazione Fiorita! Negati documenti richiesti da oltre un anno. Perché il Comune non risponde? Ha qualcosa da nascondere? Nemmeno i solleciti al segretario comunale… hanno prodotto risultati. È evidente che si preferisce tutelare le ditte private invece dei cittadini. Ribadisco – scrive ancora Veraldi – che questo sindaco incapace va mandato a casa al fine di ripristinare la dignità degli organi istituzionali democraticamente eletti, che invece vengono costantemente violentati, oltraggiati e vilipesi per difendere prebende e amici degli amici. Vergogna». (c. a.)
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