Campi e case sommerse, la Piana di Sibari travolta dall’esondazione del Crati – FOTO E VIDEO
Inondati decine di ettari, imprese agricole in ginocchio e lidi in difficoltà. La Sibaritide si riscopre ancora fragile

CASSANO ALLO IONIO Le immagini dall’alto (realizzate da SibariFly) sono impressionanti per la loro drammaticità e restituiscono la fotografia dell’emergenza che ha colpito la Piana di Sibari, trasformata in un’immensa distesa d’acqua. Nella tarda serata il Crati ha rotto gli argini lungo l’intero tratto di foce e le falle hanno permesso all’acqua di defluire e senza più argini né ostacoli, di invadere case, strade e campagne. A sud, nel territorio di Corigliano-Rossano con due falle, quella più importante in località Thurio. E poi Ministalla e soprattutto Foggia. A nord invece, nel comune di Cassano allo Ionio, tre falle in contrada lattughelle e una ai laghi di Sibari.



Come testimoniano ancora le immagini dall’alto, Il fiume ha attraversato contrada Lattughelle e Piano Scafo, arrivando ad interessare l’intera area archeologica di Sibari dove le contromisure adottate hanno retto all’impatto dell’ondata d’acqua. Determinante il lavoro svolto in somma urgenza nella giornata precedente, frutto della collaborazione tra il Comune di Cassano Jonio, il Consorzio di Bonifica e la direzione del Parco. La trincea realizzata per contenere e gestire il flusso idrico si è rivelata fondamentale per limitare i danni. Allagato anche il villaggio turistico dei Laghi di Sibari, con strade trasformate in canali. Tutte circostanze che fanno già presagire una difficile e soprattutto ampia conta dei danni.

Inondato dalla piena del Crati anche il Museo Archeologico della Sibaritide, con le eloquenti foto pubblicate sui social dal direttore, Filippo Demma.

Flavio Stasi: «Presto la conta dei danni»
A fornire questa mattina un quadro della situazione emergenziale è stato il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi: «La notte è passata con gli interventi sull’argine, sulle rotture che ci sono state che hanno riempito da acqua Thurio, Ministalla e contrada Foggia. La falla più importante sull’argine, quella di Turio, siamo riusciti a chiuderla già entro le 5. Stiamo continuando a chiudere quella sotto la SS106 che sta inondando Contrada-Foggia. L’acqua è arrivata anche ben oltre lo Scavolino. Fortunatamente c’era stato un ordine di evacuazione. Le famiglie che non erano riuscite a intercettare l’ordine di evacuazione sono state recuperate da noi, dai vigili del fuoco. Ci sono decine e decine di ettari inondati, di imprese agricole in ginocchio, lidi in grande difficoltà, questo è un conteggio che poi dobbiamo fare al più presto perché abbiamo bisogno di dare degli aiuti immediati a questa gente che da domani non ha più quello che ha costruito in una vita».
Il precedente del 2013 e le piene del 2018-2019
Non è la prima volta che la Sibaritide si trova in ginocchio. Nel gennaio 2013 un’esondazione del Crati sommerse completamente il sito archeologico, coprendo di acqua e fango diversi ettari di scavi e imponendo lunghi e complessi interventi di bonifica e recupero. Anche nel 2018 e nel 2019 la piena del fiume provocò allagamenti estesi nella piana, con gravi danni alle colture e alle infrastrutture rurali. Eventi che hanno segnato profondamente il territorio, evidenziandone la vulnerabilità strutturale sotto il profilo idrogeologico. Oggi, 14 febbraio 2026, lo scenario ripropone timori già vissuti: campi trasformati in lagune, strade interrotte, aziende agricole isolate. Una ciclicità che alimenta interrogativi sulla manutenzione degli argini, sulla gestione dei canali di scolo e sulla pianificazione territoriale in un contesto di cambiamenti climatici che rende più frequenti e violenti gli eventi estremi. (Gi.Cu.)
Il video dall’alto sulla Piana di Sibari:
(Foto in copertina di Saverio Spezzano)
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