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Cosenza, il procuratore Capomolla: «La presenza accertata di Shaboo e Fentanyl è un dato allarmante»

L’incontro questa mattina con gli studenti cosentini. «Si tende a ridurre la pericolosità dell’uso delle droghe leggere»

Pubblicato il: 04/02/2026 – 11:07
di Fabio Benincasa
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Cosenza, il procuratore Capomolla: «La presenza accertata di Shaboo e Fentanyl è un dato allarmante»

COSENZA «A fronte della facilità con cui ci si procura le sostanze, più del 40% di chi ne fa uso ritiene di poterle acquisire in strada, mentre circa un quinto lo farebbe tramite Internet». E’ quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia. Nella complessità della lotta alle droghe e alle dipendenze, si inseriscono le “nuove” sostanze a cominciare dallo Shaboo e dal Fentanyl: entrambe hanno fatto recentemente capolino anche in Calabria. Il procuratore di Cosenza, Vincenzo Capomolla, ha incontrato i giovani studenti cosentini, nel corso di una iniziativa ospitata dall’istituto Misasi a Cosenza. Un momento di confronto necessario per mettere in guardia gli adolescenti sui rischi derivati e derivanti dall’assunzione di sostanze, anche “leggere”.

L’operazione di sensibilizzazione

«È importante ogni occasione per sottolineare quanti rischi si corrono in tema di riduzione della percezione del pericolo dall’uso della sostanza stupefacente. Perché si rischia di trasmettere messaggi negativi soprattutto ai ragazzi, da tutelare in questa fase nel modo più appropriato», sostiene ai nostri microfoni il procuratore Capomolla. «Penso sia importante avere questo rapporto con i più giovani, con gli studenti, proprio per tramettere loro – per quanto possibile – l’esperienza dei soggetti più adulti e poi le conoscenze maturate nelle rispettive esperienze professionali e dedicate al contrasto al consumo, alla diffusione delle sostanze stupefacenti». 

Il fascino del proibito

I più giovani subiscono evidentemente il fascino del proibito, e questo non riguarda solo l’assunzione di droghe. «Penso che in questo momento ci siano messaggi fuorvianti – sottolinea il procuratore di Cosenza al Corriere della Calabria – e ci sia una riduzione della percezione del rischio dell’uso della sostanza stupefacente. Si trasmettono messaggi di normalizzazione e quasi di assuefazione anche ai luoghi in cui lo spaccio di sostanza stupefacente avviene. Si tende a ridurre la pericolosità dell’uso di talune sostanze, le cosiddette droghe leggere, a presentare come delle banalità l’uso di queste sostanze, quasi ad ostentare anche delle trasgressioni giovanili». «Messaggi di questo tipo – prosegue – sono negativi proprio perché non consentono ai giovani di comprendere quanto invece sia pericoloso l’uso di qualunque sostanza stupefacente, soprattutto in una realtà – come quella attuale – in cui le cosiddette droghe leggere presentano delle caratteristiche molto diverse rispetto a qualche decennio fa, con un principio attivo estremamente alto e di conseguenza con effetti negativi che sono di tutta evidenza».

Il pericolo della diffusione di droghe sintetiche

Un ulteriore campanello d’allarme è dettato dalla diffusione e in alcuni casi dell’arrivo in Calabria di pericolose droghe sintetiche. Il riferimento è al recente rinvenimento al termine di operazioni di sequestro della Shaboo e del Fentanyl in provincia di Cosenza. «Le droghe sintetiche presentano dei profili di pericolosità estremamente elevati, intanto perché sono economicamente più accessibili e poi perché cambiano continuamente la loro composizione e intercettarle richiede un esercizio estremamente impegnativo». Secondo il procuratore Vincenzo Capomolla, «le statistiche non ci consegnano un uso estremamente diffuso di queste sostanze, tuttavia i segnali sono allarmanti perché recentemente è stata sequestrata la Shaboo che è una di queste sostanze diffusa nelle comunità asiatiche, così come qualche tempo fa si è accertata – in alcune analisi di soggetti in cura presso il Serd – la contaminazione con Fentanyl». «L’attenzione – chiosa il procuratore – deve essere alta rispetto al consumo delle metanfetamine, degli oppioidi e delle sintetiche». (f.benincasa@corrierecalabria.it)


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