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L’inchiesta della Dda

‘Ndrangheta a Isola Capo Rizzuto: guardiania, gestione del verde e della spiaggia. Nel mirino un noto villaggio turistico – NOMI

Blitz dei Carabinieri con l’arresto di 7 persone. Gli indagati avrebbero anche truccato un’asta

Pubblicato il: 16/02/2026 – 10:56
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‘Ndrangheta a Isola Capo Rizzuto: guardiania, gestione del verde e della spiaggia. Nel mirino un noto villaggio turistico – NOMI

CROTONE Sette arresti sono stati effettuati dai Carabinieri a Isola Capo Rizzuto nell’ambito di un’operazione nei confronti di indagati a vario titolo per estorsione, turbata libertà degli incanti e danneggiamento, aggravati dal «metodo» o «finalità mafiose». Secondo quanto emerso della carte dell’inchiesta firmate dal gip e riportato dalle agenzie questa mattina, nel mirino delle sette persone arrestate sarebbe finito il villaggio turistico “Seleno-Margheritissima” di Isola di Capo Rizzuto.

Il villaggio turistico nel mirino

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati, con diversi ruoli e condotte, avrebbero imposto la cosiddetta “guardiania” al villaggio di Isola, costringendo l’amministratore della struttura ad assumere persone da loro indicate, realizzando così una tipica forma di estorsione attuata da decenni ai danni delle strutture ricettive del territorio isolitano oltre ad esercitare la loro influenza sulla gestione del villaggio. L’amministratore, inoltre, sarebbe stato costretto ad affidare i servizi di manutenzione del verde condominiale e la gestione della spiaggia ad alcune imprese riconducibili alla famiglia degli Arena, da sempre attiva nel controllo del comparto turistico locale.

Asta truccata

Secondo quanto emerso, alcuni degli indagati avrebbero anche truccato un’asta nella quale erano state messe in vendita unità immobiliari dello stesso villaggio. Secondo quanto emerge dagli atti, Timpa e Bruno, nella qualità di soci dell’impresa “Igb Immobiliare srl” attiva nella costruzione di unità abitative all’interno del villaggio, insieme ad altri componenti del gruppo criminale hanno minacciato i partecipanti a una procedura di vendita per mantenere bassi i prezzi degli immobili. Tramite loro prestanome, poi, hanno partecipato all’asta e costretto alcuni acquirenti a rinunciare agli appartamenti oppure a versare ulteriori somme di denaro per perfezionare l’acquisto.

I nomi

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice distrettuale delle indagini preliminari di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, su richiesta della Procura antimafia, riguarda: Pasquale Arena; Giuseppe Bruno; Domenico Muraca; Michele Nicoscia; Rosario Scerbo; Vincenzo Scerbo; Carmine Antonio Timpa.

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