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dibattito infuocato

Riforma della giustizia, divampa la polemica: «Gravissime le parole del procuratore Gratteri»

Dure reazioni dal fronte del Sì all’intervista del procuratore di Napoli al Corriere della Calabria

Pubblicato il: 12/02/2026 – 16:56
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Riforma della giustizia, divampa la polemica: «Gravissime le parole del procuratore Gratteri»

ROMA “Sono una persona perbene, non sono massone, non sono indagato e non sono imputato, non faccio parte di alcun centro di potere. E voterò convintamente Sì al referendum sulla riforma della giustizia. Le parole del procuratore Nicola Gratteri sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offendono milioni di italiani”. Lo scrive su X il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, con riferimento alle parole espresse dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, in un’intervista al Corriere della Calabria.
Diverse le repliche a Gratteri battute dalle agenzie di stampa nazionali. Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, afferma: “Sul referendum ho sempre auspicato un dibattito sereno, un confronto civile tra le diverse posizioni. Rimango pertanto basito dalla grave dichiarazione rilasciata dal Procuratore Nicola Gratteri che in una intervista ha sostenuto che ‘a votare Si saranno indagati, imputati, la massoneria deviata e i centri di potere’. Gratteri ricopre un incarico molto importante e la sua affermazione oltre ad essere priva di verità, offende milioni di cittadini che non voteranno come lui. Mi auguro possa tornare sui suoi passi anche perché la sua dichiarazione fa alzare e di parecchio i toni dello scontro politico”.
Il vicepresidente della Camera, deputato di Forza Italia, Cesare Mulè, osserva: “E insomma: arrestateci tutti, signor procuratore Gratteri. Prepari milioni di pagine da riempire nel registro degli indagati dove saranno elencati i milioni di cittadini perbene che con il loro ‘sì’ approveranno la riforma costituzionale che servirà anche ad evitare che pubblici ministeri asini di democrazia e rispetto delle persone siano collocati in ruoli di straordinaria delicatezza istituzionale. E saranno milioni di cittadini liberi, totalmente liberi rispetto alla schiavitù dell’ideologia che tiene prigioniero il procuratore Gratteri”.
Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia: “Sono davvero sconcertato dalle parole pronunciate da Nicola Gratteri. Si tratta di affermazioni estremamente gravi, che infangano la Calabria e che gettano un’ombra ingiusta su un’intera comunità. Non ho mai nascosto la mia considerazione nei confronti dell’attuale Procuratore della Repubblica di Napoli e non dimentico la collaborazione istituzionale avuta negli anni in cui ha operato in Calabria, quando insieme abbiamo lavorato nell’interesse del nostro territorio. Proprio per questo mi risulta ancora più difficile comprendere il senso di dichiarazioni che finiscono per insultare, in modo improprio, migliaia di cittadini. Ci sono tantissimi calabresi perbene – me compreso – che voteranno ‘sì’ al referendum, perché vogliono una giustizia più giusta, più efficiente e meno politicizzata, e perché giudicano becere e pericolose le tesi giustizialiste per le quali ‘indagato’ è sinonimo di ‘colpevole’. Basta, quindi. Ridurre, con questi toni, il confronto a una contrapposizione morale tra ’buoni” e ’cattivi’ non aiuta nessuno e non rende un servizio né alla Calabria né all’Italia”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, osserva: “Gravissime le parole del procuratore Gratteri che per sostenere il No in un’intervista ha dichiarato testualmente che voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente. Dichiarazioni indegne da parte di chi dovrebbe rappresentare la magistratura. Mi auguro che le Istituzioni, la magistratura, il Comitato per il No e le altre forze politiche condannino e prendano le distanze da questa assurda criminalizzazione di chi la pensa diversamente”.
