Lutto nel giornalismo calabrese, è morto Michele Albanese
Ha raccontato per anni la ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro e per la sua attività era finito sotto scorta

COSENZA Lutto nel mondo del giornalismo calabrese. Stamattina è morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, all’età di 66 anni, Michele Albanese, firma di punta del Quotidiano del Sud e collaboratore dell’Ansa oltre che attivo nel sindacato e nell’associazionismo, con Libera di don Ciotti.
Da subito sui social si sono riversati i ricordi di chi lo ha conosciuto spesso incrociando la sua strada nell’esperienza professionale: la sua era ultradecennale e si era incentrata soprattutto sulle attività della ‘ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro e sul porto, tra luci e ombre. Nativo di Cinquefrondi, Michele Albanese nel 2014 era finito sotto scorta proprio per la sua attività giornalistica: fu minacciato dalla ‘ndrangheta (da un’intercettazione era emerso che c’era un progetto per ucciderlo) ma questo di certo non lo intimorì. «Ho perso la libertà. Ma non ho rimorsi. Rifarei tutto quello che ho fatto. E scritto» si legge ne La ribellione di Michele Albanese, libro di Gabriella d’Atri edito da Castelvecchi nel 2021.
Albanese era ricoverato in seguito a delle complicazioni legate a un infarto. Alla sua famiglia, alla moglie Melania e alle due figlie Maria Pia e Michela le condoglianze del Corriere della Calabria e del direttore Paola Militano.
Il cordoglio
«A nome della Giunta regionale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Michele Albanese e mi stringo alla sua famiglia e alla comunità del Quotidiano del Sud. Michele è stato un giornalista arguto, mai banale, capace di trattare temi estremamente delicati con rigore ma allo stesso tempo con grande amore per la sua Calabria«. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. «Con lui avevo un rapporto franco e schietto, con periodici confronti sul futuro della Regione, sulle opportunità di crescita, e sullo sviluppo del Porto di Gioia Tauro. La Calabria perde un validissimo professionista. Mancherà tanto a tutti noi».
«La scomparsa di Michele Albanese colpisce la Calabria nel profondo. Con lui se ne va un giornalista libero, coraggioso e puntuale, che ha interpretato l’informazione come servizio alla verità e alla comunità. La nostra regione perde una voce autorevole e indipendente, che ha subito molto dalla ’ndrangheta e che non ha mai ceduto di fronte alle intimidazioni e alle difficoltà”. Lo afferma in una nota il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria. “Michele – sottolinea il parlamentare – ha pagato un prezzo molto alto per il suo impegno civile e professionale. Ha vissuto sotto tutela e ha sopportato pressioni e sacrifici personali, ma ha mantenuto la schiena dritta e la potenza della parola. Ha raccontato la Calabria con coraggio, equilibrio e amore, senza sconti e senza timori. In un contesto difficile, Michele ha difeso la dignità del giornalismo e il diritto dei cittadini a essere informati”. “Per me – aggiunge Irto – la sua scomparsa è anche un dolore personale. Perdo un amico, una presenza leale, una persona di grande umanità e onestà intellettuale. Alla sua famiglia va il mio abbraccio più sincero. La Calabria – conclude il senatore dem – gli deve molto e ha il dovere di custodirne la memoria e l’esempio».
«La scomparsa di Michele Albanese priva la Calabria di una voce autorevole e di un professionista che ha saputo raccontare con rigore, passione e senso di responsabilità il nostro territorio». Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, esprimendo il proprio cordoglio per la morte del giornalista Michele Albanese. «Il suo impegno nel mondo dell’informazione – prosegue Cirillo – ha rappresentato un presidio di libertà e di verità, sempre orientato alla tutela della dignità della persona e alla difesa dei valori democratici. Alla famiglia, ai colleghi del Quotidiano del Sud e all’intera redazione del giornale, va la vicinanza mia e dell’intero Consiglio regionale della Calabria».
«La Calabria perde una penna sopraffina, una firma autorevole, un professionista di spessore e un uomo profondamente legato alla sua terra. Ecco perché, a nome di tutta Forza Italia, esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Michele Albanese, giornalista calabrese di grande professionalità e rigore, la cui scomparsa ha scosso tutto il mondo dell’informazione. Con il suo lavoro, Michele ha rappresentato un punto di riferimento per il giornalismo calabrese, distinguendosi per la caparbia dedizione alla ricerca della verità. Il suo scrivere, deontologicamente irreprensibile e sempre rispettoso dei fatti, ha contribuito in modo significativo al dibattito pubblico e alla crescita di una cultura dell’informazione libera e responsabile. La sua figura, infatti, è diventata un simbolo anche di lotta alla ‘ndrangheta ed alla mentalità mafiosa. Forza Italia si stringe con affetto alla famiglia di Michele, a tutti i suoi cari, ai colleghi giornalisti ed a quanti hanno avuto il piacere di conoscerlo e apprezzarne le qualità umane e professionali»: così in una nota di cordoglio, Francesco Cannizzaro, Deputato e Segretario regionale di Forza Italia Calabria.
«Michele Albanese era un giornalista con la schiena dritta, rigoroso e appassionato, che ha raccontato la criminalità in Calabria senza piegare la testa, incurante delle minacce di morte ricevute dalla ‘ndrangheta che lo costringevano a vivere sotto scorta da più di 10 anni. La sua scomparsa priva la nostra terra di un professionista serio e tenace, un vero esempio di senso civico e legalità. Alla famiglia rivolgo le più sentite condoglianze»: lo ha detto il presidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa Marco Polimeni.
«Con Michele Albanese se ne va uno tra i professionisti più seri, coraggiosi e autorevoli che questa regione – dove la ricerca e il racconto della verità non sono mai semplici né scontati – abbia mai espresso. Un giornalista, tra i massimi conoscitori del fenomeno criminale calabrese e delle sue ramificazioni nazionali e internazionali, che non ha mai fatto un passo indietro davanti alle minacce: è rimasto fedele solo e sempre ai suoi lettori e al dovere-diritto di raccontare i fatti, nomi e cognomi compresi». Ad esprimere il cordoglio per la scomparsa del giornalista del “Quotidiano del Sud – l’Altra Voce”, Michele Albanese, è il consigliere regionale Enzo Bruno, vicepresidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa. «Quello che mi ha colpito di Michele, oltre allo spessore professionale e alla capacità di leggere il territorio e i fenomeni criminali come pochi altri, è stato il suo sorriso – afferma ancora Bruno –. Il peso delle responsabilità, dello stress, della vita segnata da limitazioni che ne condizionavano profondamente la libertà, non ha mai spento l’entusiasmo e la disponibilità all’ascolto. L’esempio e la storia di Michele Albanese restano un patrimonio di umanità e professionalità da preservare, così come il ricordo del suo valore e del suo coraggio». (redazione@corrierecal.it)