‘Ndrangheta e camorra in Francia, sette arresti. Colpiti gli Ascione-Papale e i Morabito di Africo – VIDEO
Fatta luce su una rete di riciclaggio di denaro gestita da un gruppo criminale dedito al traffico di cocaina dal Sudamerica all’Europa

NAPOLI Figurano anche Mario Papale e il figlio Giuseppe, il primo arrestato a Marsiglia e l’altro a Como, tra sette persone (quattro prese in Francia e le altre in Italia) arrestate nell’ambito di un’indagine condotta dalle autorità francesi, italiane e svizzere, coordinate da Eurojust ed Europol. L’inchiesta infatti documenta gli investimenti all’estero del clan Ascione-Papale di Ercolano (Napoli) e anche della cosca Morabito di Africo (Reggio Calabria). Eseguito anche un sequestro di beni milionario. L’indagine ha fatto luce anche su una rete di riciclaggio di denaro gestita da un gruppo criminale dedito al traffico di cocaina dal Sudamerica all’Europa. La camorra partenopea e la ‘ndrangheta riciclavano i proventi del traffico di cocaina con società fittizie, false fatture e investimenti di lusso.

I movimenti finanziari sospetti
L’inchiesta è partita dall’analisi di movimenti finanziari sospetti che hanno portato alla luce una rete di riciclaggio in grado di ripulire milioni di euro provenienti dal traffico di cocaina importata dal Sud America verso l’Europa. Secondo gli investigatori, il sistema coinvolgeva soggetti legati alla camorra e alla ’ndrangheta e si basava su società di comodo, false fatturazioni e investimenti di lusso per schermare i proventi illeciti. Il riciclaggio sarebbe direttamente connesso a un’organizzazione dedita all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina attraverso i principali porti europei. Un sequestro effettuato dalla dogana belga alla fine del 2025 ha consentito di collegare il traffico di droga al “target” ritenuto figura chiave del sistema. Dal 2024 le autorità francesi, italiane e svizzere hanno operato nell’ambito di una Joint Investigation Team (JIT) costituita presso Eurojust, che ha permesso lo scambio in tempo reale di informazioni e prove. L’Agenzia ha inoltre coordinato l’emissione di diversi Ordini europei di indagine eseguiti nel giorno dell’operazione.
Il blitz
Le operazioni sono state condotte in stretta collaborazione tra la Gendarmeria Nazionale francese e i carabinieri del nucleo investigativo del Gruppo di Torre Annunziata e l’Ufficio Federale di Polizia svizzero (Fedpol), ed è stata supportata dalla Polizia Federale Giudiziaria belga di Anversa, dall’Agenzia di Stato bulgara per la Sicurezza Nazionale, dalla Dogana tedesca e dalla Polizia Nazionale ecuadoriana, sotto il coordinamento di Europol ed Eurojust. L’inchiesta ha rivelato anche il coinvolgimento di ricercato di spicco montenegrino genero di un italiano, di stanza a Cannes. In Costa Azzurra sono stati sequestrati veicoli di lusso, insieme a immobili di pregio per un valore di oltre 5 milioni di euro. Altre aziende e beni sono stati sequestrati in Svizzera e Italia, insieme a 600mila euro in criptovalute e 26mila euro in contanti.
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