“Ho sempre rispettato il mio corregionale Nicola Gratteri ma – ha sostenuto Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di FdI alla Camera dire che a votare Si saranno indagati e massoneria deviata e che le persone perbene voteranno No è inaccettabile: è evidente che ha perso serenità ed è entrato troppo nel ruolo politico. Intanto, le persone indagate sono innocenti se ancora vige la Costituzione repubblicana. Poi, sarebbe curioso sapere dove si trova la massoneria deviata. Questa narrazione mitologica non fa bene al dibattito. Ci chiamano continuamente piduisti ed eversivi e questo linguaggio se viene da un alto magistrato non è compatibile con quella civiltà a cui tutti siamo tenuti. Le persone perbene voteranno Si e No. Fare divisioni e differenze è veramente fuori dal mondo”.
In un post pubblicato sui canali social, ripreso dall’Agi, il Comitato nazionale “Sì Riforma” scrive: “Caro Gratteri, la invitiamo a chiedere scusa immediatamente ai milioni di italiani che voteranno Sì, compresi tutti i membri di questo comitato, tra i quali vi sono tanti magistrati suoi colleghi. Nessuno, lei compreso, è detentore della moralità e dell’etica pubblica. Questa presunzione di superiorità morale è francamente insopportabile. Confidiamo che, come al solito – scrive il Comitato nel post – messaggi di questo tipo spingano ancor di più gli italiani a votare per dimostrare che per esprimere il loro voto non hanno bisogno di una patente da parte vostra. Siamo tutti abbastanza grandi e informati. Grazie. Noi votiamo orgogliosamente Sì! Questa volta il giudice sei tu. Non Gratteri”.
In una nota il senatore di Fratelli d’Italia Salvo Sallemi, componente della commissione Giustizia, ha sostenuto: “Credo che il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, debba chiedere scusa per le sue vergognose accuse agli italiani che voteranno Sì al referendum sulla giustizia. Definirli in modo sprezzante ‘imputanti’, ‘indagati’, persino componenti di una ‘massoneria deviata’ è estremamente oltraggioso. La dialettica politica, anche aspra, è legittima, ma mai deve trascendere in questo tipo di polemica triviale e offensiva. Un magistrato tanto importante dovrebbe saperlo e ponderare le parole”.
Per Elisabetta Gardini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, “le parole pronunciate da Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, sono gravissime e indegne di chi dovrebbe rappresentare la magistratura. Siamo al livello più basso di una propaganda per il No fatta di fake news e di tentativi di criminalizzare il fronte del Sì. Non è ammissibile che un magistrato tenti di screditare chi la pensa diversamente. Il confronto sul referendum deve rimanere civile e rispettoso, senza ricorrere a accuse infondate o intimidazioni, per questo attendiamo che tutte le istituzioni prendano le distanze da queste dichiarazioni”. 
Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, dichiara:  “La paura della probabile sconfitta al referendum sulla giustizia rende i promotori del No particolarmente disorientati, aggressivi e talora fuori da ogni ragionevolezza. Il procuratore Nicola Gratteri arriva a sostenere che ‘le persone perbene’ voteranno Sì, mentre ‘gli imputati, gli indagati, la massoneria deviata’ voteranno No. È indecente, è una mancanza di rispetto nei confronti di milioni di cittadini italiani che alza il livello dello scontro della campagna referendaria. Sono parole che insultano tanti irreprensibili magistrati, illustri giuristi anche di sinistra, come Augusto Barbera, Cesare Salvi e molti altri. Ritengo oltremodo grave che al clima avvelenato contribuisca un Procuratore della Repubblica. Tali spropositi confermano la necessità di questa riforma che rende il giudice pienamente terzo e indipendente, come vuole la Costituzione”.
Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia, rileva:  “Siamo sempre più allibiti dal livello infimo che sta raggiungendo la campagna per il No al Referendum. Il dottor Gratteri, ormai arruolato come militante di questa sinistra tutta fake news e strumentalizzazioni, arriva al punto di insultare per delegittimare chi voterà per il Sì. Indagati, imputati e massoneria, secondo il magistrato, sarebbero i votanti del Sì. E’ sconcertante che un rappresentante della magistratura si abbassi a tale livello di propaganda, raccontando falsità che non rendono onore alla toga da lui indossata. Auspichiamo una presa di distanza netta delle opposizioni e di tutta la magistratura da queste gravi dichiarazioni, sperando si possa arrivare a un confronto leale e costruttivo sul merito della riforma, sempre che la sinistra ne sia capace”.
