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LA BUONA SANITÀ

Liste d’attesa, se la Calabria non è più maglia nera (e c’è un’eccellenza)

La nuova piattaforma ministeriale attivata presso Agenas premia l’Asp di Crotone, seconda dopo Treviso nella rapidità delle visite oculistiche

Pubblicato il: 20/02/2026 – 7:01
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Liste d’attesa, se la Calabria non è più maglia nera (e c’è un’eccellenza)

CROTONE Quando viene pubblicata una classifica nazionale in fatto di sanità i calabresi tremano. È un attimo è arriva lo stigma della maglia nera: se poi si parla di liste d’attesa, gli ultimi posti in classifica non fanno quasi più notizia tanto più nel quadro ormai cristallizzato delle “due Italie”. E invece stavolta non solo la Calabria non indossa quella maglia, ma al contrario si segnala tra le eccellenze, al secondo gradino di un podio che parla veneto e riguarda in particolare le visite oculistiche. Succede se su scorrono i primi dati della Piattaforma nazionale liste d’attesa attivata dal ministero presso Agenas, pronta a partire nelle more che possa essere anche implementata dai cittadini: viene infatti alimentata dal flusso dei dati delle Regioni in arrivo dai Cup (Centri unici prenotazioni).
Per otto prestazioni (4 esami diagnostici e altrettante visite) la piattaforma registra gravi ritardi nelle strutture del Sud, e tra le regioni vanno male soprattutto la Puglia e l’Abruzzo. Bene il Veneto: e proprio tra due aziende venete (Ulss 2 Marca Trevigiana e Ulss 7 Pedemontana) si colloca l’Asp Crotone, che non segnala alcun ritardo nella prima visita oculistica e non è mai in zona rossa anche nelle scadenze a 10 giorni e 120 giorni, i termini indicati in ricetta rispettivamente per priorità breve o programmabile (l’attesa media a Crotone è di appena 8 giorni nella prima erogazione e di poco superiore ai termini, ovvero 148 giorni, nella seconda tipologia).
A Crotone, la gestione delle liste d’attesa si avvale delle direttive nazionali e regionali, con il supporto della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA) guidata da Agenas. L’Asp pitagorica monitora i tempi di attesa per prestazioni specialistiche ambulatoriali e ospedaliere, con un recente focus sul miglioramento dei tempi grazie a un piano straordinario che nel 2025 ha erogato oltre 4.400 prestazioni.

Giro di vite sull’intramoenia

«La legge dice che i direttori generali delle aziende – ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al Sole24Ore che ha potuto visionare e anticipare i primi numeri relativi alle prestazioni 2025 – devono controllare che questa norma (quella sulla libera professione, ndr) sia rispettata intervenendo anche con la sospensione dell’intramoenia. La legge dà elementi per evitare abusi, sono strumenti che vanno messi in atto se vogliamo dare risposte ai cittadini. I cittadini tramite la piattaforma possono consultare i dati a livello nazionale, le Regioni ci hanno chiesto di aspettare prima di pubblicare anche quelli a livello di singola azienda e prestazione. Noi siamo pronti» ha concluso il ministro. (redazione@corrierecal.it)

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