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la polemica

«Sulle aree industriali calabresi, sul loro necessario riammodernamento e sulla gestione serve chiarezza»

Anche Unindustria contesta la richiesta di pagamento di vecchi corrispettivi da parte del Corap. Caputo sostiene la posizione delle imprese

Pubblicato il: 11/02/2026 – 18:30
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«Sulle aree industriali calabresi, sul loro necessario riammodernamento e sulla gestione serve chiarezza»

LAMEZIA TERME Continua a far discutere e a suscitare polemiche l’atto con cui il commissario liquidatore del Corap ha scritto a imprese insediate nelle aree industriali calabresi chiedendo il pagamento dei corrispettivi dovuti per oneri consortili riguardanti gli anni dal 2019 al 2025. Dopo LameziaEuropa interviene anche Unindustria Calabria: “Sulle aree industriali calabresi, sul loro necessario riammodernamento e sulla gestione serve chiarezza”, afferma in una nota Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, “alla luce delle ormai note criticità che il sistema confindustriale calabrese non manca di sottolineare da anni e delle vibranti proteste che giungono dalle imprese insediate nelle aree industriali regionali”. “Unindustria – prosegue – continua a sostenere con forza l’esigenza di intervenire affinché le aree industriali calabresi siano sì capaci di richiamare investimenti e capitali da fuori regione, ma che siano anche in grado di sostenere le imprese calabresi che con fiducia e coraggio hanno scelto di investire per lo sviluppo sociale ed economico della Calabria”. Per Unindustria c’è il rischio “che il Corap, organismo regionale da tempo in liquidazione, metta a repentaglio la sopravvivenza delle imprese calabresi insediate nelle aree industriali. Il motivo è legato alla richiesta fatta pervenire dall’ente alle imprese con cui si intima il pagamento di somme ingenti legate al costo dei servizi sulle aree industriali”. “C’è un problema a cui bisogna trovare una soluzione. Secondo quanto riferiscono le imprese insediate – spiega Ferrara – non solo tali somme non sarebbero mai state richieste loro prima d’ora quanto, addirittura, nel corso degli anni, non sarebbero neanche state emesse le necessarie fatture relative a tali servizi. Per di più i servizi per i quali il Corap richiede i pagamenti, a detta delle imprese, non sarebbero stati erogati. Inoltre, non si può non sottolineare come tali richieste arrivino proprio mentre le imprese insediate stanno dimostrando, numeri alla mano, di avere margini operativi e di crescita significativi. Come diciamo da tempo, insomma, è necessario rendere efficienti e accoglienti le aree industriali e i servizi ad esse connessi perché ciò attiene alle condizioni di contesto su cui è necessario investire per migliorare la capacità attrattiva della Calabria e per dare sostegno allo sviluppo produttivo ed economico regionale”. “Mentre la nuova agenzia regionale, l’Arsai, intende procedere nella direzione della riqualificazione delle aree e dei servizi, dando vita all’auspicata nuova stagione nella gestione delle aree industriali, il vecchio Corap rischia di compromettere la sopravvivenza delle imprese che già operano nelle aree facendo venire meno proprio quei benefici alle imprese che sono il cuore del valore aggiunto delle aree industriali. A questo punto – conclude Ferrara – è imperativo che sia fatta chiarezza sulle vicende amministrative che impattano sulla capacità produttiva delle imprese affinché si sgombri il campo da limiti e criticità che rischiano di compromettere lo sviluppo dello strumento delle aree industriali ancor prima che le stesse possano essere oggetto della necessaria e urgente riqualificazione”. 

La nota di Caputo

“Raccolgo con grande attenzione le preoccupazioni degli imprenditori che hanno ricevuto dal Corap le richieste di pagamento dei corrispettivi relativi agli ultimi cinque anni per le attività insediate nelle aree industriali della Calabria”, dice a sua volta in una nota il consigliere regionale Pierluigi Caputo, Capogruppo della lista Occhiuto Presidente. “Non è accettabile – prosegue Caputo – che oggi si chiedano alle imprese somme significative per prestazioni che, nei fatti, non risultano essere state rese in maniera continuativa ed efficace. È necessario agire con equilibrio, responsabilità e soprattutto nel rispetto di chi ogni giorno investe, produce e garantisce occupazione sul nostro territorio. Ricordo che la liquidazione coatta amministrativa del Corap, avviata nel 2021, nacque proprio dall’esigenza di porre fine a una lunga fase di criticità e di abbandono delle aree industriali calabresi, restituendo ordine e prospettiva a contesti strategici per lo sviluppo regionale. In questa direzione si colloca anche la legge approvata nel 2024 dalla maggioranza di centrodestra per istituire l’Agenzia regionale per lo sviluppo delle aree industriali e l’attrazione di investimenti (Arsai), uno strumento fortemente voluto per rilanciare infrastrutture, servizi e capacità di attrarre investitori qualificati. La Giunta regionale, lo scorso 30 dicembre, ha fissato al 1° marzo l’avvio dell’operatività di Arsai: un passaggio fondamentale per segnare una discontinuità concreta rispetto al passato e cancellare anni di inefficienze che abbiamo ereditato. L’obiettivo è chiaro: rendere le aree industriali calabresi competitive, organizzate e attrattive, non certo gravarle di incertezze e contenziosi. Le aziende insediate nelle aree industriali rappresentano un presidio economico e occupazionale essenziale per l’intera Calabria. In una fase storica già complessa per il tessuto produttivo, imporre oneri retroattivi, privi di un’adeguata e puntuale motivazione, rischia di compromettere equilibri economici e livelli occupazionali. Per queste ragioni – conclude Caputo – rinnovo l’invito al Commissario liquidatore del Corap a ritirare il provvedimento e ad aprire un confronto trasparente e istituzionale con le imprese e con la Regione, al fine di verificare ogni aspetto amministrativo e giuridico della vicenda”. (redazione@corrierecal.it)

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