il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, sostiene: “Le parole del procuratore Gratteri sono sconcertanti. Dividere gli italiani tra persone ‘per bene’ e presunti delinquenti sulla base della loro scelta al referendum è un atto di delegittimazione grave e inaccettabile. Chi voterà Sì non è un indagato né un complice dei poteri occulti: è un cittadino che esercita legittimamente un diritto costituzionale. Magari con l’obiettivo, sempre se Gratteri consente, di rendere la giustizia migliore. Attribuire a milioni di italiani etichette infamanti significa ‘sporcare’ il confronto. Nessuno può arrogarsi il diritto di stabilire chi sia ‘per bene’ in cabina elettorale. La legalità, poi, non è patrimonio esclusivo del procuratore Gratteri, al quale dico: ai ‘Pm protagonisti’ abbiamo già pagato un pesante tributo un po’ di anni fa, e non si sente affatto il bisogno di nuovi emuli, fuori tempo massimo”.
Sui social il segretario di Azione, Carlo Calenda, scrive: “Le parole di Gratteri sono di una gravità incredibile. Voterò Sì al referendum, ma non mi verrebbe mai in mente di catalogare chi farà una scelta diversa in questo modo indegno”.
Anche per il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi “Nicola Gratteri è un magistrato stimato e con una importante storia di impegno per la legalità e proprio per questo le sue affermazioni sembrano ‘parole dal sen fuggite’: distinguere chi è per bene dai delinquenti in base al voto referendario è offensivo nei confronti di milioni di persone, oltre che essere una sciocchezza sesquipedale. Gratteri dovrebbe scusarsi per quanto detto. Sarebbe grave se lui ed i comitati del no davvero pensassero una cosa del genere”.
Duro comunicato da parte dell’Unione Camere Penali: “L’affermazione del dott. Nicola Gratteri, secondo cui voterebbero per il “No” le “persone perbene” e per il “Sì” indagati, imputati e poteri deviati, non è un’opinione: è un insulto. Riduce milioni di cittadini a una categoria di sospetti e li dipinge come moralmente indegni solo per la loro scelta di voto. Qui si è oltrepassato il limite. Un magistrato, per il ruolo che ricopre – prosegue la nota – non può permettersi parole che dividono, diffamano e deformano la realtà. Non è libertà di espressione: è delegittimazione del pluralismo. E quando simili esternazioni provengono da chi amministra la giustizia, il danno non è personale ma istituzionale, perché incrina la credibilità dell’intera magistratura. Le consuete iperboli retoriche del dott. Gratteri sono note. Ma dopo le false affermazioni attribuite al dott. Giovanni Falcone, questa ennesima forzatura appare come una recidiva che inquina il confronto elettorale con disinformazione e allarmismo. È il volgare attacco di chi non ha argomenti, un moralismo antipluralista che svuota il confronto democratico e sostituisce il merito delle idee con la delegittimazione personale. Non è dibattito: è greve propaganda. Per questo ci auguriamo un richiamo da parte del Presidente della Repubblica, quale garante dell’equilibrio istituzionale e Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, a tornare nell’alveo di un conforto rispettoso sul merito della della riforma.
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana chiede che il dibattito torni ad essere sobrio e costruttivo: “Sono stupito e dispiaciuto dalle recenti parole del procuratore Nicola Gratteri. Rinnovo il mio appello affinché il dibattito possa essere sobrio e costruttivo, consentendo ai cittadini di partecipare al voto con la giusta consapevolezza. Proprio stamattina abbiamo aperto alla Camera il ciclo di eventi in vista dell’80esimo anniversario dell’Assemblea Costituente e ho richiamato lo spirito di Padri e Madri Costituenti che hanno superato le divisioni lavorando insieme per il bene del Paese”.

(redazione@corrierecal.it)

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