Tumori, Tassone: «Calabria all’avanguardia nella gestione oncologica»
L’oncologo nella Giornata mondiale contro il cancro ribadisce l’importanza della prevenzione e aggiunge: «Sfatiamo i luoghi comuni, ci si può curare in Calabria»

«In Calabria ci si ammala di meno di tumori rispetto alle regioni del Nord, ma abbiamo una scarsissima aderenza allo screening oncologico». A fotografare la situazione è Pierfrancesco Tassone, direttore dell’Unità complessa di oncologia medica all’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, ospite al Tgr “Buongiorno Regione” per la Giornata mondiale contro il cancro. «Stiamo vivendo un incremento significato nelle neoplasie» afferma Tassone. «A livello internazionale ci aspettiamo circa 11 milioni di casi in più entro il 2040. Per questo dobbiamo intercettare il più possibile questa malattia». Ma ci sono anche buone notizie: «Le neoplasie oggi si curano e la metà dei pazienti guarisce, c’è ancora un alto tasso di mortalità ma il quadro sta migliorando nel corso degli anni».
La situazione in Calabria
Il segreto, spiega Tassone, è sempre la prevenzione: «Dobbiamo dare molta attenzione alla prevenzione primarie, ovvero rimuovere tutte quelle cause che possono elevare il rischio di tumore, come il fumo e il consumo di alcol, tutte condizioni che se modificare possono avere un impatto del 40% in termini di prevenzione. Nello stesso periodo del Covid abbiamo registrato la stessa mortalità in termini generici solo per i fumatori. Il fumo può ridurre una media di 14 anni di vita, mentre non esiste un limite sicuro nell’uso di alcol. Per questo una vita sana può avere un impatto significativo». Ma anche la prevenzione secondaria è importante, ovvero intercettare la malattia in tempo, anche se in Calabria «abbiamo una scarsissima aderenza agli screening e questo è un richiamo che va fatto alla popolazione». Tassone, infine, invita a credere nella sanità calabrese: «Ci si può curare in Calabria. Abbiamo uno standard della gestione della patologia oncologica in linea con quello nazionale. Infatti si sta registrando una riduzione del fenomeno di migrazione. La Calabria, ad esempio, è in grado di erogare tutte le terapie con farmaci innovativi e questo è un punto di forza della nostra regione. Dobbiamo sfatare alcuni luoghi comuni perché oggi la Calabria è al passo con le altre regioni».
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