Dalla ‘ndrangheta allo stalking dal carcere: minacce da brivido all’ex moglie
Era già stato condannato nel processo Aemilia. «Ti scanno come un maiale»

REGGIO EMILIA Anche dalla cella di un carcere pugliese, dov’era ristretto dopo la condanna nel processo Aemilia contro la ‘ndrangheta, ha continuato a perseguitare l’ex moglie che lo ha lasciato. Per questo, un 52enne calabrese che aveva guadagnato gli arresti domiciliari alla fine dello scorso gennaio, è tornato dietro le sbarre. Secondo quanto denunciato dalla vittima degli atti persecutori e appurato dai Carabinieri, l’uomo ha tempestato la ex consorte di telefonate e lettere, tentando anche di screditarla agli occhi del datore di lavoro definendola “pericolosa per l’azienda”. Ha poi ossessionato anche i figli, invitati ripetutamente a comunicargli gli spostamenti della madre. “Ora che sono fuori posso fare quello che voglio” e “ti vengo a cercare, tanto so dove sei” sono alcune delle frasi pronunciate dal 52enne già a poche ore dalla scarcerazione, culminate in minacce esplicite del tipo: “Se ti prendo ti scanno come un maiale“. Sulla base di questi comportamenti il giudice ha disposto di nuovo la custodia in carcere, ritenuta «l’unica misura idonea a prevenire il rischio di ulteriori e più gravi reati». (Dire)
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