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Il “ponte” Calabria-Usa

‘Ndrangheta, Frank Albanese intercettato: l’incontro mancato con Messina Denaro e gli insulti a Gratteri. «Peggio di Falcone e Borsellino»

Il dialogo con lo zio intercettato dal ROS risalenti all’estate del 2024 a Siderno. Sul boss di Cosa Nostra: «Sapeva che sarebbe morto presto»

Pubblicato il: 19/02/2026 – 6:28
di Giorgio Curcio
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‘Ndrangheta, Frank Albanese intercettato: l’incontro mancato con Messina Denaro e gli insulti a Gratteri. «Peggio di Falcone e Borsellino»

LAMEZIA TERME L’estate del 2024 è stata particolarmente impegnativa per Frank Albanese (cl. ’67), raggiunto dal fermo di indiziato di delitto firmato dalla Distrettuale antimafia di Reggio Calabria.  
Il presunto elemento di raccordo tra gli esponenti della cosca Commisso di Siderno con gli Stati Uniti, infatti, è rimasto per oltre un mese a Siderno tra agosto e settembre, l’occasione per partecipare ad incontri e mangiate con esponenti ‘ndranghetisti calabresi, ma anche per il ROS dei Carabinieri reggini per raccogliere una serie di elementi probatori, grazie ai costanti pedinamenti e alle incessanti intercettazioni, dalle quali sarebbe emersa tutta la «caratura ‘ndranghetista» dell’italoamericano.

L’astio per i magistrati e Gratteri

Il riferimento particolare è anche ad un certo disprezzo manifestato nei confronti della magistratura, con i giudici definiti «infami» mentre avrebbe mostrato una certa “comprensione” per il ruolo delle forze dell’ordine. In fondo, per Frank Albanese, «svolgono solo il proprio lavoro». Discorso diverso, come detto per la magistratura e ancora più estremo se riferito all’ex capo della Distrettuale antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri. C’è, infatti, una conversazione tra Frank Albanese e lo zio Frank Jr Archinò risalente al 28 agosto del 2024 in cui il primo «dimostrava un particolare astio verso l’allora Procuratore della Repubblica di Catanzaro, che stava portando avanti un’azione di contrasto nei confronti della criminalità organizzata molto incisiva» che i due paragonavano al lavoro svolto in passato da Falcone e Borsellino. Non prima di averlo ricoperto di insulti.

«Gratteri? Peggio di Falcone e Borsellino»

«Dopo Falcone e Borsellino, ne è uscito fuori un’altro…continuava a uscire… sulla CNN ci stava…», dice lo zio. «Nicola Gratteri!» esclama Frank Albanese. «(…) questo magistrato qui, era di qua… di questa zona… Nicola Gratteri, è sempre sul telegiornale e tutto…». E l’interlocutore ribatte: «Dicono che era un figlio di pu**ana pure… dicevano che lui era peggio di Borsellino e Falcone…», «Sì, il peggiore che abbiamo!», conferma Albanese. E alla domanda se fosse ancora vivo o no, Albanese risponde: «(…) è ancora vivo… adesso lo hanno mandato a… Napoli!».

«Messina Denaro? Lo dovevo incontrare»

Nel corso della conversazione – come annotano gli inquirenti della Dda nel fermo – sarebbe emerso un ulteriore dato sulla figura di Frank Albanese, «mettendo in luce la sua azione di raccordo tra le componenti mafiose». Il 59enne, infatti, allo zio riferiva che avrebbe dovuto incontrare di persona l’ex latitante Matteo Messina Denaro, poi deceduto. Per la Dda reggina, i legami di Cosa Nostra con la ‘ndrangheta, in particolare di Siderno, «sono da tempo emersi e cristallizzati nei provvedimenti giudiziari» quindi – sottolineano – solo un personaggio di un certo rilievo mafioso «aveva la possibilità di incontrare l’uomo di Cosa Nostra più ricercato d’Italia da decenni», scrivono ancora gli inquirenti reggini. «(…) anche quell’uomo della Sicilia, il vertice… lui ha avuto il cancro» dice lo zio a Frank Albanese. «quello che stavano cercando da più di quarant’anni (…) come si chiama, Matteo qualcosa…», accendendo una lampadina nella testa del nipote. «Oh! Messina Denaro si, si… Dovevo vedermi con lui! (…) Ed è stato sempre nella stessa città!». «Lui è stato latitante per trentacinque, quarant’anni! E poi è morto!», ribatte lo zio. «Si, ecco perché lui ha detto: “Venite e prendetemi!”, perché lui lo sapeva che sarebbe morto presto…», «dopo tre mesi… povero… è morto». (g.curcio@corrierecal.it)

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