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Il presunto favoreggiamento

L’omicidio Muzzupappa e la rete per proteggere Megna: chiesto il processo per 7 persone – NOMI

Telecamere rimosse, dichiarazioni ritenute mendaci e rifugi tra Nicotera, Monte Poro e Vibo Valentia: la Procura contesta il favoreggiamento personale

Pubblicato il: 10/02/2026 – 16:14
di Giorgio Curcio
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L’omicidio Muzzupappa e la rete per proteggere Megna: chiesto il processo per 7 persone – NOMI

VIBO VALENTIA Una rete di protezione che, secondo la Procura di Vibo Valentia, si sarebbe attivata immediatamente per aiutare il presunto autore dell’omicidio a sottrarsi alle indagini. Sono queste le accuse rivolte a sette indagati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio: Francesco Congiusti (1979), Angelo Carrieri (1998), Emanuele Carrieri (2004), Fortunato Gurzì (2001), Pantaleone Lentini (1989), Costantino Emanuele Panetta (1984), Gennaro Borzì (1988).

L’omicidio Muzzupappa

Il contesto, innanzitutto: i fatti si riferiscono all’omicidio di Giuseppe Muzzupappa, avvenuto il 26 novembre 2022 all’interno del Bar Planet di Nicotera Marina. Per l’accusa, i sette indagati avrebbero, a vario titolo, aiutato Pasquale Megna a sottrarsi alle investigazioni, tentando di depistare gli inquirenti e i carabinieri attraverso una serie di condotte ritenute funzionali alla fuga: telecamere rimosse, versioni giudicate mendaci, rifugi messi a disposizione tra Nicotera, Monte Poro e Vibo Valentia.

La “rete” per proteggere Megna

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nei momenti immediatamente successivi al delitto sarebbe stato rimosso l’impianto di videosorveglianza presente all’interno del bar, così da impedirne l’acquisizione a fini investigativi. In altri casi, alcuni degli indagati – escussi come persone informate sui fatti – avrebbero fornito dichiarazioni ritenute non veritiere, sostenendo di non essere presenti al momento dell’agguato o di non aver assistito ai fatti. Altri ancora avrebbero accompagnato Megna negli spostamenti successivi all’omicidio, fornendogli ospitalità tra Nicotera, Monte Poro e Vibo Valentia, mettendo a disposizione abitazioni private e garantendo assistenza materiale anche nei giorni immediatamente successivi al delitto.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati:
Maurizio Prestia, Paolo Villelli, Francesco Pagano, Francesco Schimio, Francesco Capria e Sabatino Falduto. (g.curcio@corrierecal.it)

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