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«Altro che Ponte, le priorità sono ospedali, lavoro e servizi pubblici». Sabato 28 dibattito a La Base

Attivisti da Reggio Calabria e Messina per «prendere posizione e rafforzare, organizzandola, l’opposizione a un “modello di sviluppo” distorto»

Pubblicato il: 24/02/2026 – 11:10
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«Altro che Ponte, le priorità sono ospedali, lavoro e servizi pubblici». Sabato 28 dibattito a La Base

COSENZA «Il ciclone Harry, così come i recentissimi eventi climatici estremi che hanno colpito la provincia di Cosenza e il centro-nord della Calabria, rivelano ciò che ormai è chiaro a tutte e a tutti: i nostri territori sono fragili, sacrificabili e mal amministrati. Il dissesto idrogeologico non risparmia nessuno». Inizia così la nota con cui il collettivo cosentino La Base dà appuntamento a un momento di dibattito e riflessione sabato 28 febbraio alle ore 17.00 nella sede di via Macallè 17 a Cosenza, insieme agli attivisti e alle attiviste No Ponte di Messina e Reggio Calabria, per «prendere posizione e rafforzare, organizzandola, l’opposizione al cosiddetto “modello di sviluppo Ponte di Messina”».
«Piccoli e grandi centri del Sud Italia, abbandonati a frane e allagamenti d’inverno e alla siccità estrema d’estate, stanno diventando luoghi in cui è sempre più difficile vivere. Ma questi territori – riflettono gli attivisti – sono resi invivibili anche dalla carenza sistematica di servizi, con una sanità pubblica sempre più impoverita che produce morti evitabili, l’acqua che manca in gran parte dei comuni a causa di infrastrutture obsolete e strade principali ridotte a mulattiere che mettono quotidianamente a rischio la sicurezza di chi le percorre. In questo quadro drammatico, il Ponte sullo Stretto di Messina rappresenta il simbolo della speculazione e dello sfruttamento del Meridione».
La Base, al proposito, parla di «un’opera inutile e ambientalmente devastante, progettata dal governo Meloni-Salvini con il supporto della giunta Occhiuto per elargire miliardi alle solite mega-aziende private e come trovata mediatica da agitare in televisione per dire che si sta facendo qualcosa per il Sud. Ma calabresi e siciliani hanno le idee ben chiare e non cadono più in questa solita trappola. Qui le priorità sono altre, ospedali, lavoro, servizi pubblici. Ancora una volta, Governo dopo Governo, arriva la conferma di come per il Sud esista un progetto molto chiaro, fatto di sfruttamento, estrazione di forza lavoro e di risorse e turismo di massa concentrato in un solo mese all’anno. Toglierci tutto, senza darci nulla in cambio».

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