La “banca dell’oro”, truffa da 700 mila euro: a processo un gioielliere cosentino
Avrebbe convinto le vittime a investire ingenti capitali. La prima udienza è fissata ad Aprile 2026

COSENZA Era novembre 2024 quando la Guardia di Finanza scoprì una presunta maxi truffa da 700mila euro ai danni di decine di professionisti cosentini. A orchestrarla, sarebbe stato un gioielliere del Cosentino, il quale – spacciandosi per imprenditore finanziario – avrebbe convinto le vittime a investire dei capitali in una fantomatica “banca dell’oro”, nella realtà inesistente, con sede a Botricello. Dalle indagini svolte dalla Guardia di Finanza a seguito della denuncia sporta, a settembre 2021, da uno dei professionisti truffati, difeso dall’avvocato Sabrina Rondinelli, e coordinate dal pm Rossella Torrusio, è emerso come il gioielliere avesse intascato per sé ingenti somme di denaro, falsificando cambiali e promettendo addirittura lingotti d’oro. A distanza di oltre un anno, il gup del tribunale di Cosenza – Francesca De Vuono – ha deciso per il rinvio a giudizio dell’imputato che ora dovrà difendersi in aula dalle accuse mosse. La prima udienza è fissata ad Aprile 2026.
Il presunto raggiro
In una occasione, una donna avrebbe consegnato all’indagato 56.000 euro ricevendone 20.000 come somma di un presunto guadagno in realtà mai realizzato. Analoga sorte sarebbe toccata ad un uomo che – convinto dell’affare legato all’investimento nella banca dei metalli – avrebbe consegnato al professionista circa 40.000 euro ricevendo in cambio un’esiguo “guadagno” pari a 3.000 euro. In un’altra occasione, come emerge dagli episodi elencati ed annotati dall’accusa, l’indagato avrebbe addirittura consegnato una cambiale in bianco come garanzia del credito vantato dalla parte offesa, convincendo quest’ultima a consegnare una somma pari a 18.000 euro. Alle somme identificate come «ingiusti profitti» occorre aggiungere 60.000 e 53.000 euro versati da due presunte vittime del raggiro. La somma più alta ottenuta dall’indagato ammonta a 73.748 euro, consegnati da una delle donne convinte dai vantaggi di un affare mai concretizzatosi. (f.benincasa@corrierecal.it)
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